Mario Balotelli e la terribile battuta su Dayane Mello al GF Vip 5: l'Agcom archivia il caso

L'Agcom ha deciso di archiviare il caso Mario Balotelli: il provvedimento era stato avviato da una denuncia del Codacons per una battuta sessista su Dayane Mello al GF Vip 5.

NOTIZIA di 18/03/2021

Il caso della battuta sessista di Mario Balotelli su Dayane Mello al GF Vip 5 è stato archiviato: la richiesta di sanzioni era arrivata dal CODACONS all'indomani della puntata del reality.

Era il 23 ottobre, era passato poco più di un mese dall'inizio del reality, quando esplose la prima grande polemica al Grande Fratello Vip 5. Alfonso Signorini fece entrare nella casa di Cinecittà Mario Balotelli, dove c'era il fratello Enock Barwuah e l'ex fiamma Dayane Mello. Ad un certo punto Alfonso Signorini disse al calciatore che Dayane Mello l'avrebbe voluto dentro la casa del Grande Fratello Vip 5, Mario Balotelli rispose: "Se Dayane mi vuole dentro la Casa? Dayane mi vuole lì dentro, però poi mi dice 'basta basta mi fai male'".
Signorini non sentì subito la pessima uscita di Mario e non lo richiamò, pochi minuti dopo, quando il web ormai era esploso, Signorini si dissociò dalla frase e chiese a Balotelli di chiedere scusa alla Mello.

Il giorno dopo il CODACONS chiese all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di sanzionare sia il Grande Fratello Vip che Mario Balotelli.
Ieri l'Agcom ha archiviato il caso perché ha deciso che il fatto non sussiste. Nell'esposto, riportato da Biccy, l'Agcom sottolinea che la battuta è stata fatta oltre la mezzanotte, quando ormai la fascia che protegge i minori di 14 anni era stata ampiamente superata. L'autorità sottolinea che la frase non è mai stata più ripetuta in nessuna puntata del reality. Ecco le motivazioni: "Per gli elementi sopra specificati, le puntate del programma esaminato non appaiono idonee a configurare una violazione dell'articolo 34, comma 2 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici; non è altresì configurabile violazione dell'articolo 34, comma 1 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, in quanto i fatti monitorati non sono assimilabili a contenuto gravemente nocivo per un pubblico di minori cui si riferisce la citata disposizione".