Malavia, recensione: come cambiare il proprio destino a ritmo di rap

L'opera seconda di Nunzia De Stefano torna a raccontare l'adolescenza difficile nella periferia di Napoli concentrandosi su un tredicenne che sogna di diventare un rapper famoso.

Mattia Francesco Cozzolino si esibisce davanti ai compagni in Malavia

Due sono gli ingredienti che ricorrono nei primi due film da regista di Nunzia De Stefano: l'adolescenza e l'arte. Sia nell'opera d'esordio, Nevia, che nel più recente Malavia l'arte è la via di fuga dalla realtà asfittica della periferia criminale di Napoli. In Malavia, però, i toni si addolciscono e il dramma si stempera dando vita a una fiaba metropolitana a ritmo di rap.

Malavia Mattia Francesco Cozzolino Junior Rodriguez Francesca Gentile
Mattia Francesco Cozzolino, Junior Rodriguez e Francesca Gentili al mare

Protagonista della storia scritta dalla regista con Giorgio Caruso è Sasà (Mattia Francesco Cozzolino), tredicenne che vive insieme alla madre single e sogna di fare il rapper. Quando la donna perde il lavoro, lui accantona le sfide di freestyle e convince un giovane spacciatore del quartiere a prenderlo come aiutante per tirare su qualche soldo. Quando viene scoperto a vendere spinelli a scuola, finisce nel mirino dei servizi sociali. Questo incidente lo aiuterà a chiudere col sottobosco criminale per tornare alla sua vera passione col sostegno degli amici e di un mentore molto speciale.

Uno spaccato di adolescenza di periferia vitale, ma schematico

Sei anni dopo Nevia, Nunzia De Stefano fa ritorno nella periferia napoletana in cui è cresciuta, quella stessa Ponticelli da cui proviene anche l'interprete di Sasà, Mattia Francesco Cozzolino, per parlare dei temi che le stanno a cuore. Niente di particolarmente originale, va detto. L'adolescenza violenta degli scugnizzi ormai è stata saccheggiata in lungo e in largo in opere più o meno riuscite. Lo stesso Nevia sembrava dettato da un'urgenza autobiografica che qui appare annacquata. Ma ciò che rimane unico è lo sguardo di una regista capace di avvolgere personaggi e ambienti in un abbraccio ideale, restituendocene tutta la vitalità.

Malavia Mattia Francesco Cozzolino Junior Rodriguez
L'entusiasmo di Mattia Francesco Cozzolino e Junior Rodriguez

Basti osservare i colori vividi con cui la regista ritrae il mondo degli adolescenti napoletani tra confidenze, giri in motorino, qualche canna e battaglie rap. Sasà ha due soli amori: la madre, di cui è gelosissimo, e l'hip hop, che rappresenta il suo lasciapassare per il successo e per "far vivere la madre da regina", come le promette. E naturalmente appartiene al mondo della musica anche il suo mentore, il saggio Yodi (il vero rapper Giuseppe "PeppOh" Sica). Se la sincerità di Nevia era dettata da esperienze personali della regista, stavolta la vicenda narrata suona più formulaica. I personaggi si comportano esattamente nel modo in cui ci immagineremmo e anche le svolte più drammatiche non sembrano avere le conseguenze temute.

L'influenza di Matteo Garrone nello stile di Nunzia De Stefano

Malavia Mattia Francesco Cozzolino Daniela De Vita
L'abbraccio tra Mattia Francesco Cozzolino e Daniela De Vita

Lo schematismo di fondo nella scrittura di Malavia è forse il limite principale del film. C'è una sorta di programmaticità nelle scelte narrative e nei ruoli affidati ai personaggi, dalla madre apprensiva (Daniela De Vita) che rinuncia ai suoi bisogni per compiacere il figlio possessivo agli uomini aggressivi di cui non ci si può fidare, dal rapper saggio e comprensivo a quello che si dà le arie per poi pugnalare alle spalle. Perfino la scelta dei migliori amici del protagonista - Carlos (Junior Rodriguez), capoverdiano di seconda generazione, e Cira (Francesca Gentile), che soffre costretta in un corpo che non sente suo - è tutt'altro che casuale.

Malavia Mattia Francesco Cozzolino Junior Rodriguez Francesca Gentile 2 G7Jfoxe
Malavia: Mattia Francesco Cozzolino, Junior Rodriguez e Francesca Gentili

A fronte di una sceneggiatura che sembra accumulare temi senza approfondirne nessuno, la regia dimostra una certa sensibilità. L'obiettivo che segue da vicino i personaggi, l'attenzione ai volti e ai corpi, soprattutto femminili, sembra aver appreso la lezione di Matteo Garrone, produttore del film ed ex compagno della De Stefano. E poi, naturalmente, c'è la musica hip-hop. Non un semplice ingrediente di contorno, ma una vera protagonista, presente in vari momenti e in molte forme fino al "videoclip" che chiude il film in un finale gioioso e carico di speranza che immortala l'eterna adolescenza dei suoi tre spontanei e convincenti interpreti.

Conclusioni

Malavia, opera seconda da regista di Nunzia De Stefano, non gode della stessa urgenza urgenza narrativa dell’autobiografico Nevia, ma la regista torna a esplorare l’adolescenza difficile della periferia napoletana in una fiaba metropolitana a ritmo di rap che racconta i sogni di un tredicenne appassionato di rap.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Lo sguardo vitale e partecipe di Nunzia De Stefano.
  • L'interpretazione convincente dei tre giovani protagonisti.
  • L'hip-hop, usato qui non come musica di commento, ma come protagonista tra i protagonisti.
  • Il personaggio di Yodi, mentore saggio e comprensivo.

Cosa non va

  • Certe scelte narrative risultano schematiche e poco spontanee.
  • Tanta carne al fuoco, ma molti temi trattati vengono affrontati in modo superficiale, senza approfondire.