Sir Gawain e il cavaliere verde, la recensione: il mondo delle leggende in un capolavoro su Prime Video

La recensione di Sir Gawain e il cavaliere verde: l'atteso film di David Lowery arriva in Italia su Prime Video e dà vita a un mondo di leggenda da far strabuzzare gli occhi.

RECENSIONE di 16/11/2021
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Sir Gawain e il Cavaliere Verde: Dev Patel durante una sequenza

Questa nostra recensione di Sir Gawain e il cavaliere verde deve riappacificare un piccolo conflitto interiore che sin dalle prime sequenze balenerà nella mente di ogni singolo spettatore. Da un lato il dispiacere di non poter assistere sul grande schermo alle straordinarie immagini messe in scena da David Lowery in questo film che adatta una delle storie più celebri e moderne appartenenti al romanzo cavalleresco. Dall'altro la felicità di poter avere, anche in Italia, grazie a Prime Video un piccolo film che, nonostante abbia tutte le caratteristiche per diventare un'opera memorabile e cult, poteva non arrivare mai tradotto nel nostro Paese. Queste due emozioni saranno solo le prime di una lunga serie nel corso delle due ore di visione, grazie a un'opera complessa, stratificata e ammaliante. Perché da tempo non ci si trovava di fronte a un film di questo tipo, capace di mettere in scena nel migliore dei modi la magia del cinema.

Il viaggio di Sir Gawain

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Sir Gawain e il Cavaliere Verde: Dev Patel in una scena del film

Riassumendola a parole, la trama di Sir Gawain e il cavaliere verde potrebbe apparire esile, semplice, anche poco interessante. È il giorno di Natale, alla corte di Re Artù (anche se non verrà mai chiamato così nel corso del film), tutti i cavalieri sono riuniti per festeggiare intorno alla Tavola Rotonda di Camelot. Tra loro c'è Sir Gawain, nipote del re, che, a dispetto di chi sta intorno a lui, non è un eroe. Nessuna storia da raccontare, nessuna impresa leggendaria nel suo passato da tramandare: è solo un uomo comune, anche un po' carente di onore, che ha passato il tempo oziando e divertendosi con Essel, la sua amante. Il pranzo festoso viene interrotto dall'arrivo di un cavaliere tutto verde, di natura fantastica. Propone un gioco: uno di quei cavalieri dovrà sfidarlo e colpirlo, ma con la promessa di ricambiare la stessa azione l'anno successivo, nella dimora del Cavaliere, la Cappella Verde. Sir Gawain, con la voglia di dimostrarsi un valoroso cavaliere, accetta la sfida e lo decapita. Ma dopo un anno, il nostro protagonista, spinto dal Re che richiede che i patti vengano rispettati, dovrà uscire di casa, mettersi in viaggio alla ricerca del Cavaliere Verde e farsi tagliare la testa. Il viaggio di Sir Gawain lo trasporterà in un mondo magico e pieno di imprevisti, di insidie e di meraviglie, che diventa allo stesso tempo un cammino per crescere e un percorso per rinascere.

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Il mondo intorno

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Sir Gawain e il Cavaliere Verde: Dev Patel in una scena

Film dalla forte identità estetica, Sir Gawain e il cavaliere verde rinuncia spesso e volentieri ai dialoghi per lasciare che si sprigioni quel mondo che si percepisce vivo intorno al protagonista. Nel momento in cui Gawain abbandona la sua città, con una lunga ripresa in piano-sequenza, lo spettatore è costretto a seguirlo in un universo che non sempre segue le regole razionali. Perché il mondo imbastito da David Lowery è un universo che appartiene, per l'appunto, alle leggende e a un tempo che non è quello dei comuni mortali. Lascia esterrefatti la cura visiva, atta a ricreare una storia che possa prima di tutto affascinare gli occhi dello spettatore. Caratteristica primordiale del cinema, quella di donare importanza alle immagini e all'esperienza audiovisiva, che Sir Gawain e il cavaliere verde rappresenta nel migliore dei modi, trovando la sua vera forza proprio nella creazione di una finestra da cui guardare, immergersi, fantasticare. Contrario a un canone prestabilito, il film di David Lowery non vuole donare risposte, ma spremere l'immaginazione dello spettatore (a cui contribuisce anche la colonna sonora), facendo leva su un'ambiguità narrativa che dona fascino e tridimensionalità a una vicenda così semplice.

