John Wayne, protesta negli USA: "Era razzista, non va celebrato all'università"

John Wayne è al centro delle polemiche negli USA: degli studenti hanno chiesto che venga rimossa una mostra tributo presente negli spazi dell'università perché era razzista.

NOTIZIA di 11/10/2019

John Wayne è al centro di alcune polemiche a causa della richiesta di alcuni studenti che lo ritengono un simbolo del razzismo e suprematismo bianco e hanno chiesto che venga rimossa una mostra presente negli spazi dove studiano.

Presso la University of Southern Carolina, dove aveva studiato John Wayne negli anni Venti, sono infatti esposti poster, memorabilia, premi e alcune lettere personali fin dal 2012. I giovani attivisti che frequentano l'università hanno ora chiesto di rimuovere quel tributo sostenendo che l'attore ha sostenuto la supremazia dei bianchi e la rimozione delle popolazioni indigene.

La polemica nei confronti dell'attore sono state causate da un'interviste del 1971 rilasciata dall'attore al magazine Playboy e in cui sosteneva che Easy Rider e Un uomo da marciapiede fossero dei film "perversi" e ribadiva di essere contro il comunismo e di sostenere la guerra in Vietnam.
John aveva poi dichiarato parlando della situazione politica americana: "Con tante persone di colore, c'è un po' di risentimento nel loro dissenso, e forse in modo legittimo. Ma non possiamo improvvisamente metterci in ginocchio e rinunciare a tutto per dare la leadership ai neri. Credo nella supremazia dei bianchi fino a quando i neri saranno educati fino al punto di avere responsabilità. Non credo nel dare autorità e posizioni di leadership e giudizio a persone irresponsabili".

Wayne aveva poi commentato gli eventi mostrati nei film western dichiarando: "Non penso fosse sbagliato prendere questa nazione grandiosa dai nativi americani. Il nostro presunto "furto" di questa nazione era semplicemente una questione di sopravvivenza. C'era un gran numero di persone che avevano bisogno di una nuova terra e gli indiani stavano egoisticamente cercando di tenerla per sé".
Le proteste degli studenti hanno spinto il responsabile dell'università che si occupa di Diversità e Inclusione a dichiarare che bisogna parlare e riflettere sul modo in cui si devono gestire degli oggetti storici legati a progetti e persone che hanno avuto a che fare con il razzismo: "I nostri valori all'insegna di una comunità inclusiva sono basati sull'idea che la nostra popolazione di studenti debba essere ascoltata e poter avere voce in capitolo sull'ambiente dell'università, in particolare quando emergono delle informazioni che cambiano il modo in cui ci rapportiamo alle cose".