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Benedict Cumberbatch mette a confronto Sherlock e Doctor Strange: "La TV è più democratica"

L'interprete di Doctor Strange e Sherlock Benedict Cumberbatch mette a confronto due dei suoi iconici ruoli e ne discute l'impatto sulla sua carriera.

Benedict Cumberbatch mette a confronto Sherlock e Doctor Strange: "La TV è più democratica"

Per Benedict Cumberbatch Doctor Strange e Sherlock sono due progetti molto diversi, con un impatto assai differente sulla sua carriera. E se dovesse proprio parlarne in termini di dimensioni e portata, sarebbe (forse inaspettatamente) il secondo a portare a casa il primo premio. Ma in che senso?

L'attore britannico Benedict Cumberbatch ha recentemente fatto una chiacchierata con il magazine The Talks, come riportato da IndieWire, discutendo anche dei vari meriti della popolare serie tv di BBC e dei film dei Marvel Studios, rivelando quale prodotto, secondo lui, abbia avuto un impatto maggiore sulla sua carriera d'attore.

"Beh, se mi chiedete se questo [Doctor Strange] possa essere un terreno più fertile [per la mia carriera], in un certo senso vi direi che non penso sia così, perché Sherlock, per quel che mi concerne, ha avuto un raggio d'azione più ampio di Doctor Strange. Questo perché si tratta di televisione. È [un mezzo] più democratico. Più persone lo hanno visto. La portata che ha quel programma è straordinaria" ha spiegato infatti Cumberbatch.

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"Era un po' come quelle fialette puzzolenti il cui odore si diffonde non appena le rompi... Sapevo che sarebbe successa una cosa simile il minuto esatto in cui avrei accettato il ruolo, ma non sapevo effettivamente quanto enorme sarebbe stata la sua portata. Ci ha colto tutti di sorpresa" ha poi aggiunto, con una simpatica similitudine.

E ha concluso, precisando che non è un aspetto a cui presti poi chissà quanta attenzione: "Ma sapete, non penso in termini di 'Sta diventando qualcosa di sempre più grosso e in grado di porci al centro dell'attenzione'. Non sono granché interessato in questo tipo di scalata. E comunque non credo sia rimasto granché da scalare. Mi piace seguire un andamento più naturale, senza limiti e restrizioni, così come va, su o giù, per quanto riguarda la mia carriera".