Pechino Express funziona, l’Isola dei Famosi prova a copiare: il rischio naufragio è reale

Niente studio, basta diretta: Mediaset vorrebbe provare a rianimare l'Isola dei Famosi ispirandosi al fortunatissimo Pechino Express, con il flop de La Talpa a ricordare i rischi dell'operazione.

Costantino della Gherardesca conduce Pechino Express

Il genere reality è alla frutta da tempo, dopo 25 anni di spremitura continua ad opera della tv generalista nazionale. Se non fosse per un'eccezione più unica che rara: Pechino Express.

Il reality game Banijay Italia, per otto anni punto fermo della programmazione Rai e dal 2022 approdato su Sky, è rimasto riconoscibile nel tempo, anche grazie all'insostituibile Costantino Della Gherardesca, senza mai snaturare il proprio impianto.

Senza diretta, senza studio, senza giudici o televoto, Pechino Express è diventato un unicum nel suo genere, capace di far conoscere il mondo all'italiano medio divertendo, senza mai cedere sulla qualità di scrittura e su quel montaggio che ne ha fatto le fortune.

Ed è proprio questo modello che Canale 5 vorrebbe ora replicare, rielaborando un format che da anni boccheggia: L'Isola dei Famosi.

Isola dei Famosi senza diretta: il piano per "copiare" Pechino Express?

La locandina di L'isola dei famosi
La locandina di L'isola dei famosi

Archiviata la disastrosa Isola condotta da Veronica Gentili nel 2025, in termini di spettatori la meno vista nella storia del programma con appena 1.829.000 spettatori di media, **Canale5 vuole provare a giocarsi la 'carta copia carbone Pechino Express'.

Il piano sarebbe: abolire la puntata settimanale in diretta, e quindi lo studio, la conduttrice statica, gli opinionisti, l'inviato, i collegamenti con l'inevitabile ritardo satellitare.

A giugno dovrebbero partire le riprese dell'edizione numero 20 dell'Isola, la più sperimentale e rischiosa di tutte, perché chiamata a stravolgere un format. L'idea è quella di far leva sul montaggio serrato, sul lavoro autorale nel decidere cosa e perché mandarlo in onda, come storicamente accaduto con le famigerate strisce quotidiane.

Ma da quei pochi minuti si passerebbe ad un'intera prima serata, con al suo interno le sfide tra concorrenti, gli eventuali scontri, le nomination e l'eliminato di turno.

Il fallimento de La Talpa: il precedente che preoccupa Mediaset

La Talpa Diletta Leotta Canale5
La Talpa: Diletta Leotta e i concorrenti

Un precedente recente invita però alla cautela. La scelta di Piersilvio, che appare disperata dinanzi ad un'Isola che da anni fatica a suscitare reale interesse, è soprattutto economica, perché la diretta ha un importo elevato, soprattutto se satellitare come nel caso dell'Honduras, così come il mantenimento di uno studio, i cachet di conduttrice e opinionisti.

L'Isola è uno dei reality più esosi perché decine di tecnici volano dall'altra parte del mondo per l'intera durata del programma, insieme all'immancabile squadra di autori, senza contare gli ingaggi dei famigerati "famosi", negli ultimi anni non a caso sempre meno vip e più riciclati.

Mediaset vuole replicare quanto osato con La Talpa, programma nel 2024 riesumato da Diletta Leotta dopo 16 anni d'assenza.
Anche in quel caso niente diretta e/o studio, location meno esotica rispetto alle precedenti 3 edizioni perché ambientato a Viterbo, e un risultato Auditel disastroso con chiusura anticipata e media finale del 12,48% di share.

Con l'Isola dei Famosi si rischia un bis che sarebbe clamoroso, un'ultima spiaggia per provare a salvare un format che appare oggettivamente insalvabile, perché tremendamente ripetitivo, guardando anche a quel The Traitors Italia che sta spopolando, grazie a Prime Video che ne ha affidato le fortunate redini ad Alessia Marcuzzi.

Perché Pechino Express funziona su Sky (senza la pressione degli ascolti)

Pechino Express 2025 Copertina
Locandina di Pechino Express

Ma la tv generalista non è Sky, o una qualsiasi piattaforma streaming, perché l'ossessione degli ascolti pende come una spada di Damocle sulla testa di autori e direttori di palinsesto di Rai e Mediaset. Da quando ha abbandonato il servizio pubblico Pechino Express non si è più minimamente dovuto preoccupare dell'Auditel, perché programma con un seguito 'alto', esclusiva per abbonati, tant'è che Sky non ha mai battuto ciglio dinanzi a numeri che sembravano non fossero propriamente clamorosi.

La prima edizione 'satellitare' del programma si fermò ad una media di 419.300 spettatoti con uno share all'1,54%, nel 2022.
Nella seconda edizione del 2023 gli spettatori sono poi diventati 446.400 con share all'1,92%.
512.600 spettatori con share al 2,30% nel 2024.
Nell'edizione precedente, infine, la media a puntata è statadi 488.000 spettatori con share al 2,20%.

Questo considerando solo gli ascolti cumulati prodotti su Sky Uno/+1, sull'On demand e in replica nel primo giorno di trasmissione, senza quindi tenere conto del successivo passaggio in chiaro su Tv8, che riscuote comunque sempre buonissimi numeri per la media di rete.

Questa 13esima edizione è partita fortissima con una prima puntata vista da 752.000 spettatori con share al 3,30%, record storico per i Pechino Express firmati Sky, con la 2a puntata scesa a 628.000 spettatori con share al 2,70% e la terza del 26 marzo vista da 426.000 spettatori con share all'1,60%.

Numeri che sul fronte generalista porterebbero alla chiusura immediata.
Trovano invece tutt'altra forma in streaming e sul satellite, dove c'è chi paga per avere contenuti di qualità, andando ben oltre lo share e i telespettatori eventuali.

Pechino Express, da questo punto di vista, è diventato un punto fermo della programmazione Sky, al pari di X Factor e Masterchef. E il colosso satellitare continua giustamente a investire su un format che altrove avrebbe potuto cedere al più che inevitabile logorio, come accaduto su Canale 5 con reality come il Grande Fratello e per l'appunto l'Isola dei Famosi.

Perché l'Isola dei Famosi non può diventare Pechino Express

Pechino Express 2025 Semifinale
Pechino Express 2025 - semifinale in Nepal

L'Isola dei Famosi non è e mai sarà Pechino Express.
La straordinaria forza del reality Sky nasce dall'essere itinerante, mai realmente uguale a se stesso, perché in grado di cambiare continuamente location, interazioni eventuali con perfetti sconosciuti, reazioni scomposte da parte dei concorrenti tra una tappa e l'altra.

Una lunghissima maratona culturale in cui tutto può succedere e chiunque può arrivare primo al traguardo, invidiabile caratteristica che all'Isola è impossibile replicare.
Perché lo schema inevitabilmente si ripete, anno dopo anno, nel medesimo luogo, con le tradizionali prove, i reiterati litigi per una manciata di riso, l'eliminato di turno che a questo punto non sarà più deciso dal televoto e le solite nomination.

Diretta o montaggio infinito di tre ore, il rischio concreto è quello di ritrovarsi al cospetto di una versione discount di Pechino Express, meno costosa rispetto alla precedenti 19 edizioni ma ugualmente limitata, un "vorrei ma non posso" pronto a naufragare dopo poche puntate come capitato con la Talpa di leottiana memoria.

Uno stop forzato di qualche anno sarebbe stato più logico ma a Mediaset parrebbero aver deciso di giocarsi il tutto per tutto con un'Isola Express. Prendere o lasciare.