Le sale cinematografiche, secondo il presidente dell'ANEC Mario Lorini, potrebbero forse vivere una fase di ripresa a febbraio. La dichiarazione, effettuata ai microfoni di Sky TG24, alimenta i timori di chi lavora nel settore e sta facendo i conti con un calo di incassi che sta già causando la chiusura di molte attività.
I problemi causati dalla pandemia hanno obbligato molti distributori a posticipare l'uscita di titoli molto attesi o a rinunciare al passaggio in sala arrivando direttamente sulle piattaforme di streaming.
Il Presidente dell'Anica ha sottolineato: "Sarà un ingorgo (di uscite) senza precedenti, in parte è stato alleggerito con gli accordi che molti dei soggetti della produzione hanno fatto con le televisioni e con le piattaforme, però non c'è dubbio che se la sala non tornerà ad essere - deve tornare ad essere un mercato che vale molti, molti miliardi di volume d'affari - non ci saranno abbastanza soldi per produrre i grandi film".
La produzione audiovisiva sta ottenendo una buona crescita sia nel campo televisivo e cinematografico, sia in quello dei contenuti brevi, sponsorizzati, pubblicitari o destinati al web.
Le sale, nel periodo compreso tra marzo a dicembre, hanno invece registrato un drammatico calo di 60 milioni di spettatori con un calo di fatturato di oltre il 91%. L'associazione degli esercenti ha sottolineato che nel periodo di riapertura compreso tra il 15 giugno e il 25 ottobre, oltre il 20% delle sale non ha riaperto. Il responsabile dell'ANEC ha quindi dichiarato: "Noi cercheremo far riaccendere ogni schermo. Contiamo che, attraverso un sistema di aiuti, la nostra forza di guardare dal più piccolo presidio sociale di un piccolo paese alle grandi città, di cercare di rimettere in pista. Per alcune sale ci potrà volere un po' di tempo, ma certo un po' di preoccupazione c'è. Immaginiamo che la ripresa del cinema, come dire, sarà a metà febbraio. L'importante è creare l'attesa".