Good Boy è un film del 2025 diretto da Jan Komasa con Stephen Graham e Anson Boon. Uscita al cinema: 6 Marzo 2026. Durata: 110 min. Distribuito in Italia da FilmClub Distribuzione. Paese di produzione: Polonia, Regno Unito.
Il dark thriller racconta una storia inquietante in bilico tra la riabilitazione forzata e la prigionia. La vicenda ha per protagonista Tommy, un ragazzo di diciannove anni che ha avuto una vita difficile, segnata da comportamenti autodistruttivi. Dopo una notte di eccessi, Tommy si risveglia incatenato a un muro, in un seminterrato, su un materasso. Le persone che lo hanno catturato sono Chris e sua moglie Kathryn, all'apparenza una coppia "normale", benestante, con un figlio e una casa - isolata.
Chris e Kathryn non hanno imprigionato Tommy perchè vogliono chiedere un riscatto, bensì perchè vogliono "rieducarlo", trasformando il giovane ribelle in un "bravo ragazzo" seguendo una terapia - ovviamente non approvata da nessun dottore - di condizionamento affinché Tommy impari a comportarsi bene e a "guadagnarsi" i premi per i suoi progressi. Di contro, quando Tommy non si comporta bene e rifiuta la terapia...
La linea di demarcazione tra punizione e cura si assottiglia in maniera pericolosa e il film si interroga se sia meglio mantenere la propria individualità e "libertà" mentale in solitudine, o rinunciare a una parte fondamentale di se'stessi pur di avere cure e conforto.
Diretto da Jan Komasa, Good Boy (che ha come titolo alternativo Heel) è un film sull'alienazione giovanile, l'impatto dei social media e le dinamiche familiari disfunzionali. Il film, scritto da Bartek Bartosik e Naqqash Khalid, segna il debutto in lingua inglese del regista polacco candidato all'Oscar per Corpus Christi. Il progetto è nato quando il produttore Jerzy Skolimowski ha proposto la sceneggiatura a Jan Komasa mentre quest'ultimo era impegnato nella promozione di Corpus Christi nel 2019. Il percorso di sviluppo ha subito un adattamento sostanziale per spostare l'azione dalla Polonia al Regno Unito, nello Yorkshire, per dare al film un respiro più internazionale e universale. Il film ha molti omonimi ma non ha alcun legame con l'horror soprannaturale di Ben Leonberg uscito nello stesso periodo), né con la serie TV sudcoreana omonima del 2025, né con il cortometraggio britannico del 2023.
Il film esplora i confini tra protezione e prigionia. Komasa pone allo spettatore una domanda morale centrale: in un mondo ossessionato dall'attenzione costante, la libertà assoluta è ancora desiderabile o preferiremmo rinunciarvi in cambio di cure e comfort garantiti? Il titolo fa riferimento al processo di "addomesticamento" del protagonista, trattato dai suoi rapitori letteralmente come un cane (da qui il titolo di lavorazione Heel, il comando "al piede"). Sullo script, Jan Komasa ha detto: "La sceneggiatura, brutale e un po' acerba come una favola nera, si connette ai temi di Suicide Room: la famiglia e la comunità che allo stesso tempo proteggono e imprigionano".
L'opera viene presentata come una "fiaba dark" sulla rieducazione forzata. Tematicamente, il film analizza la famiglia come unità che protegge ma al contempo imprigiona e manipola. Si riflette sulla "Cura Ludovico" applicata ai tempi dei social media, dove la cultura classica (musica, libri, lezioni d'arte) viene usata come strumento di coercizione psicologica per "curare" la rabbia e la devianza giovanile.
Le riprese principali si sono svolte tra la contea dello Yorkshire (Inghilterra) e Varsavia (Polonia), concludendosi nell'ottobre 2024. Le scene ambientate negli interni della casa sono state girate nei leggendari studi di Varsavia, gli stessi che ospitarono la prima edizione del Grande Fratello polacco. Komasa ha voluto questo set per evocare un senso di segregazione e osservazione costante. Il direttore della fotografia Michał Dymek ha lavorato per creare un'atmosfera claustrofobica che contrasta con la desolazione dei paesaggi esterni dello Yorkshire, descritti dal regista come influenzati dai venti malinconici di Emily Brontë.
Stephen Graham interpreta Chris, il padre di famiglia che architetta il rapimento. L'attore ha sottolineato come il film esamini l'impatto dei social media e il giudizio istantaneo della società moderna e ha descritto il suo personaggio come un uomo convinto di agire per il bene comune attraverso metodi mostruosi: "Chris crede fermamente di essere il salvatore di Tommy. Viviamo in un'epoca in cui pensiamo che tutto possa essere riparato con un algoritmo o una terapia forzata. Chris crede sinceramente di salvare Tommy, ed è questo che lo rende terrificante". Nel cast anche Andrea Riseborough che interpreta Kathryn (la moglie di Chris), mentre Anson Boon riveste il ruolo di Tommy, il giovane criminale rapito, e Kit Rakusen è il figlio della coppia, soprannominato "Sunshine".
Anson Boon ha vinto il Premio Vittorio Gassman come Miglior Attore alla Festa del Cinema di Roma 2025 per la sua interpretazione viscerale di Tommy. Proprio a Roma il film ha generato un forte dibattito. Il pubblico è rimasto diviso sulla moralità del finale, considerato da molti "disturbante e senza speranza". La performance di Anson Boon è stata la più discussa sui social, portandolo rapidamente a essere considerato uno dei talenti più promettenti dell'anno. L’attore ha rivelato di aver passato settimane in isolamento parziale prima delle riprese per comprendere lo stato mentale di Tommy: "Il film non parla di un rapimento fisico, ma dello smantellamento di un'anima. Chris e Kathryn non vogliono i miei soldi, vogliono la mia gratitudine. È una forma di violenza molto più subdola". La colonna sonora è firmata da Abel Korzeniowski, collaboratore abituale di Tom Ford, che conferisce al thriller un tono da "favola oscura". All'interno del film, il personaggio di Chris mostra al prigioniero il film Kes di Ken Loach (1969) come parte del suo bizzarro programma di riabilitazione sociale.
Presentato in anteprima mondiale il 5 settembre 2025 al Toronto International Film Festival (sezione Centerpiece), il film vede la collaborazione tra Komasa e il compositore Abel Korzeniowski, che ha curato la colonna sonora enfatizzando il contrasto tra la violenza degli atti e la raffinatezza della musica classica usata nel processo di riabilitazione.
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Attualmente Good Boy ha ricevuto la seguente accoglienza dal pubblico:
Good Boy è stato accolto dalla critica nel seguente modo: sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio del 90% sul 100%
La violenza, le ossessioni politiche e la libertà come valore: mezz'ora con il regista polacco, arrivato in Italia per presentare il film.
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