La scomparsa di Josef Mengele è un film del 2025 diretto da Kirill Serebrennikov con August Diehl e Maximilian Meyer-Bretschneider. Durata: 135 min. Distribuito in Italia da Europictures. Paese di produzione: Francia, Germania, Messico, USA, Regno Unito.
Focus sul famigerato medico nazista Josef Mengele durante i suoi anni di latitanza, dal Paraguay alla giungla brasiliana. In seguito alla caduta del Terzo Reich, Josef Mengele, il terrificante aguzzino/medico di Auschwitz conosciuto tristemente come l’"Angelo della Morte", riesce a sfuggire alla cattura internazionale e a rifugiarsi in Sud America, come tanti altri criminali di guerra scappati dalla Germania nazista. Nel 1949, sotto il falso nome di Helmut Gregor, approda a Buenos Aires, protetto da una fitta rete di simpatizzanti e dall'indifferenza delle autorità locali. Inizialmente, la sua vita in Argentina appare quasi normale e perfino piacevole, circondato da una comunità che mostra forti inclinazioni al nazismo senza nessuna vergogna, Mengele vive con la convinzione delirante di poter ripristinare il suo prestigio scientifico.
Tuttavia, con la clamorosa cattura di Adolf Eichmann da parte del Mossad nel 1960, la sicurezza della sua nuova vita crolla definitivamente e la paranoia inizia a tormentarlo. Braccato dagli agenti israeliani e dal cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal, Mengele è costretto a essere sempre in fuga, spostandosi di città in città, dal Paraguay al Brasile. Il film segue la sua lenta spirale discendente, trasformando il thriller storico in un incubo psicologico. Mengele, completamente preso dalla paranoia, si isola progressivamente, fino a vivere in fattorie remote, con l'aiuto di contadini complici ma sospettosi.
Il cuore della pellicola è il confronto finale che Mengele ha con il figlio Rolf, il quale riesce a raggiungerlo in Brasile. Rolf non cerca un padre, non più ormai, bensì un colpevole: lo interroga, lo accusa e cerca di comprendere l’abisso di crudeltà mostruosa di cui è stato artefice. Mengele, però, rimane stoico e granitico nella sua assenza di rimorso, continuando a giustificare le sue atrocità in nome della scienza. Il viaggio termina in una terra desolata e polverosa, dove l'aguzzino che ha torturato e ucciso migliaia di persone finisce i suoi giorni nel 1979, annegando durante una nuotata in mare a Bertioga, scomparendo nel nulla proprio come aveva cercato di fare per trent'anni.
Attualmente La scomparsa di Josef Mengele ha ricevuto la seguente accoglienza dal pubblico:
La scomparsa di Josef Mengele è stato accolto dalla critica nel seguente modo: su Imdb il pubblico lo ha votato con 7.2 su 10
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