Con quasi 140 volumi all'attivo, Le bizzarre avventure di JoJo (JoJo no Kimyō na Bōken in patria) è uno dei manga più longevi e apprezzati del mondo, anche se non ha mai goduto della luce dei riflettori come tanti altri shonen usciti in questi anni. È in particolare apprezzato nel nostro paese, con cui l'autore Hirohiko Araki condivide un profondo legame, tanto da ambientarci un intero arco narrativo o includere sempre personaggi di origine italiana nelle sue storie. Nonostante ciò, sono serviti anni per trovare una quadra in fatto di anime, e dopo un paio di tentativi andati a vuoto, il compito definitivo è stato affidato a David Production.
L'adattamento animato de Le bizzarre avventure di JoJo è cominciato addirittura nel 2012 e ora, quattordici anni dopo, siamo giunti a quella che potremmo considerare una sesta stagione, ma prima bisogna fare un attimo di chiarezza: la storia è infatti divisa in vari archi narrativi, ambientati in epoche diverse e incentrati su protagonisti quasi sempre differenti. Steel Ball Run è un'anomalia, in questo senso, perché inizia in una linea temporale parallela rispetto a quella in cui erano ambientate le stagioni precedenti fino a Stone Ocean, che potete trovare tutte su Netflix.
La corsa della vita di Steel Ball Run
Questo significa che potete cominciare a guardare Le bizzarre avventure di JoJo proprio con Steel Ball Run: magari non cogliereste riferimenti e citazioni, ma la nuova serie animata è praticamente autonoma e non serve conoscere vita, morte e miracoli della dinastia Joestar per comprendere quello che succede. Detto questo, noi vi consigliamo vivamente di recuperare le stagioni precedenti in ordine cronologico perché JoJo è una delle storie più folli, appassionanti e curate nel panorama animato nipponico.
E questa volta David Production si è superato: lo studio di Nishitōkyō ha sempre rispettato scrupolosamente i disegni e le tavole di Hirohiko Araki, a costo di sacrificare le animazioni soprattutto nelle prime stagioni. Questo è uno dei motivi per cui sono serviti ben quattro anni per adattare anche Steel Ball Run dopo Stone Ocean: gli artisti di David Production hanno dovuto affrontare la sfida di animare un colossale corsa di cavalli.
La storia, infatti, si svolge nel 1890 durante una gara con in palio ben 50 milioni di dollari: i partecipanti dovranno raggiungere New York partendo da San Diego, e non necessariamente a cavallo visto che c'è anche chi, come l'indiano Sandman, corre a piedi. Ma tra loro spicca l'ex fantino prodigio Johnny Joestar (capito perché JoJo?) che è rimasto paraplegico e vede in un misterioso concorrente la speranza di tornare a camminare. Si tratta di Gyro Zeppeli, un bizzarro cowboy di origine italiana che padroneggia il potere della "rotazione" attraverso le sue sfere di ferro.
Due episodi in uno
Il pilota della serie dura quasi 45 minuti perché in realtà è composto da due episodi consecutivi, durante i quali assistiamo alla prima tratta della gara e impariamo a conoscere i personaggi principali: non solo i due protagonisti Johnny e Gyro, ma anche i loro avversari come il suddetto Sandman, il buffo Poco Loco e il minaccioso Diego "Dio" Brando. La premiere imbastisce la posta in gioco, cattura lo spettatore suggerendo una moltitudine di sottotrame e lo acchiappa definitivamente nella seconda metà, quando Steel Ball Run svela finalmente le sue carte: scontri ad alta strategia, intelligenti ma assurdi, e dagli esiti imprevedibili.
Chi conosce il manga originale, o anche soltanto le precedenti opere di Araki, sa benissimo che questo primo episodio doppio gratta solo la superficie: nel corso della gara ne succederanno di tutti i colori, mentre Johnny e Gyro dovranno difendersi da avversari che non vogliono solo vincere la corsa, ma anche ucciderli prima che scoprano un segreto indicibile. E il tutto trova uno spassoso equilibrio tra avventura, commedia e azione, con un pizzico di orrore e un briciolo di fantascienza.
Un inizio promettente
Come dicevamo, David Production ha alzato l'asticella qualitativa, soprattutto rispetto a Stone Ocean: pur abusando di illustrazioni statiche che richiamano il manga originale, ha lavorato molto bene sulle scene d'azione, specialmente durante la gara, in cui le animazioni miste 2D e 3D sono apparse fluide e naturali, soprattutto per quanto riguarda i cavalli che, in alcune scene, sono gli assoluti protagonisti dell'inquadratura. I colori vivaci, che danno vita a personaggi pittoreschi, alimentano una costante stravaganza insieme a una regia che riesce a valorizzare una sensazione di velocità che esalta i momenti salienti della gara.
Il ritmo della premiere è abbastanza sostenuto, nonostante un flashback imprescindibile che lo rallenta bruscamente nella seconda parte, e possiamo solo sperare che David Production mantenga questa qualità dall'inizio alla fine della serie. Buono anche il doppiaggio italiano, forse un po' troppo colorito durante alcuni dialoghi.
Conclusioni
Speriamo che questa recensione positiva di Steel Ball Run vi abbia incuriosito a seguire una serie animata ricca di sorprese, specialmente se lo studio David Production riuscirà a mantenersi su questi livelli qualitativi. È un'ottima occasione per avvicinarsi a Le bizzarre avventure di JoJo, e vi consigliamo spassionatamente di recuperare le stagioni precedenti tra un episodio e l'altro di questa nuova avventura.
Perché ci piace
- L'arco narrativo, uno dei migliori nella lunga storia di JoJo
- Le animazioni più curate rispetto alle precedenti stagioni
- La stravaganza dei personaggi e delle situazioni
Cosa non va
- Il ritmo che rallenta proprio sul più bello prima di riprendersi nella seconda parte
- Il linguaggio gratuitamente scurrile in alcuni dialoghi italiani