Arriva in Italia un nuovo decreto anti-Netflix per la distribuzione dei film nelle sale

Un nuovo decreto entrerà in vigore in Italia per contrastare la concorrenza di Netflix sulla tradizionale distribuzione dei film nelle sale.

Un nuovo decreto modificherà le finestre di distribuzione previste per legge in Italia, impedendo in questo modo sovrapposizioni come quella avvenuta con Sulla mia pelle diretto da Alessio Cremonini, uscito in contemporanea nei cinema e su Netflix dopo la presentazione avvenuta alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, intervenendo con un videomessaggio durante la presentazione a Roma di una ricerca Agis/Iulm, ha dichiarato: "Mi accingo oggi a firmare il decreto che regola le finestre in base a cui i film dovranno essere prima distribuiti nelle sale e dopo di questo su tutte le piattaforme che si vuole". Il ministro ha poi aggiunto che è importante "assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme".

La norma sarà quindi 105 giorni come lasso di tempo riservato alla programmazione in sala di un film, a partire dalla prima proiezione. La distanza temporale può, in alcuni casi, ridursi: a 10 giorni, se l'opera è programmata in sala per un numero di giorni, diversi dal venerdì, sabato, domenica e giorni festivi, pari o inferiore a tre; a 60 giorni, se l'opera è programmata in meno di 80 schermi e dopo i primi 21 giorni di programmazione ha ottenuto meno di 50 mila spettatori.

L'Associazione Nazionale Autori Cinematografici ha commentato la notizia sottolineando di aver apprezzato la "centralità della sala" al centro del decreto, mentre il sottosegretario Mibac Lucia Borgonzoni ha sottolineato come le regole mirino ad andare incontro alle esigenze dei film italiani che "non riescono a rimanere in sala per un tempo sufficiente o che non incontrano un riscontro di pubblico soddisfacente".

Francesco Rutelli, presidente dell'Anica, ritiene il decreto un buon accordo tra tutte le componenti della filiera del Cinema italiano, mentre il presidente dell'Agis Carlo Fontana ne apprezza la capacità di "evitare la concorrenza sleale e rilanciare il cinema come elemento di promozione della cultura".