Dopo le stagioni di Vita da Carlo e l'avventura seriale, Verdone è tornato alla regia di un film. Sempre, però, per Paramount+ e non in sala, perché Scuola di seduzione è disponibile in piattaforma dal 1 aprile proponendosi come una delle visioni per i giorni di vacanza per il pubblico. Per questo nuovo lavoro, il regista romano ha deciso di trattare un argomento delicato ma potenzialmente intrigante, partendo dall'ambito delle relazioni interpersonali per parlare anche delle tante difficoltà del mondo di oggi.
Difficoltà che Carlo Verdone veicola attraverso i diversi problemi dei suoi personaggi, affidati a un cast di tutto rispetto: Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Euridice Axen, Beatrice Arnera e Romano Reggiani. Cinque studenti più Verdone, che si ritaglia per lui uno dei personaggi, Clemente, che partecipano tutti insieme alle lezioni della docente di seduzione interpretata da Karla Sofia Gascón. Abbiamo sentito il cast per film per farci raccontare l'esperienza e farci dire la loro sull'idea di seduzione.
Compagni di scuola... di seduzione
Ma com'è stato questo set con questi compagni di scuola, per citare un altro celebre film di Carlo Verdone? Effettivamente come una vera classe di studenti, soprattutto per la porzione di riprese sulla nave da crociera. Perché se quando giravano a Roma tornavano poi a casa, ognuno dalle proprie famiglie, come sottolinea Vittoria Puccini, l'esperienza sulla nave è stata assimilabile a una gita, seppur di lavoro. "Su questa nave da crociera enorme, pranzo, cena e colazione si facevano insieme" ha ricordato anche Lino Guanciale, "è lunga la strada per arrivare a far colazione, quindi abbiamo veramente condiviso molto tempo e molto spazio".
Non mancano gli aneddoti divertenti, come la sfortuna al gioco di Romano Reggiani: "Quando era l'ora di andare a dormire, noi dicevamo 'sì sì, andiamo a dormire' per essere delle persone ligie al lavoro che la mattina si devono svegliare presto, e invece poi andavamo sgattaiolando al casinò dove io perdevo miseramente a Blackjack piangendo" e sprecando tutta la sua diaria, tanto da aggiungere scherzando: "non ho mangiato per una settimana!".
Il set con Carlo Verdone, tra gioco e disciplina
Se questa è stata l'atmosfera, è stato anche grazie a Carlo Verdone e il suo approccio al lavoro. Al netto della iniziale soggezione di dover fare commedia al cospetto di un'autorità del campo come lui, tutti hanno evidenziato la sua capacità di mettere tutti a proprio agio. "Carlo è incredibile in questo" ha spiegato Vittoria Puccini, "perché veramente riesce a creare un'atmosfera di divertimento, serenità, di gioco, anche se si lavora, perché si lavora. Però il clima che si instaura tra tutti è stupendo".
E lo confermano le parole di Euridice Axen: "Lui è uno che rende il set semplice, facile, dove tutto funziona, dove puoi inventare. Non mi era mai capitato di inventare delle cose fuori dal testo direttamente in scena senza chiedere... andavi a braccio e potevi farlo. Lui ha permesso tutto questo". Anche Romano Reggiani dice la sua sul lavoro con il regista: "La cosa bella dei film di Carlo è che funzionano così bene perché gli attori sono molto seri. Devi essere molto serio, devi essere drammatico, e se vivi il film come se fosse un film drammatico è estremamente comico. Questo è il lato difficile della commedia".
La filosofia della seduzione: verità vs finzione
Dato l'argomento del film, abbiamo chiesto al cast quale dovrebbe essere una lezione fondamentale di una vera Scuola di seduzione. Una domanda non semplice, a cui hanno però risposto con puntualità. "Seduzione vuol dire anche avere la necessità di piacere a tutti i costi", ha detto Beatrice Arnera, "e forse questa è l'arma più autosabotante che possiamo avere. Se uno parte con la volontà di voler piacere, rischia di procurare l'effetto opposto. Quindi, forse, vendersi come si è". Sottolineano l'esigenza di onestà e verità anche Romano Reggiani ed Euridice Axen, che aggiunge che "una cosa che a mio avviso attrae è la verità in tutte le sue forme, in tutti i suoi difetti. Più uno è autentico e più è attraente."
E l'amore, invece? Nel film si dice che non può esistere un'unica definizione di amore. Qual è la loro? "Credo che l'amore, qualunque sia la sua forma, in parte sia anche questo" ha detto Lino Guanciale, "essere capaci di sentirsi visti ed essere capaci di far sentire vista, considerata, l'altra persona". Coerente con quanto dice la Axen, che sottolinea come l'amore abbia tante forme diverse, ma "per me implica la parola empatia. Nel sentire veramente l'altro, nel sapersi mettere anche nei panni dell'altro e quindi in qualche modo è vedere l'altro, riconoscerlo e accettarlo anche per quello che è".