David Riondino è morto oggi, domenica 29 marzo, nella sua casa di Roma. Cantautore, poeta, attore, regista, era nato a Firenze nel 1952, aveva 73 anni e da tempo lottava contro una grave malattia.
A dare notizia della sua scomparsa è stata l'amica illustratrice Chiara Rapaccini.
Figura poliedrica della cultura italiana contemporanea, è stato autore di uno degli esempi più famosi di "italo disco", Maracaibo, portata al successo nel 1981 da Lu Colombo. Negli anni '90 è diventato un volto familiare per il grande pubblico televisivo grazie alle partecipazioni al Maurizio Costanzo Show e a Quelli che il calcio condotto da Fabio Fazio.
Una carriera tra musica, poesia e satira
Nato a Firenze il 10 giugno 1952, David Riondino ha costruito un percorso artistico fuori dagli schemi, che ha fatto della contaminazione tra generi e linguaggi il suo punto di forza.
Fin dagli esordi si è distinto per la pratica della poesia "a braccio", forma di improvvisazione in versi della tradizione popolare in ottave di endecasillabi, ispirata alla struttura dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Un'arte antica che ha saputo riportare al centro della scena, rendendola accessibile anche al pubblico contemporaneo.
Negli anni '70 fonda il Collettivo Victor Jara, esperienza che unisce teatro, musica e impegno civile, intitolata al poeta e cantautore cileno vittima della repressione di Pinochet.
David Riondino in TV, dal Maurizio Costanzo Show a Quelli che il calcio
Riondino è stato un volto riconoscibile della televisione italiana, soprattutto tra gli anni '80 e '90, grazie a uno stile ironico e surreale che lo ha reso immediatamente identificabile. Ammirato da Maurizio Costanzo, nel 1993 ha partecipato più volte al Maurizio Costanzo Show, dove ha portato personaggi diventati iconici, come il cantautore brasiliano Joao Mesquinho, da lui stesso inventato. L'anno successivo è su Rai3 a tifare per la sua Fiorentina a Quelli che il calcio, durante la conduzione di Fabio Fazio, contesto in cui ha consolidato la sua cifra satirica.
Tra le esperienze più significative di Riondino sul piccolo schermo anche la conduzione di A tutto volume (1994-95) insieme a Daria Bignardi, oltre alla partecipazione a programmi come Banane (su Telemontecarlo) e al progetto satirico Teletango, una striscia di 20 minuti all'interno del programma di Rai 3 Tango.
Il caso Raiot di Sabina Guzzanti, una delle censure TV più discusse
Nel 2003 entra nel cast di Raiot - Armi di distrazioni di massa, il programma di Sabina Guzzanti (sua ex compagna) cancellato dopo una sola puntata, diventato uno dei casi più discussi di censura televisiva in Italia.
Previsto originariamente di 6 puntate, il programma viene "sospeso" dopo la messa in onda della prima, nel novembre 2003. Il giorno successivo infatti Mediaset annuncia una querela contro Sabina Guzzanti e la Rai per presunta diffamazione, legata ad alcune affermazioni fatte dalla stessa Guzzanti durante una parodia di Lucia Annunziata.
La vicenda giudiziaria si conclude nel 2004 con la vittoria della Guzzanti ma, secondo l'attrice, proprio quella querela viene poi utilizzata come pretesto per giustificare la successiva cancellazione del programma. Pochi giorni dopo la prima puntata, infatti, il consiglio di amministrazione della Rai interviene votando all'unanimità un documento che invitava l'allora direttore generale Flavio Cattaneo a sospendere temporaneamente la messa in onda di Raiot.
L'obiettivo dichiarato era quello di completare e valutare le restanti puntate, così da tutelare l'azienda da possibili conseguenze legali.
La realtà è che Raiot, per esistere, è stato portato in giro nei teatri e non si è mai più visto in TV. Quella famosa prima puntata non è oggi neppure visibile nella sezione delle Teche RAI in streaming.
Cinema e teatro: collaborazioni e film
Parallelamente alla televisione, Riondino ha sviluppato un percorso articolato anche nel cinema e nel teatro, collaborando con alcuni dei principali autori italiani.
Sul grande schermo ha recitato in film come Maledetti vi amerò di Marco Tullio Giordana, La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani, Kamikazen - Ultima notte a Milano di Gabriele Salvatores e Ilona viene con la pioggia di Sergio Cabrera.
In teatro ha costruito un sodalizio artistico particolarmente significativo con Paolo Rossi, con cui ha condiviso spettacoli come Chiamatemi Kowalski e La commedia da due lire, contribuendo a rinnovare il linguaggio della scena comica italiana tra anni '80 e '90.