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Cavalieri e dame

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Sir Gawain e il Cavaliere Verde: Alicia Vikander in una scena del film

Un film a basso budget (incredibile come con meno di 20 milioni Lowery e la sua troupe siano riusciti a dar vita a un immaginario simile) richiede un piccolo cast, che comprende, però, alcuni dei volti più riconoscibili degli ultimi anni. Tutti appaiono semplicemente perfetti, inseriti in quel contesto cavalleresco che dona ai loro volti un'immagine antica, quasi proveniente da un altro tempo. Dev Patel appare sin da subito un viso perfetto per il personaggio, così come Joel Edgerton. Doppio ruolo per Alicia Vikander (tema del doppio che ritornerà spesso all'interno della narrazione e che saprà donare una piacevole dose di mistero) nei panni di una Lady e di Essel, la compagna di Gawain. In questa storia di cavalieri e dame non possiamo non citare l'enorme lavoro sugli effetti visivi, tra make-up e piccoli momenti di digitale, perfettamente inserito all'interno del film, che sanno rendere lo schermo (ahimè televisivo) una straordinaria finestra sul meraviglioso.

Oltre la superficie

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Sir Gawain e il Cavaliere Verde: una scena con Sean Harris

Sarebbe facile fermarsi alla superficie di ciò che si sta guardando sottolineando la trama semplice e le belle immagini. A prima vista, il film di David Lowery mostra il fianco a queste critiche da parte di uno spettatore che potrebbe trovare più di un punto di contatto con il Gawain delle prime scene. Eppure, più si va in profondità nel viaggio del nostro eroe, più l'opera si fa stratificata, sempre più destinata a uno spettatore attento ai dettagli e ricco di pazienza. Il ritmo a tratti dilatato del film, raccontato attraverso una divisione in capitoli, unito a una sempre maggior enigmaticità narrativa potrebbe mettere a dura prova uno spettatore più interessato all'azione. Sir Gawain e il cavaliere verde, però, intende concentrarsi sulla possibilità di portare sullo schermo sensazioni e atmosfere, nonché una riflessione sul tempo che scorre e il senso della vita. Più ci si avvicina alla Cappella Verde, luogo sacro dove Gawain affronterà il proprio destino, più un semplice cammino assomiglia sempre più a una condizione esistenziale, una quest rivolta a ognuno di noi, capace di portarci nella leggenda. Domandandosi sul potere delle storie, Sir Gawain e il cavaliere verde è un'ode ai racconti tramandati, alle leggende che vincono il passare del tempo, alla forza del cinema che è intrisa di magia.

Conclusioni

Affascinante, enigmatico, dal ritmo solenne ma visivamente superbo, Sir Gawain e il cavaliere verde è la trasposizione di un racconto cavalleresco che sa coinvolgere lo spettatore in un mondo fantastico e magnetico. Una regia particolarmente ispirata, un cast semplicemente perfetto che dà volto a personaggi fuori dal tempo e un perfetto uso degli effetti visivi guideranno lo spettatore in un viaggio di due ore che si concluderà sprigionando parecchie emozioni. Ci si potrebbe lamentare per l’ambiguità di fondo, le domande senza risposta e un ritmo a volte un po’ respingente, ma non si può fare a meno di apprezzare l’unicità di un’opera che sprigiona la più forte e unica magia del cinema. Imperdibile.

Movieplayer.it

4.5/5

Voto medio

3.5/5

Perché ci piace

  • La trama all’apparenza semplice dà modo di creare un viaggio esistenziale, ambiguo e affascinante.
  • Il mondo rappresentato sembra provenire direttamente dalle leggende.
  • Il cast è particolarmente azzeccato, dando vita a personaggi iconici.
  • La regia di David Lowery si dimostra precisa e ispirata.
  • Visivamente il film regala momenti di perfezione cinematografica.

Cosa non va

  • Il ritmo dilatato e le domande senza risposta potrebbero allontanare uno spettatore meno propenso al viaggio.