Jimmy Kimmel, l'ex CEO di Disney Bob Iger difende la sospensione: “Nessuna pressione politica da Trump”

Una nuova versione dei fatti riapre il caso Kimmel. Bob Iger offre una lettura diversa della sospensione, spostando l'attenzione sulle dinamiche interne di ABC e sulle scelte editoriali del network.

Jimmy Kimmel

A mesi dal caso che aveva messo in imbarazzo Disney, ABC e il mondo del late night americano, Bob Iger ha deciso di dire la sua sulla sospensione di Jimmy Kimmel, respingendo l'ipotesi più discussa: quella di una scelta presa per compiacere Donald Trump e il clima politico del momento. Per l'ex CEO Disney le cose sarebbero andate diversamente.

Bob Iger nega il peso della politica per la sospensione di Jimmy Kimmel

Jimmy Kimmel Monologo Oscar 2024
Jimmy Kimmel

Il caso Jimmy Kimmel aveva acceso una delle discussioni più delicate del 2025 sul rapporto tra satira, televisione e potere politico. Ora Bob Iger, ex amministratore delegato di Disney, ha difeso pubblicamente la decisione di fermare temporaneamente il Jimmy Kimmel Live! spiegando che la scelta non sarebbe stata dettata da pressioni arrivate dall'amministrazione Trump o dalla FCC.

Nell'intervista al Financial Times, Iger ha liquidato questa ricostruzione con un: "Non è andata così". Nessun gesto per ammorbidire Washington, dunque, almeno secondo la sua versione. Il punto, per Disney, sarebbe stato un altro: il tempismo e il tono del monologo di Kimmel dopo l'uccisione di Charlie Kirk, attivista conservatore e alleato di Trump, morto il 10 settembre 2025 durante un evento alla Utah Valley University.

Iger ha aggiunto che il gruppo considerò quelle parole "di cattivo gusto" e ha definito il passaggio del conduttore "un commento fuori tempo e probabilmente inappropriato", chiedendo a Kimmel di riconoscere pubblicamente che quelle osservazioni avrebbero meritato una presa di distanza.

Una lettura che tenta di ricondurre la vicenda a una scelta interna di linea editoriale, più che a un intervento dettato da logiche politiche. Ma è davvero possibile separare del tutto le due cose quando in campo ci sono una major come Disney, un network come ABC e un presidente pronto ad attaccare pubblicamente un volto televisivo?

Charlie Kirk e il terremoto attorno a Jimmy Kimmel Live!

Charlie Kirk
Charlie Kirk

La polemica era esplosa pochi giorni dopo la morte di Kirk. Nel suo programma, Kimmel aveva commentato le reazioni del mondo MAGA all'omicidio, accusando quella parte politica di provare a prendere le distanze dall'autore della sparatoria. Quelle frasi avevano provocato una reazione immediata e durissima, non solo sui social e tra i sostenitori di Trump, ma anche sul fronte regolatorio.

Brendan Carr, presidente della FCC, aveva evocato possibili conseguenze per ABC aumentando la pressione sul network. Nel frattempo, due importanti gruppi proprietari di emittenti affiliate, Nexstar e Sinclair, avevano deciso di non trasmettere più il late night di Jimmy Kimmel. A quel punto ABC aveva sospeso lo show a tempo indeterminato, trasformando un monologo televisivo in un caso nazionale.

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La pausa, però, era durata pochi giorni. Jimmy Kimmel Live! era poi tornato in onda dopo un breve stop, ma la vicenda aveva lasciato un segno profondo nel rapporto tra comicità, politica e televisione generalista. Per molti, infatti, quella sospensione aveva mostrato quanto fragile possa diventare lo spazio della satira quando una battuta tocca temi scomodi per la politica.

Il confine sempre più sottile tra satira e potere

La difesa di Iger arriva in un momento in cui Disney continua a muoversi su un terreno particolarmente scivoloso. Da un lato c'è la necessità di proteggere i propri brand, gli inserzionisti e la rete delle affiliate, dall'altro c'è il rischio di apparire vulnerabile davanti alle pressioni politiche, soprattutto quando sotto i riflettori c'è un volto divisivo ma popolarissimo come Kimmel.

Il punto, alla fine, resta questo: il late night americano vive di provocazione, tempismo e capacità di leggere l'attualità mentre accade. Peccato però che quando la satira incontra una tragedia reale, il margine d'errore si restringa notevolmente.