Caso Andrea Soldi: l’uomo di Torino morto durante un TSO

Il caso di Andrea Soldi, morto a Torino nel 2015 durante un TSO: ecco la sua storia e i motivi della sua morte.

NOTIZIA di 12/10/2021

Andrea Soldi è morto a 45 anni mentre veniva trasportato in ambulanza per un TSO: l'uomo era affetto da schizofrenia e da qualche tempo si rifiutava di prendere le medicine. Ripercorriamo il suo caso e gli eventi successivi alla sua morte.

Chi era Andrea Soldi

Aveva 45 anni Andrea Soldi e pesava circa 150 chili. Era malato di schizofrenia, in passato era già stato sottoposto al TSO, negli ultimi mesi rifiutava di prendere le medicine che lo stordivano. Passava parte delle sue giornate in piazza Umbria, sulla panchina dalla quale fu prelevato con la forza il 5 agosto 2015.

Il fermo e la morte di Andrea Soldi

Tre vigili urbani quel giorno si avvicinarono a Andrea Soldi per ricoverarlo, l'uomo, secondo l'ordinanza, doveva essere sottoposto ad un TSO, il luogo in cui doveva essere portato era il Centro di Salute mentale dell'Asl 2 torinese. Il provvedimento era stato chiesto dallo psichiatra che lo seguiva, "al fine di assicurarne l'incolumità personale e per prevenire danni e lesioni a terzi".

Andrea si rifiutò di seguire i vigili urbani che lo immobilizzarono a terra e lo ammanettarono a pancia in giù e poi, con l'ausilio di una barella, lo caricarono su un'ambulanza. Soldi trovò la morte su quell'ambulanza per una grave insufficienza respiratoria.

Pochi giorni dopo la procura di Torino aprì un'indagine sulla morte di Andrea. Grazie a numerose testimonianze raccolte dagli inquirenti, furono rinviati a giudizio per omicidio colposo i tre vigili urbani e lo psichiatra Pier Carlo Della Porta. Secondo l'autopsia, il Soldi era deceduto per "morte asfittica da strangolamento atipico provocata da asfissia da compressione, ostruzione delle alte vie aeree e dissociazione elettromeccanica del miocardio".

Al termine del processo i 4 imputati sono stati condannati a un anno e otto mesi di carcere, una pena più alta di quella chiesta dalla procura.

Andrea Soldi: un libro e una targa in sua memoria

Il giornalista Matteo Spicuglia, basandosi sui diari di Andrea, gli atti processuali e le conversazioni con i suoi familiari, ha pubblicato nell'aprile 2021 il libro 'Noi due siamo uno'. Lo scrittore ha raccontato a VanityFair che leggendo le lettere di Andrea "viene fuori tutta la sua dolcezza, il senso della vita e la profondità spirituale. Suo padre capisce finalmente che suo figlio non lo odiava affatto, anzi gli voleva bene, ma riusciva ad esprimerlo solo attraverso la scrittura. Dietro l'immagine di un ragazzo che passava le sue giornate su una panchina a parlare da solo in maniera concitata si nascondeva una persona capace di esprimere la bellezza nella fragilità, con una profondità di pensiero e di sentimenti, di visione sul valore della vita, della famiglia e dell'amicizia. È stato come rimettere insieme i pezzi che 25 anni di malattia avevano stravolto".

Il 14 luglio 2021, sulla panchina in piazza Umbria in cui Andrea Soldi passava le sue giornate, è stata posta dal comune di Torino una targa con la scritta "Che non accada mai più". "Questa è la panchina dove passava tante ore - ha raccontato la sorella Cristina all'Ansa - perché qui si sentiva sicuro, protetto fra persone amiche".