CG Entertainment ha lanciato una nuova collana homevideo denominata CG 4K ICONS, che celebra i capolavori del cinema italiano e internazionale con edizioni 4K curate e di alta qualità, pensate per collezionisti e appassionati di grande cinema. Ad inaugurare la collana un titolo che ha fatto la storia del cinema italiano, ovvero Nuovo cinema Paradiso, appena uscito nella versione restaurata in 4K con un box a doppio disco (c'è anche il blu-ray).
Un'uscita di grande prestigio perché ricordiamo che il capolavoro di Giuseppe Tornatore nel 1990 ha vinto sia l'Oscar che il Golden Globe per il miglior titolo straniero. Una pubblicazione necessaria perché Nuovo cinema Paradiso finora si trovava in 4K UHD solo in edizioni straniere, mentre per l'Italia si tratta della prima volta in assoluto. L'occasione per rivedere in questa nuova veste la storia del piccolo Totò, del proiezionista Alfredo e della magia della sala cinematografica, in un film che anche 36 anni dopo continua a rappresentare una dichiarazione d'amore al potere delle immagini.
Restauro pregevole e uscita necessaria, peccato non ci sia la Director's Cut
Come citato all'inizio del video, Nuovo cinema Paradiso ha beneficiato di un restauro digitale in 4K curato dall'Istituto Luce Cinecittà, realizzato grazie al supporto di Dolce & Gabbana, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e l'apporto di Cristaldi Film, titolare dei diritti. Le operazioni di recupero sono state effettuate presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata di Bologna sotto la supervisione del regista Giuseppe Tornatore e del direttore della fotografia Blasco Giurato. Un restauro che ha restituito il film al suo massimo splendore e ora finalmente nel formato video top. Un peccato però che oltre al film in 4K e e in blu-ray, non sia presente in questa edizione la Director's Cut, che pure era contenuta non solo in edizioni estere, ma anche in una a tre dischi della CG risalente al 2016.
Un video 4K eccellente e suggestivo, con piccoli fisiologici difetti
Il risultato infatti a livello di immagini è davvero ottimo. La grana della pellicola è pienamente conservata, più evidente nelle prime scene più scure e poi via via più fine, ma soprattutto appare sempre naturale e organica, a parte qualche momento più critico. Il quadro è pulito, permane solo qualche raro graffietto. I momenti più valorizzati dal 4K sono ovviamente gli esterni ben illuminati, che restituiscono primi piani porosi e ambientazioni davvero suggestive e ben definite. Il dettaglio è di ottimo livello anche se, comprensibilmente, la qualità è tutt'altro che costante.
Va ricordato che il film è ambientato spesso in un vecchio cinema, col buio rotto dalle luci di proiezione, con stanze nebbiose e fumose, insomma non l'ideale per la nitidezza delle immagini. Pertanto qualche scena è fisiologicamente un po' altalenante e in qualche frangente la grana aumenta e il dettaglio ha qualche flessione. Per il resto il restauro, come già detto, ha portato a risultati eccellenti, anche sul piano cromatico. Il nero è più stabile e profondo, le tonalità della pelle più naturali e tutta l'ambientazione è certamente più vivida e colorata, con un contrasto ben calibrato.
Audio più che soddisfacente, negli extra tante interviste
Sul fronte audio, rimangono le due tracce presenti nelle passate edizioni, quella Dolby Digital 2.0 e la DTS HD Master Audio 5.1, certamente più performante. I dialoghi sono chiari e puliti, c'è una buona resa degli effetti ambientali e della splendida colonna sonora, anche se a dominare la scena sono i canali frontali, senza quella spazialità e quel coinvolgimento dei surround tipico dei prodotti più recenti. Ma anche senza l'impatto dei multicanali dei film di azione, l'ascolto è piacevole e mette in evidenza anche i momenti più vivaci come le fiamme che divampano o il ronzio delle bobine del proiettore, ma su tutti ovviamente la celebre musica di Ennio Morricone.
Discreta la sezione dedicata agli extra, con una mezz'ora di contributi, soprattutto interviste, ma nulla di nuovo. Troviamo una galleria fotografica (2') e poi le interviste a Massimo Cristaldi (5'), a Zeudi Araya (4'), al direttore della fotografia Blasco Giurato (4'), a Leo Gullotta (5'), e al regista Giuseppe Tornatore (11'). A chiudere una panoramica dei Premi Cristaldi film (1').