Daniel Dae Kim ha annunciato di essere positivo al Coronavirus con un post su Instagram in cui parla della sua diagnosi e chiede ai suoi fan di seguire le regole stabilite dalle autorità, tra cui quelle legate all'auto-isolamento.
L'attore si trova nelle isole Hawaii e aveva lavorato nelle ultime settimane a New York, dove stava girando la serie New Amsterdam.
Daniel Dae Kim ha dichiarato: "Volevo dirvi che ieri sono risultato positivo al COVID-19, la malattia causata dal coronavirus. Ironicamente ho interpretato un dottore che viene assunto per aiutare i pazienti durante una pandemia".
L'attore ha sottolineato: "Penso sia importante che sappiate che non ho avuto sintomi". Daniel ha spiegato che aveva un fastidio alla gola quando stava atterrando e "per essere sicuro, appena arrivato a casa mi sono messo in quarantena in una stanza della casa e ho provato a riposarmi da solo". Successivamente Kim ha avuto dolori al torace e in varie parti del corpo, oltre ad avere una febbre alta. L'attore ha quindi fatto il test a Honolulu, scoprendo di essere positivo.
Daniel ha voluto chiedere scusa al cast e alla troupe che potrebbe aver esposto al rischio e ha ringraziato i medici che stanno lavorando per provare a fermare la pandemia, ribadendo quanto siano importanti le precauzioni: "Tutti voi, specialmente i teenager e i millennial che pensano non sia qualcosa di serio, per favore rendetevi conto che lo è. E se vi comportate senza preoccuparvi state potenzialmente mettendo a rischio le vite di milioni di persone, compreso chi amate. Quindi seguite, per favore, le regole: distanza sociale, auto-isolamento, smettetela di toccarvi la faccia e, ovviamente, lavatevi le mani".
Kim ha quindi spiegato di aver esitato prima di condividere la diagnosi perché ha visto le reazioni a chi ha dichiarato di essere positivo prima di lui: "Lasciatemi semplicemente dire che non ho mai chiesto, o mi sono aspettato, un trattamento speciale. E lasciatemi aggiungere che credo che il sistema sanitario per tutti sia un diritto, non un privilegio. E non solo l'assistenza sanitaria, ma un'assistenza di qualità. Chiunque sia nella situazione per cui sarebbe necessario fare il test dovrebbe farlo perché il virus non fa distinzione di razza, genere, credo religioso, orientamento di tipo sessuale, se si è poveri o ricchi, o immigrati. Solo noi sembriamo dare peso a queste cose".