Non fate infuriare l'elfo, recensione: il mitico gnomo armato di ascia per una prevedibile horror-comedy

Una famiglia americana eredita una casa nelle campagne norvegesi, ignara che nel fienile si nasconda un'antica creatura delle leggende locali. Su Rai4 e RaiPlay.

Un'immagine promozionale di Non fate infuriare l'elfo

La famiglia Nordheim - composta dal padre Bill, la matrigna Carol, la figlia adolescente Nora e il giovane Lucas - lascia la California per trasferirsi in una remota fattoria ereditata nelle montagne norvegesi. Quello che non sanno è che il fienile annesso alla proprietà è abitato da un fjøsnisse, creatura mitologica del folklore locale simile a un elfo o a un folletto, tradizionalmente legata alle stalle delle fattorie.

Terrore In Agguato In Non Fate Infuriare L Elfo
Il terrore è in agguato

In Non fate infuriare l'elfo è proprio il piccolo Lucas a scoprire per primo la presenza dell'essere e a venire a conoscenza delle regole necessarie per mantenere buoni rapporti con lui: niente rumori forti, niente luci eccessive, niente cambiamenti drastici. E soprattutto, lasciare ogni sera un'offerta di porridge come segno di benevolenza. Peccato che i Nordheim, consapevolmente o meno, finiscano per infrangere sistematicamente ogni singola regola, cacciandosi in una situazione sempre più paradossale e pericolosa.

Non fate infuriare l'elfo e neanche il pubblico

Co-produzione tra Norvegia e Finlandia diretta da Magnus Martens, regista con una solida esperienza televisiva, Non fate infuriare l'elfo colpisce subito per il design del suo minuto villain, destinato a risultare sorprendentemente familiare al pubblico italiano. Questo folletto armato fino ai denti non può infatti non richiamare alla memoria lo "gnomo armato di ascia", figura-meme entrata nell'immaginario collettivo grazie a una celebre trasmissione televisiva dedicata a misteri e fenomeni inspiegabili.

Un Immagine Di Non Fate Infuriare L Elfo
Non fate infuriare l'elfo: un'immagine del film

L'entrata in scena della creatura già nei primi minuti non può che strappare qualche risata in più allo spettatore italiano, in un'operazione che si rivela fin da subito concepita al mero scopo di intrattenere. Ci troviamo di fronte a una horror comedy natalizia dal taglio relativamente classico, con una famiglia americana prossima a cacciarsi nei guai contro una minaccia dalle origini folkloristiche.

Molta ironia e molti stereotipi

Uno degli aspetti più interessanti, e al contempo più frustranti, del film risiede nel suo tentativo di costruire una satira sul conflitto tra mentalità americana e norvegese, giocando sugli stereotipi di entrambe le culture. Gli americani incarnano ogni archetipo possibile: rumorosi, incuranti delle tradizioni locali, convinti della superiorità del proprio stile di vita. Emblematica in tal senso la sorpresa per il fatto che la poliziotta del villaggio giri disarmata, dettaglio inconcepibile negli Stati Uniti assoggettati al culto delle armi.

Una Scena Di Non Fate Infuriare L Elfo
Chi bussa alla porta?

Il problema è che questa ironia canzonatoria viene spesso spinta all'eccesso e dosata in modo discontinuo, alternando momenti brillanti a passaggi più ripetitivi che finiscono per ridurre anche i personaggi locali a piatte caricature. A tratti si ha l'impressione che la sceneggiatura insista su questo dualismo per mascherare i limiti di una narrazione complessivamente semplice, con una prima parte principalmente propedeutica a quella seconda metà dove prende il via una vera e propria mattanza action, sospesa tra violenza addolcita e umorismo pseudo-pulp.

Un film in cerca del proprio posto nel mondo

Il difetto più evidente di Non fate infuriare l'elfo resta però la sua incapacità di decidere cosa vuole essere. Film per famiglie con elementi horror? Horror adulto con momenti family-friendly? Commedia nera con spruzzate di violenza, seppur all'acqua di rose? Satira sociale mascherata da intrattenimento di genere? La risposta rimane sfuggente. Non mancano nemmeno riferimenti geopolitici, come la battuta sugli accordi di Oslo legata alla questione palestinese, che a posteriori conferisce alla narrazione una dimensione metaforica piuttosto esplicita anche nello stesso "lieto-fine" conclusivo.

Il Protagonista Di Non Fate Infuriare L Elfo
Non fate infuriare l'elfo: il protagonista soprannaturale del film

Il ritmo soffre di questa indecisione, con il terzo atto e la resa dei conti che arrivano forse troppo tardi per riequilibrare l'insieme. Ne risulta un progetto bizzarro quanto la sua premessa, che forse ambiva sulla carta a diventare un nuovo cult natalizio ma che, nel risultato finale, lascia più dubbi che certezze.

Conclusioni

Horror comedy che sembra quasi un adattamento involontario dello “gnomo armato di ascia” tanto caro al pubblico televisivo italiano, Non fate infuriare l'elfo racconta l’arrivo di una famiglia americana in terra norvegese e la loro disastrosa convivenza con una creatura minuta, baffuta e sorprendentemente ben armata. Ci si diverte a tratti, soprattutto nell’ultimo terzo dominato dall’azione, tra violenza edulcorata e battute a raffica, ma la prima metà paga una certa lentezza e disomogeneità. Colpa di una sceneggiatura che insiste sugli stereotipi e di un cast volutamente caricaturale, efficace solo a corrente alternata.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Un divertimento immediato che non va troppo per il sottile.
  • I villain del film non si vedono tutti i giorni.

Cosa non va

  • La forma satirica non è abbastanza tagliente.
  • A tratti ripetitivo e con trama e personaggi fin troppo superficiali.