Alberto Angela torna stasera su Rai 1 alle 21:30 con uno speciale di Ulisse dedicato alla Reggia di Versailles. Tra passaggi segreti e retroscena inediti, il divulgatore svelerà la vita quotidiana dei sovrani francesi in un racconto televisivo senza precedenti.
Un piano sequenza di 2 ore e 20 minuti: il più lungo mai realizzato in tv
Alberto Angela esplora la reggia di Versailles in un unico piano sequenza di 2 ore e 20 minuti: senza montaggio, senza stacchi su una seconda camera, senza droni. È il piano sequenza più lungo mai realizzato per la televisione.
La scelta non è solo spettacolare, ma narrativa: permette allo spettatore di percepire realmente proporzioni, distanze e connessioni tra gli ambienti. La reggia non viene raccontata per frammenti, ma attraversata in continuità.
Una scelta che riporta la memoria al 2002 e a un esperimento molto simile, realizzato per il cinema: è Arca Russa di Alexander Sokurov, un film incredibile realizzato in un unico piano sequenza di 96 minuti.
Anche in quell'occasione gli spettatori si erano trovati all'interno di un museo, l'Hermitage di San Pietroburgo, depositario ideale della storia e dello spirito russo.
Qui la sfida di Alberto Angela rispetto a Sokurov è doppia: lo speciale di Ulisse è più lungo e destinato a un pubblico generalista della prima serata.
Dentro la reggia: potere, controllo e magnificenza
La Reggia di Versailles nasce come semplice residenza di caccia e diventa, sotto Luigi XIV, il cuore simbolico della monarchia assoluta. Il Re Sole non costruisce solo un palazzo: costruisce un sistema. Ogni salone, ogni anticamera, ogni rituale di corte è parte di un dispositivo politico pensato per tenere la nobiltà sotto controllo.
L'etichetta diventa strategia. La vicinanza fisica al sovrano si trasforma in privilegio, la partecipazione ai gesti quotidiani del re in strumento di potere. Versailles è teatro, ma anche macchina perfetta di disciplina.
Nel racconto emergono le figure che ne hanno attraversato l'ascesa e il declino:
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Luigi XIV, architetto della sua grandezza
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Luigi XV, che intuisce i primi scricchiolii di un sistema dorato
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Luigi XVI e Maria Antonietta, volti del tramonto dell'Ancien Régime
Con oltre 2000 stanze e più di 2000 finestre, la reggia diventa così il luogo in cui ambizione, rivalità e paura convivono dietro la facciata della magnificenza.
Maria Antonietta: dalla leggenda nera alla rilettura storica
Una parte centrale del racconto segue la parabola di Maria Antonietta, arrivata a Versailles a soli quattordici anni. Accolta come un corpo estraneo - perchè austriaca - diventa bersaglio di una campagna ostile che la trasforma nell'incarnazione dei mali della Francia pre-rivoluzionaria.
Nelle sue stanze private, recentemente restaurate, emerge però un'immagine più complessa: dalla frivolezza iniziale a una maturità affrontata con dignità nel momento del crollo della monarchia.
Tra gli ambienti visitati c'è anche il Gabinetto Fersen, la piccola stanza dove soggiornò il conte svedese Hans Axel von Fersen, presunto amante della regina (che nel film Marie Antoinette è interpretato da Jamie Dornan). La loro corrispondenza resta uno dei nodi più discussi della storia di Versailles.
Moda, cinema e cultura materiale di corte
Tra le passioni certe di Maria Antonietta c'era la moda. Nella sua camera da letto è oggi esposto un abito realizzato da Milena Canonero per il film diretto da Sofia Coppola nel 2006 (è quello tutto rosa).
Ma il racconto si estende anche alla vita quotidiana del "grand siècle": i menù dei pranzi pubblici e privati, le regole rigidissime dell'etichetta, i sistemi di riscaldamento delle stanze, le musiche, i balli e i giochi di società, le favorite e le relazioni ufficiali del sovrano.
Oggetti preziosi sopravvissuti alla Rivoluzione e delicati restauri di tappezzerie raccontano la fragilità di un mondo costruito per stupire.
La Galleria degli Specchi e il nuovo allestimento
Per la prima volta in televisione viene mostrato il nuovo allestimento della Galleria degli Specchi, riportata al suo aspetto originario. È lo spazio simbolo del potere del Re Sole, cuore scenografico della monarchia francese.
Qui si misura la distanza tra splendore e crollo: pochi decenni dopo, la Rivoluzione metterà fine alla monarchia assoluta.
Dalla Rivoluzione a Napoleone: Versailles museo della Francia
Dopo il Terrore, sarà Luigi Filippo a trasformare Versailles in museo dedicato alle glorie francesi. Tra queste emerge la figura di Napoleone Bonaparte, che riporta il palazzo al centro della narrazione nazionale.
A oltre tre secoli dalla sua costruzione, Versailles continua a rappresentare un simbolo potente: un luogo in cui l'arte del vivere alla francese si intreccia con le ombre della Storia, tra splendore e sangue.