L'ora - Inchiostro contro piombo: trama della prima puntata, stasera su Canale 5

Stasera su Canale 5 in prima serata va in onda L'Ora - Inchiostro contro piombo, fiction con Claudio Santamaria che racconta gli anni più complessi dello storico quotidiano palermitano.

NOTIZIA di 08/06/2022

Debutta stasera su Canale 5 alle 21:45 la fiction, in 5 puntate, L'Ora - Inchiostro contro piombo, ispirata alla storia vera del quotidiano palermitano L'Ora, attivo dal 1900 al 1992.

La trama e il promo della prima puntata (visibile anche in streaming su Mediaset Infinity) ci portano però alla fine degli anni '50 quando
Antonio Nicastro (Claudio Santamaria) arriva da Roma insieme alla moglie Anna (Silvia D'Amico) per dirigere il giornale, allora del Partito Comunista, in crisi di vendite, dove i collaboratori affrontano la loro quotidianità con una certa inerzia e con il timore del licenziamento.

Al fianco di Nicastro, nella riorganizzazione del giornale, c'è il fidato Marcello Grisanti (Maurizio Lombardi), cronista ed ex partigiano. Nicastro comprende subito che le notizie di cui i lettori hanno bisogno sono ben altro rispetto alle lunghe e retoriche veline del Partito e, quando da Corleone arriva l'aspirante cronista Domenico Sciamma (Giovanni Alfieri), ne ha la conferma. Il ragazzo racconta di un sindacalista scomparso: il quotidiano avrà la volontà di andare a fondo alla notizia?

La redazione presto si dimezza e i fedelissimi del partito abbandonano il campo per lasciare spazio ai colleghi più coraggiosi e motivati: il capo redattore cattolico e poeta Giulio Rampulla (Francesco Colella), il cronista di nera e sciupafemmine Salvo Licata (Bruno Di Chiara), la determinata Enza Cusumano (Daniela Marra), Nic Ruscica (Giampiero De Concilio), il fotografo appena sedicenne e, infine, Domenico Sciamma, il "paesanuzzo" pieno di passione e idealismo.

I giornalisti si buttano a capofitto in un'inchiesta per connettere fatti e misfatti accaduti tra Palermo e Corleone, i cui responsabili sono legati al dottor Michele Navarra (Fabrizio Ferracane), medico chirurgo e padrino molto influente. Alle spalle del vecchio boss scalpita però una nuova mafia ancora più avida e spietata, rappresentata da Luciano Liggio (Lino Musella), lo scagnozzo di Navarra che ora sta lavorando alla "successione".