Non abbiam bisogno di parole, recensione: Sarah Toscano e Serena Rossi sono la ragion d’essere

Luca Ribuoli dirige il remake de La famiglia Bélier puntando su identità e inclusività, ma lo standard streaming rende il tutto fin troppo canonico. Tuttavia, il cast riesce a trasmettere cuore e sentimento, dando al film un salvifico spunto. Su Netflix.

Sarah Toscano e Serena Rossi in Non abbiam bisogno di Parole

Prendendo in prestito le parole della celebre canzone di Ron, Non abbiam bisogno di parole di Luca Ribuoli rivede La famiglia Bélier (film francese del 2014, citatissimo - forse anche troppo), portando in primo piano l'emotività di una storia oggettivamente luminosa che, inevitabilmente (?), preme sulla retorica. Non c'è nulla di male, ma la domanda è obbligata: perché continuare a spingere sui remake? Tant'è.

Non Abbiam Bisogno Di Parole Immagine
Sarah Toscano e Alessandro Parigi

In questo senso, il film, arrivato su Netflix, non ci prova nemmeno a cambiare poi tanto l'originale - e questo va detto subito -, seguendo una costruzione standard (e di local c'è poco, a parte qualche cartolina di una ridente provincia piemontese), adatta e misurata per la visione streaming. Tuttavia, la sceneggiatura firmata da Cristiana Farina, nonostante sia una sorta di copia-e-incolla dell'originale riesce a trasmettere un certo spettro sentimentale grazie al cast che, letteralmente, riesce a salvare il risultato.

Non abbiam bisogno di parole, remake Netflix de La famiglia Bélier

Perché, se tale possiamo definirla, la caratteristica chiave di Non abbiam bisogno di parole è da scovare nel buon casting. Al fianco di Sarah Toscano - esordio come attrice - e Serena Rossi, ecco in scena tre interpreti realmente sordi: Antonio Iorillo, Emilio e Carola Insolera. Bravi.

Non Abbiam Bisogno Di Parole Cast
Antonio Iorillo, Emilio e Carola Insolera, e poi Sarah Toscano e Asia Corvino

In poche righe: al centro del film c'è Eletta (Toscano), persona udente, a differenza di suo fratello e dei suoi focosi genitori (Iorillo e i coniugi Insolera). La ragazza, che porta avanti con dedizione l'azienda agricola di famiglia (prendendosi cura di alcuni splendidi asinelli), ha un dono: canta da paura. Una vera e propria vocazione, scovata dalla sua professoressa di canto, Giuliana (Rossi). Ma come narrativa vuole, non sarà facile abbandonare la campagna (e la famiglia) per inseguire un sogno gigantesco.

Troppi personaggi, poche persone (nonostante le buone intenzioni)

Encomiabile, dunque, la voglia di mantenere una certa identità, autentica e sentita, funzionale a una certa rappresentazione (ancora troppo limitata). Ovvio però che le buone intenzioni non determinano la riuscita di un film, tanto che Non abbiam bisogno di parole cede proprio nel profilo dei personaggi, legati a quella solita (e stucchevole) ridondanza tipica delle commedie francesi, ben poco adatta ai canoni del cinema italiano.

Non Abbiam Bisogno Di Parole Scena Del Film
Sarah Toscano insieme ad Asia Corvino

Sarebbe stata più efficace una certa naturalezza, mettendo in scena persone e non personaggi. Cogliendo i tratti del romanzo di formazione, miscelati al dramedy, Non abbiam bisogno di parole abbozza temi sociali - sviluppo, lavoro, emancipazione - senza incidere, e puntando - anche giustamente - verso un tono fiabesco.

Sarah Toscano e Serena Rossi, la ragione per cui vedere il film

Insomma, se il remake di Ribuoli avanza come può, orientandosi verso l'equazione riconoscibile dell'estetica Netflix (e verso la spina dorsale da tv generalista, a cui lo streaming guarda ormai palesemente), Non abbiam bisogno di parole trova una sua grazia e una sua gentilezza nelle prove dei protagonisti, e nel diametro musicale che adatta con perspicacia diversi brani particolarmente efficaci, come I Try di Pink o C'è una ragione che cresce in me di Anna Oxa.

Non Abbiam Bisogno Di Parole Sequenza
Sarah Toscano e Serena Rossi nel film

In questo senso, se i giovani Asia Corvino e Alessandro Parigi aggiungono freschezza, Sarah Toscano dimostra di saper gestire la scena e la voce con sensibilità (e credibilità, al netto di un circondario macchiettistico), ed è palpabile la chimica con Serena Rossi. Un feat. questo sì originale, che dà sprint, dolcezza, onestà e colore al film, dandogli così una valida ragion d'essere.

Conclusioni

La famiglia Bélier versione italiana? Sì, ma fino a un certo punto. Il remake Netflix si incrina sotto lo standard dello streaming che strizza l'occhio alla tv generalista da prima serata, incastrandosi poi in una chiave sociale appena abbozzata. Tuttavia, luce, cuore e colore arrivano dal cast: se si sono intelligentemente scelti degli interpreti effettivamente Sordi, dall'altra parte a convincere è il featuring tra Sarah Toscano e Serena Rossi. Un valido motivo per vedere il film.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
5.0/5

Perché ci piace

  • Sarah Toscano e Serena Rossi.
  • Le canzoni scelte.
  • La ricerca dell'identità e della credibilità.

Cosa non va

  • Una struttura fin troppo standard secondo lo schema Netflix.
  • Pur sempre un remake: perché non puntare su opere originali?