Dopo essere approdato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, ecco arrivare Scarlet, il nuovo lungometraggio di Mamoru Hosoda. La storia racconta di una principessa che, accecata dalla vendetta dopo l'uccisione del padre, finisce in un mondo che è in qualche modo assimilabile all'aldilà: una terra spietata, senza tempo, brulla e pericolosa, nella quale rincontrerà coloro che negli anni le hanno fatto del male. Il suo destino, però, cambierà quando sul suo cammino si imbatterà in Hijiri, un paramedico che, al contrario di lei, condanna fermamente la violenza e interviene per salvare e curare chiunque, non importa se amici o nemici.
Hosoda è di sicuro uno degli autori giapponesi più interessanti dell'ultimo decennio: La ragazza che saltava nel tempo, Mirai e Belle sono solo alcuni dei suoi lavori entrati nel cuore di tantissimi appassionati di animazione (e non solo). Il regista e animatore nipponico, infatti, ha dimostrato nel corso degli anni di possedere una cifra stilistica riconoscibile unita a tematiche ricorrenti, come la famiglia, l'utilizzo della tecnologia e la difficoltà dei rapporti umani. Siamo stati quindi felicissimi di poter scambiare qualche parola con lui per parlare delle sue opere, di animazione e di quegli argomenti a lui tanto cari.
La sfida all'Intelligenza Artificiale secondo Hosoda
Con Scarlet, Hosoda ha fatto un ulteriore passo verso l'utilizzo dell'animazione digitale, con la quale ha potuto creare immagini suggestive caratterizzate da un'incredibile profondità di campo. Il suo stile grafico sta mutando nel tempo, ma come si approccia alle nuove tecnologie? "Credo che oggi l'animazione stia entrando in un'epoca di esplorazione di nuove forme espressive in tutto il mondo. In questo contesto, il Giappone ha una tradizione molto forte nell'animazione disegnata a mano, ma anche all'interno di questa tradizione sta emergendo l'intelligenza artificiale. L'IA potrebbe essere in grado di ricreare lo stile del disegno a mano libera; come sapete, esiste già un'IA che ricrea lo stile di Hayao Miyazaki. Tuttavia, credo che gli artisti debbano sempre cercare espressioni visive nuove, non solo imitazioni. Quindi, il mio obiettivo è creare espressioni mai viste prima e confrontarmi con l'intelligenza artificiale, cercando nuove possibilità per l'animazione".
Vendetta, perdono e mondi a confronto in Scarlet
Come abbiamo già accennato, anche questo film va a toccare corde e tematiche particolarmente sentite dal regista, che fa dire al personaggio di Hijiri la frase rivelatrice dell'intera opera: "Quando ci si abitua alla morte il cuore inaridisce". Possiamo interpretarla quindi come un messaggio di pace? "Sì, il fatto che questo film abbia come tema la vendetta e il perdono è forse perché il mondo attuale non è un mondo di pace, ed è per questo che si può fare un film del genere. Come i protagonisti, noi abbiamo ansia per il futuro e cerchiamo una risposta a quell'ansia".
Nel cinema di Mamoru Hosoda, poi, molto spesso lo spazio, il tempo e i mondi si incontrano e si fondono per ospitare storie intense e commoventi. Questo ha a che fare con il messaggio di pace di cui si parlava prima: "Dipingendo due grandi mondi, mettendoli a contrasto, si può relativizzare ciò che consideriamo ovvio. Noi, per esempio, potremmo essere in un paese pacifico, ma essere in un paese pacifico costituisce una pace relativa se in un altro luogo di un altro mondo ci sono parti che non lo sono. Ci sono molti contrasti in Scarlet: l'uomo moderno e la donna del passato, il realismo e l'idealismo... ma mettendo a confronto personaggi diversi speravo che dal loro dialogo nascesse qualcosa".