L'IA alla conquista dei fedeli con Raphael, film su fede e redenzione creato artificialmente

MBC C&I mostra al FilMart di Hong Kong un catalogo ambizioso e trasversale, guidato da un progetto che spinge i confini della narrazione cinematografica, con l'intelligenza artificiale usata come linguaggio creativo.

Una scena di Raphael

MBC C&I presenta al FilMart di Hong Kong "Raphael", uno dei primi lungometraggi completamente generati dall'intelligenza artificiale. Tra serie, film e sperimentazioni ibride, il laboratorio coreano punta a ridefinire produzione e storytelling su scala internazionale.

"Raphael": fantascienza, fede e algoritmi

A guidare la nuova offensiva internazionale di MBC C&I è "Raphael", lungometraggio di 80 minuti che viene presentato come uno dei primi film interamente generati dall'intelligenza artificiale. Un'opera che non si limita a sperimentare, ma ambisce a ridefinire le coordinate stesse della produzione audiovisiva. Dietro al progetto, sviluppato da Mateo AI Studio e AI Contents Lab, c'è un team già premiato: Yang Eekjun, Jung Juwon e Moon Shinwoo, autori di "Mateo", vincitore del Grand Prize al Korea International AI Film Festival 2024 tra oltre 2.000 opere.

La trama si muove su coordinate ibride, mescolando azione, spiritualità e immaginario distopico: un androide da guerra d'élite, modellato sull'aspetto giovanile di un dittatore ormai anziano, si trova a operare in un distretto di rifugiati. L'incontro con un sacerdote cattolico innesca però una deviazione imprevista, trasformando la missione in un percorso verso fede e redenzione. Una premessa narrativa che riflette l'ambizione del progetto: usare l'AI non solo come mezzo tecnico, ma come strumento capace di interrogare temi profondi. Il debutto è previsto per settembre, mentre MBC C&I sfrutta il palcoscenico di Hong Kong per ampliare la propria rete di coproduzioni e consolidare la sua posizione come hub creativo globale.

Un ecosistema narrativo tra serie, arte e sperimentazione AI

Se "Raphael" rappresenta la punta più visibile, il vero cuore della strategia di AI Contents Lab è la costruzione di un ecosistema narrativo articolato. Il catalogo spazia dalle serie drammatiche ai formati brevi, passando per musical e progetti artistici. Tra questi, "The Fire Breakers" immagina vigili del fuoco caduti in servizio che tornano in vita in una dimensione fantastica per continuare a salvare vite, mentre "Whispers Animal Clinic" intreccia fantasy e cultura pop con la presenza di Yoon Ji Sung e Jin Yea.

Ancora più concettuale è "Memory Proverb Chronicles", ambientato 1.247 anni dopo l'estinzione dell'umanità, dove i proverbi coreani diventano leggi fisiche in una società post-umana governata dall'AI. Sul versante cinematografico, "Alice in Joseon" rilegge il musical in chiave algoritmica, seguendo una principessa capace di creare mondi attraverso il canto, mentre "Art in the World 2: Judith" anima le tele di Gustav Klimt e Artemisia Gentileschi all'interno della Galleria degli Uffizi. Progetti che dimostrano una tensione costante tra tradizione artistica e innovazione tecnologica.

Cinema e AI: luci e ombre di un rapporto ormai lungo Cinema e AI: luci e ombre di un rapporto ormai lungo

La metodologia produttiva è altrettanto stratificata: strumenti come Midjourney, Stable Diffusion e Flux per le immagini, Runway Gen3 e VEO3 per il video, ElevenLabs e Udio per l'audio. Un arsenale creativo che si affianca a modelli linguistici avanzati per lo sviluppo narrativo. Non sorprende, quindi, che il laboratorio abbia già raccolto riconoscimenti internazionali, come il Grand Prize al Busan International AI Film Festival con "Witness". Parallelamente, MBC C&I ha esteso la propria attività anche al settore commerciale, collaborando con brand come LG Electronics e CU, e con la piattaforma Wavve per l'antologia "The Prompt: Next Drama". Una traiettoria che suggerisce come l'AI, più che sostituire il cinema, stia ridefinendo il perimetro stesso di ciò che chiamiamo racconto.