Bianca Berlinguer continua a rappresentare una delle voci più riconoscibili e fuori dal coro di Rete 4. È sempre Cartabianca, si distingue per il taglio del dibattito e per la scelta degli ospiti. Nel corso della puntata andata in onda ieri sera, la conduttrice ha affrontato uno dei temi politici più discussi della giornata: l'uscita del generale Roberto Vannacci dalla Lega. Tra gli ospiti in studio era presente anche Marina La Rosa, nota al grande pubblico per la sua partecipazione alla prima edizione del Grande Fratello.
Il caso Vannacci al centro della puntata di Cartabianca
La giornata politica italiana è stata infatti segnata da una notizia tutt'altro che inattesa. Mesi dopo i risultati deludenti alle elezioni regionali in Toscana - dove la Lega si è fermata al 4,4% nonostante Matteo Salvini avesse affidato a Vannacci il coordinamento della campagna elettorale - il generale ha deciso di lasciare il Carroccio.
Vannacci ha annunciato l'intenzione di impegnarsi a tempo pieno in Futuro Nazionale, il movimento da lui fondato, che si collocherebbe più a destra rispetto agli attuali partiti di governo, Fratelli d'Italia compreso. Quando la parola è passata a Marina La Rosa, l'ex concorrente del Grande Fratello - soprannominata all'epoca gatta morta durante l'edizione condotta da Daria Bignardi - ha scelto di non soffermarsi tanto sugli aspetti strettamente politici della vicenda. Il suo intervento ha invece preso una piega più polemica, tracciando parallelismi storici e simbolici con Benito Mussolini.
Marina La Rosa spiazza lo studio con un paragone sul Duce
Bianca Berlinguer aveva chiesto agli ospiti se la discesa in campo di Vannacci potesse danneggiare maggiormente la Lega o Fratelli d'Italia. La Rosa ha risposto concentrandosi sul profilo ideologico del generale: "Vorrei dire soltanto una cosa: questi movimenti autoritari spesso mascherano una profonda insicurezza con un'enfasi muscolare. Non a caso Mussolini si faceva ritrarre a petto nudo mostrando i muscoli. Anche Vannacci si mostra in modo virile. Ci sono analogie non casuali: il forte senso identitario nazionale, l'abolizione di tutto ciò che è diverso".
L'allusione sulle "dimensioni ridotte" che accende la polemica
L'intervento ha poi suscitato ulteriore clamore quando La Rosa ha spinto il parallelismo su un piano anatomico, citando l'autopsia effettuata sul corpo di Mussolini: "Sarebbe interessante scoprire Vannacci ha anche un'altra caratteristica uguale a Mussolini. L'autopsia del Duce rivelò che le dimensioni del pene erano di dieci centimetri. Sarebbe interessante saperlo anche per Vannacci, perché secondo me è significativo ed è correlato a questa insicurezza". Parole che non sono passate inosservate e che hanno inevitabilmente acceso il dibattito, dentro e fuori dallo studio, confermando ancora una volta come È sempre Cartabianca resti un terreno fertile per scontri e dichiarazioni destinate a far discutere.