James Cameron è da sempre un grande estimatore della Nuova Zelanda e dopo la pandemia di COVID-19, il regista ha deciso di mettere radici proprio lì insieme alla moglie Suzy Amis Cameron. Ospite di un programma tv, il regista ha spiegato la sua scelta.
A convincerlo è stato l'approccio della nazione neozelandese alla gestione della pandemia esplosa nel 2020, ventisei anni dopo la sua prima visita, nel 1994. Già allora, James Cameron rimase folgorato dalla Nuova Zelanda e fece a se stesso una promessa.
James Cameron e l'amore per la Nuova Zelanda
"Mi sono fatto una promessa: 'Un giorno verrò a vivere qui'" disse Cameron dopo essersi innamorato della Nuova Zelanda e dei suoi abitanti. Il regista ne parlò con sua moglie, sposata nel 2000 e con la quale ha avuto tre figli.
"Quando io e Suzy abbiamo iniziato a fare sul serio, lei ha detto: 'Va bene, nessun problema'. Era pronta. Poi, più avanti, abbiamo avuto dei figli, una famiglia, radici a Malibu e Santa Barbara: quella conversazione ha dovuto essere leggermente rivista, ma abbiamo detto che dopo Avatar avremmo fatto in modo che accadesse".
La Nuova Zelanda è migliore degli USA per James Cameron
Decisiva anche la gestione della pandemia. James Cameron ha ricordato che la Nuova Zelanda era riuscita a debellare completamente il virus e anche quando questo si è ripresentato in forma mutata aveva un tasso di vaccinazione del 98%, rispetto al 62% degli USA.
Il regista ha posto una domanda ipotetica: "Dove preferiresti vivere? In un posto che crede davvero nella scienza ed è sano di mente e dove le persone possono lavorare insieme in modo coeso verso un obiettivo comune, oppure in un posto dove tutti sono costantemente uno contro l'altro, estremamente polarizzati, che voltano le spalle alla scienza e che finirebbe sostanzialmente nel caos totale se dovesse comparire un'altra pandemia? Non sono lì per il paesaggio, sono lì per la sanità mentale".