Kim Basinger: "Non vedo tutto questo gran bisogno dei coordinatori d'intimità"

La star di Batman sostiene di non ritenere necessaria la figura dell'intimacy coordinator sul set di un film o una serie.

Kim Basinger premiata con l'Oscar

Kim Basinger ha confessato di non immaginare che cosa significhi lavorare con un coordinatore d'intimità sul set, nonostante ora sia un'abitudine piuttosto comune nel mondo del cinema.

Intervistata da Variety, Basinger ha confessato di non comprendere l'utilità di un coordinatore d'intimità durante le riprese di un film. L'attrice non compare sul grande schermo dal 2017, quando recitò in Cinquanta sfumature di nero.

Kim Basinger contro i coordinatori d'intimità

"Non riesco ad immaginare che qualcuno si avvicini a me e mi chieda se mi dispiace che mi mettano la mano in un determinato punto. È solo un'altra persona nella stanza. O la risolviamo tra noi oppure no. Non vedo tutta questa necessità di visite supervisionate".

Michael Douglas con Kim Basinger in  una scena del film The Sentinel
Michael Douglas e Kim Basinger in The Sentinel

L'attrice, interprete di Vicky Vale in Batman, ha ricordato:"Girare una bella scena d'amore è una cosa molto difficile. Si potrebbe pensare che basti stendersi con un po' d'olio per bambini. Ma non è così, può davvero metterti a dura prova".

Un approccio più europeo al sesso nel cinema per Kim Basinger

Kim Basinger ha spiegato di sentirsi affine maggiormente alla mentalità europea per quanto concerne il sesso al cinema, rispetto alla rigidità americana.

Anche un'altra star americana degli anni '80 come Michael Douglas ha avanzato qualche perplessità sull'utilizzo degli intimacy coordinator:"Le scene di sesso sono come le scene di combattimento, sono tutte coreografate. Nella mia esperienza, spetta all'uomo prendersi la responsabilità di far sentire la donna a suo agio".

Gwyneth Paltrow e Michael Douglas sul set di Delitto perfetto
Michael Douglas e Gwyneth Paltrow sul set di Delitto perfetto

Douglas è convinto che in passato ci siano stati dei casi in cui si siano superati i limiti ma secondo l'attore le problematiche si risolvevano tra colleghi e gli attori che si comportavano male si costruivano una certa reputazione.