Dietro un film coraggioso che funziona, di solito, c'è un regista folle con una visione ben precisa e un team produttivo che crede fermamente nel progetto. È questo il caso di Ti Uccideranno (They Will Kill You), l'opera di Kirill Sokolov alla sua prima produzione hollywoodiana grazie ad Andy e Barbara Muschietti (le menti dietro gli ultimissimi film di IT e la serie Welcome to Derry), che hanno scelto questo progetto come apripista per la loro nuova etichetta, Nocturna.
Una pellicola ferocemente sopra le righe, che utilizza violenza e fiumi di sangue per raccontare lo sfruttamento della classe lavoratrice in un mondo dominato dalle spietate leggi del capitalismo; una produzione che, pur presentandosi come puro intrattenimento, non rinuncia a far riflettere. Abbiamo parlato di tutto questo e molto di più con regista e produttori, scoprendo i retroscena della realizzazione del lungometraggio e analizzando come un buon horror possa racchiudere in sé più anime.
Il The Virgil e l'inferno dantesco
Una delle prime domande che abbiamo rivolto a Kirill Sokolov ha riguardato proprio la concezione del The Virgil, questo hotel che finisce per essere un vero e proprio personaggio all'interno del film: "È letteralmente infernale, perché quando abbiamo discusso dell'edificio ci siamo detti: 'Okay, questo deve assolutamente diventare un personaggio', visto che per tutto il film sono bloccati lì dentro. E ci è venuta questa idea di avere un edificio di nove piani, che fondamentalmente è un'interpretazione dei nove gironi dell'Inferno di Dante. Ogni piano rivela, in un certo senso, i gironi infernali. Ecco perché ciascun livello ha un proprio sistema di colori, motivi e consistenze."
Nessun dettaglio è stato quindi lasciato al caso: "Se ti ricordi quel lungo tappeto nel corridoio, rappresenta fondamentalmente il fiume Stige. Ha persino delle piccole onde. E Lily, il personaggio di Patricia Arquette, è Caronte, che accoglie gli ospiti e li conduce fondamentalmente all'inferno. Ed è stato molto divertente: quando hai un sistema dietro un'idea, non hai bisogno di spiegarlo. La mia prima laurea è in fisica, quindi adoro il pensiero sistematico. Cerco sempre di trovare un qualche tipo di spiegazione e logica dietro alle mie decisioni, e questa era una di quelle."
Quando la preda diventa il lupo
Uno degli aspetti migliori del film è assolutamente la sua protagonista: non la classica final girl che abbiamo visto in tantissime altre pellicole. "È stato divertente giocare col genere," ci ha spiegato Sokolov. "Ne abbiamo discusso molto con Alex Litvak, il mio co-sceneggiatore. Stavamo scrivendo un film horror, ma volevamo renderlo pieno di colpi di scena, ironico e divertente. Così lo abbiamo iniziato come un horror classico, con questo tipico cliché di una vittima all'interno di un luogo pericoloso che ottiene la propria emancipazione verso la fine del film, diventando forte e uccidendo tutti. Ma lo abbiamo visto così tante volte! Così abbiamo deciso di renderlo folle fin da subito, facendo in modo che fosse lei il lupo, lei la persona più tosta nella stanza. Ed è come se questa semplice idea avesse cambiato l'intera tonalità della storia immediatamente. Credo sia questo a renderlo così divertente e... spero, fresco."
I fratelli Muschietti e l'orrore della lotta di classe
Sono stati i fratelli Muschietti, però, a rendersi conto fin da subito del potenziale di questo film. Ce lo conferma Barbara, che ha raccontato il perché della scelta di questo progetto: "Beh, abbiamo letto la sceneggiatura ed è stata la prova evidente che avevamo tra le mani una storia originale sulla lotta di classe, divertente e terrificante. Cosa potevamo chiedere di più? E poi abbiamo incontrato Kirill, che fondamentalmente è una bomba atomica del cinema. Divertente, incredibilmente talentuoso, appassionato e, soprattutto, con una visione molto chiara."
Andy ha poi sottolineato come la lotta di classe sia una tematica particolarmente affascinante da esplorare, specialmente oggi: "È un tema rilevante. Lo è sempre stato, ma ora lo è in modo particolare per tutti i motivi che conosciamo. Pensavamo fosse importante parlarne. Forse quando abbiamo iniziato la produzione di questo film non era così attuale come lo è adesso, ma sembra che stiamo vivendo in un mondo che va sempre più verso la disparità, e c'è un intorpidimento intenzionale delle menti. Questa disparità potrebbe essere portata all'estremo. Questo è il nostro tentativo di mantenere viva la consapevolezza, dal nostro piccolissimo angolo di mondo o dall'industria cinematografica."