Dopo aver ridefinito il concetto di adattamento videoludico con The Last of Us, Craig Mazin è pronto a tornare su HBO con un progetto ancora più ambizioso: questa volta il viaggio porta nei Forgotten Realms, con una serie di Baldur's Gate che non riscrive il gioco, ma lo continua.
Una serie che continua il gioco, non lo riscrive
La notizia è di quelle da D20: HBO sta sviluppando una serie drama ambientata nell'universo di Baldur's Gate, con Craig Mazin nel ruolo di creatore, sceneggiatore, showrunner e produttore esecutivo. Il progetto nasce dalla collaborazione con Hasbro Entertainment e si basa direttamente su Baldur's Gate 3, il titolo di Larian Studios che ha conquistato pubblico e critica a livello globale.
La scelta più interessante, però, è narrativa. A differenza di The Last of Us, che adattava fedelmente la trama dei videogiochi PlayStation, la serie di Baldur's Gate sarà un vero e proprio seguito: la storia sarà ambientata immediatamente dopo gli eventi del terzo capitolo e affronterà le conseguenze di ciò che è accaduto nel gioco. Vecchi e nuovi personaggi si muoveranno in un mondo già segnato, dove decisioni passate continuano a generare onde lunghe.
Mazin ha spiegato che la sua decisione nasce da una passione autentica. Non solo ha completato Baldur's Gate 3 anche nella impegnativa modalità Honor, ma è anche un fan di lunga data di Dungeons & Dragons, Dungeon Master attivo da oltre 15 anni. "Dopo aver passato quasi mille ore nell'incredibile mondo di Baldur's Gate 3, poter continuare la storia creata da Larian e Wizards of the Coast è un sogno che si avvera", ha dichiarato, sottolineando il desiderio di portare sullo schermo questo universo "con rispetto e amore".
Dal punto di vista produttivo, il team è solido: tra i produttori esecutivi figurano Jacqueline Lesko, Cecil O'Connor e Gabriel Marano per Hasbro Entertainment, mentre Chris Perkins, storico responsabile narrativo di Wizards of the Coast, sarà consulente creativo. Un assetto che punta chiaramente a evitare tradimenti dell'identità originale.
Nuovi eroi, volti noti e massima libertà creativa
Uno degli aspetti più affascinanti della serie è la libertà di movimento concessa a Mazin. Non essendoci un nuovo Baldur's Gate in sviluppo, la serie non deve allinearsi a un futuro videoludico già scritto. Questo permette di costruire uno show realmente seriale, con archi narrativi autonomi e un respiro potenzialmente lungo, a differenza di The Last of Us, il cui percorso è già indirizzato verso la conclusione con la terza stagione.
La serie attingerà soprattutto dal terzo capitolo, considerato materiale canonico principale, ma non ignorerà del tutto i legami più ampi con la lore di Dungeons & Dragons. L'idea è quella di rispettare la tradizione del gioco di ruolo: seguire personaggi inizialmente poco potenti e accompagnarli in un percorso di crescita attraverso avventure, scelte morali e incontri pericolosi.
Nel loro cammino, i nuovi protagonisti incroceranno figure già note ai fan di Baldur's Gate 3. Alcuni saranno eroi, altri antagonisti, altri ancora letteralmente dei diavoli. Personaggi ormai potentissimi, pronti a intervenire, aiutare o ostacolare i nuovi arrivati, alterando gli equilibri del mondo. Mazin ha inoltre espresso l'intenzione di coinvolgere, quando possibile, membri del cast vocale originale del gioco, replicando quanto fatto su The Last of Us.
Secondo Francesca Orsi, responsabile della programmazione drama HBO, la combinazione tra la passione di Mazin e la sua capacità di costruire mondi complessi "promette risultati rivoluzionari". La serie coesisterà con altri progetti live-action ambientati nei Forgotten Realms, dimostrando quanto questo universo sia vasto e pronto a essere esplorato da più prospettive.
Con oltre 15 milioni di giocatori, decine di premi e uno status ormai iconico, Baldur's Gate 3 non è solo un punto di partenza, ma una fondazione solida. La sfida ora è trasformare quella libertà narrativa, tipica del gioco di ruolo, in una serie capace di parlare sia ai fan storici sia a chi entrerà per la prima volta in questo mondo.