La riapertura dei cinema è sempre più vicina? Ciò che è certo è che i distributori cinematografici italiani associati Anica si sono schierati al fianco dell'Associazione Nazionale Esercenti Cinema, della Federazione Italiana Cinema d'Essai e dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema con l'obiettivo di richiedere al governo Draghi la riapertura delle sale su tutto il territorio nazionale.
L'obiettivo di Anica e delle associazioni cinematografiche citate consiste nel rilancio del mercato cinematografico italiano e, più di ogni altra cosa, nell'organizzazione di tempi e modalità condivise che possano consentire la riaccensione delle insegne da lungo ormai spente. I danni cui è andato incontro il mondo del cinema nel corso del 2020 è immane e il 2021 non si promette migliore. La chiusura imposta ai cinema italiani lo scorso marzo ha provocato ingenti danni agli esercenti e alle società di distribuzione e produzione a cui, poi, si sono aggiunti anche gli scarsi proventi ottenuti alla riapertura nel mese di giugno.
Nemmeno la distribuzione di un blockbuster di caratura globale come Tenet è stato in grado di risollevare una situazione drammatica. A nome di tutti gli associati, il Presidente Nazionali Distributori Anica Luigi Lonigro ha ringraziato il Ministro Dario Franceschini per il fondo di sostegno a favore delle società di distribuzione che consentirà la sopravvivenza di molte aziende e la salvaguardia di numerosi posti di lavoro.
Per distributori ed esercenti cinematografici italiani è fondamentale la riapertura delle sale cinematografiche in modo tale da poter tornare a generare nuovamente utili. La speranza è che i cinema possano riaprire al più presto ma la necessità è che le modalità di riapertura siano comunicate in modo chiaro su tutto il territorio nazionale. Soltanto così è possibile pianificare la distribuzione di nuovi titoli dalle forti capacità commerciali a condizioni industriali sostenibili. La speranza di Anica, inoltre, è che l'eventuale coprifuoco non arrivi prima di mezzanotte e che i protocolli sanitari con l'obiettivo di garantire la salvaguardia primaria della salute pubblica siano coordinati e non peggiorativi rispetto a quelli vigenti prima di ottobre 2020.