Io non mi arrendo: la storia vera che ha ispirato la fiction

Io non mi arrendo è una miniserie televisiva che si ispira alla storia vera di Roberto Mancini, l'ispettore che per primo indagò sulla Terra dei Fuochi.

NOTIZIA di 15/05/2021

Io non mi arrendo è una miniserie televisiva italiana che racconta la vita di Marco Giordano, ispirata alla storia vera del poliziotto Roberto Mancini, morto per un linfoma non-Hodgkin che lo ha colpito a seguito delle indagini sul traffico di rifiuti tossici in Campania nella zona che verrà ribattezzata Terra dei fuochi.

Roberto Mancini era un funzionario di polizia che ha sacrificato la propria vita facendo il suo dovere, pur conoscendone i rischi, ovvero indagando per anni sui rifiuti tossici sparsi tra la Campania e il Lazio. Fu il primo ad interessarsi alla questione, scoprendo gli orrori relativi ai veleni che venivano occultati in quel territorio.

L'indagine di Roberto durò anni e lo portò a pagare con la propria vita: l'investigatore si ammalò di cancro, proprio a causa della Terra dei Fuochi e il linfoma lo uccise nel 2014, a soli 53 anni, portandolo via da sua moglie Monica e dalla figlia Alessia.

Roberto si ammalò perché, come consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti della Campania, portò avanti numerosi sopralluoghi in quelle zone, venendo a contatto con i rifiuti radioattivi. Per questo, dopo la sua morte, la famiglia chiese un risarcimento allo Stato italiano il quale rispose con la misera cifra di cinquemila euro.

A proposito del poliziotto, Beppe Fiorello, attore protagonista di Io non mi arrendo, ha dichiarato: "Roberto Mancini aveva scoperto e denunciato tutto questo, eppure non gli hanno dato retta. Non conoscevo la sua storia, prima che me la proponesse il produttore: leggendo le prime pagine del soggetto mi sono arrabbiato, perché quest'uomo era sempre solo. Più dimostrava, più veniva emarginato. Nella sua carriera è stato addirittura degradato. Il suo dramma è paragonabile a quello dei giudici Falcone e Borsellino, i più famosi, ma anche a Peppino Impastato, Pippo Fava, Mauro De Mauro. Sono gli eroi civili, vittime della tragica storia di questo Paese: nessuno di loro è più con noi, li hanno fatti fuori tutti. Questo deve farci riflettere: volevano un futuro migliore per l'Italia e non ci sono più."