Dopo sette mesi, Striscia la notizia torna in onda. Slittata la partenza annunciata per novembre, il programma di Antonio Ricci ha trovato una nuova collocazione: ogni giovedì in prima serata. Cinque in totale le puntate previste, con Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti alla conduzione, orchestra in studio, sei veline e una scommessa da vincere.
Striscia la Notizia è ferma da sette mesi
Per la prima volta dalla sua nascita, era il 1989, Striscia è stata sospesa dal palinsesto della rete: un po' per i bassi ascolti della passata stagione televisiva, un po' per quelli alti de La Ruota della Fortuna. Per questo motivo dunque, il ritorno in video è stato particolarmente travagliato, e ora Ricci dovrà giocarsi bene le proprie carte per dimostrare che la rete ha bisogno del Gabibbo.
Le novità delle nuova edizione
Intanto Antonio Ricci ha aggiunto altre veline, reclutato Maria De Filippi (insieme a Tina Cipollari e Giovannino) per posizionare le finte cacche sopra le auto che parcheggiano sui posti riservati, chiamato Roberta Bruzzone per il segmento Striscia Criminale e Alex Del Piero nelle vesti di Capitan Alex.
È chiaro che stia tirando fuori l'artiglieria pesante, così com'è altrettanto chiaro che voglia dimostrare che il programma è più vivo che mai. Che ha sì impiegato tempo a tornare, ma ora è persino più forte di prima.
Lo show di Antonio Ricci ha due grandi problemi: anacronismo e pubblico
Su Canale 5 è partito da giorni il conto alla rovescia, promemoria dell'appuntamento che attende i telespettatori. Ma loro, se la saranno segnata la data? Avranno sentito la mancanza di Striscia, in questi mesi in cui la Ruota fagocitava access e prima serata della rete?
La domanda è fondamentale: prescinde qualsiasi possibile rebranding, rinnovamento del programma. Perché l'accusa che il "tg satirico" di Ricci fosse ormai una trasmissione anacronistica per il tipo di umorismo e contenuti, il suo padre creatore l'ha sempre respinta: mettere mano al format significherebbe dare credito alla critica, ma allo stesso tempo anche snaturarlo.
Tuttavia, non si può pensare di prendere un programma pensato per un'ora di access prime time e portarlo in prima serata senza ripensarlo. A questo punto perciò, si gioca tutto sull'affetto del pubblico: i telespettatori saranno lì a seguire la consegna del Tapiro?
Perchè tutti hanno smesso di guardare Striscia?
Striscia si è fermata proprio perché gli ascolti erano diventati disastrosi: puntualmente battuta dai pacchi di Affari Tuoi, spesso doppiata da Stefano De Martino (la stagione televisiva si era conclusa con una media del 13,9% su Canale 5 contro il 27,5% su Rai Uno).
I truffatori da smascherare, gli sprechi da denunciare, le ingiustizie da riscattare: tutto questo è stata Striscia, che ha coltivato per tre decenni l'indignazione. Al punto che, nel linguaggio comune, si è fatta strada l'idea che solo rivolgendosi a Striscia si potesse essere ascoltati.
Ma ora? Quando il programma ha perso ascolti, ha perso anche la sua potenza: è da tempo che la creatura di Ricci non crea un caso, anche mediatico. Impresa del resto non facile, quando a fine giornata i social hanno già esaurito tutte le nostre scorte di indignazione. Con l'aggravante che essendo la nostra soglia dell'attenzione costantemente sovrastimolata, l'indignazione si è ormai normalizzata in una consuetudine.
A tutto ciò, sebbene questa osservazione non piacerà a Ricci, la trasmissione si è cristallizzata nel tempo: lo stesso linguaggio, dinamiche, umorismo da anni '90 che se alla sua nascita era dirompente, ora si è usurato. Difficile anche ridicolizzare o indisporre i politici con le imboscate degli inviati, mascherati e non: hanno capito tutti il gioco, hanno imparato tutti a farsi una risata con Staffelli, anziché aggredirlo come fece l'ex direttore di Rai 1 Fabrizio Del Noce.
Caduta l'istituzionalità delle figure, ormai abili performer da social e dichiarazioni preconfezionate da talk show, è rimasto ben poco da dissacrare. È venuta a mancare persino la rivalità Rai-Mediaset, una volta uno dei capisaldi della programmazione televisiva.
E allora perché Striscia torna? Per la sua storia, per il suo passato glorioso, perché Ricci non è tipo da mollare la presa: stavolta però, più che mai, è tutto nelle mani dei telespettatori.