Madame Claude, la recensione: su Netflix il film che racconta la caduta della leggendaria maîtresse francese

La recensione di Madame Claude, il film Netflix di Sylvie Verheyde che racconta la vita della leggendaria maîtresse francese Fernande Grudet.

RECENSIONE di 03/04/2021
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Madame Claude: un'immagine del film

Non possiamo che aprire questa recensione di Madame Claude, il nuovo film francese disponibile su Netflix, facendo un veloce passo indietro sulla sua protagonista, la Madame del titolo. Fernande Grudet, detta appunto Madame Claude, fu la prostituta e maîtresse più famosa di Francia, gestendo, tra gli anni Sessanta e Settanta, una rete di più di 500 prostitute (le "claudettes", in onore della loro potente datrice di lavoro). Il film di Sylvie Verheyde, con Karole Rocher nel ruolo della protagonista, racconta un momento decisivo della sua vita, ossia quello del passaggio dall'apice del successo (essendo sempre più coinvolta nella politica francese) alla conseguente - ed inevitabile - caduta: a differenza però di quanto si potrebbe immaginare viste le premesse da cui parte questa storia, ad aspettarci non è una autobiografia penetrante e drammatica con momenti da thriller, ma anzi un resoconto privo di guizzi narrativi, e decisamente troppo lungo, della vita di una donna di cui, arrivati ai titoli di coda, non sappiamo molto di più rispetto a quando abbiamo iniziato.

La vita di Madame Claude

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Madame Claude: una scena

Madame Claude, come dicevamo, si apre nel momento di massimo successo della sua protagonista: le sue ragazze frequentano personaggi come Kennedy e Marlon Brando e i soldi entrano a palate nelle sue e nelle loro tasche. Con l'ingresso nella sua vita della giovane e disinibita Sidonie (Garonce Marillier) scopriamo anche noi che cosa significhi essere una delle ragazze di Claude, che è sì protettiva nei loro confronti ma al tempo stesso estremamente venale e calcolatrice. La cosa più importante per la donna è portare avanti la sua attività, mantenendo un precario equilibrio con le autorità e gli esponenti della malavita, in un continuo scambio di favori che ne preservano la posizione in un mondo che è molto più pericoloso di quel che inizialmente potrebbe sembrare. Frequentando - tramite le sue ragazze - personalità così di spicco della società francese, Claude acquista sempre più potere, arrivando (a volte controvoglia) a collaborare attivamente con i servizi segreti. Peccato che tutto il potere accumulato non faccia altro che renderla pericolosa agli occhi di sempre più esponenti delle alte sfere: non ci vorrà molto prima che la donna pesti i piedi alla persona sbagliata e che tutto quello che si è costruita negli anni rischi di crollarle sotto i piedi.

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Madame Claude: un'immagine

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Un ritratto ambiguo

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Madame Claude: una foto del film

La visione di Madame Claude ci lascia piuttosto spiazzati: le aspettative che avevamo inizialmente vengono quasi completamente disattese dal film di Sylvie Verheyde. Da una parte la storia di questa donna eccezionale ci scorre davanti senza mai guizzi, senza essere mai veramente coinvolgente, dall'altra il ritratto che viene fatto di Claude risulta molto confuso, di un'ambiguità che non riesce a farci empatizzare con lei: ci viene presentata come una donna forte, calcolatrice e sempre in controllo di quello che la circonda, ma basta l'entrata in scena del belloccio (fedifrago) ti turno per far sì che si lasci andare a scenate di gelosia e meschine rivendicazioni; in quanto al suo ruolo di maîtresse, invece, il film la mostra come qualcuno che tiene particolarmente al benessere delle sue ragazze, che vede la professione più antica del mondo anche come un mezzo di liberazione per la sessualità femminile, ma con il passare del tempo ci rendiamo conto di quanto in realtà i suoi interessi principali siano decisamente altri (emblematico il momento in cui la sentiamo commentare con freddezza la scomparsa di una delle sue "claudettes", come se fosse un oggetto più che una persona).

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Madame Claude: una foto

Per quanto Karole Rocher e Garonce Marillier ce la mettano tutta nei ruoli di Claude e Sidonie, è proprio come vengono costruiti i loro personaggi a non convincere mai del tutto: non c'è una crescita dall'inizio alla fine del film, nessuna di loro compie un vero e proprio arco narrativo e arrivati al finale si ha l'impressione che non sia cambiato molto rispetto all'inizio. Il film passa da uno spaccato di vita all'altro, difficilmente accade qualcosa che coinvolga e faccia emozionare lo spettatore. Anche tutta la storyline thriller/crime a nostro parere non viene gestita al meglio: sappiamo che sta accadendo qualcosa e che una serie di personaggi non ben identificati - sia appartenenti al mondo della malavita che della politica - minano la sicurezza economica che Claude si è costruita, ma quando il suo mondo comincia finalmente a crollare non siamo sicuri di come sia successo e perché. La sceneggiatura non dà il giusto spazio a queste vicende, preferendo soffermarsi sul quotidiano della protagonista, cosa che però impedisce a chi guarda di essere veramente catturato da quanto poi accade sullo schermo.

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Madame Claude: una sequenza del film

Un film che non colpisce

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Madame Claude: una scena del film

Rendere così poco incisivo - a tratti addirittura noioso - un film che racconta la vita di una delle maîtresse più potenti di Francia sembrerebbe più difficile a dirsi che a farsi, ma l'impressione che Madame Claude ci lascia addosso a visione ultimata è proprio quella di una pellicola piatta, sbagliata sotto più punti di vista. Forse l'errore è stato iniziare il racconto subito prima della sua "caduta", se si fosse incluso nella narrazione anche il periodo dell'emancipazione dalla povertà della sua infanzia e della scalata sociale, avremmo capito meglio che cosa rendeva Claude speciale e diversa da chi è venuto prima e dopo di lei. Così, probabilmente, ci saremmo sentiti più coinvolti nella vicenda e avremmo empatizzato di più con il suo personaggio.

Conclusioni

Come abbiamo spiegato in questa recensione di Madame Claude, il film di Sylvie Verheyde non convince, tanto per lo sviluppo della trama privo di guizzi narrativi quanto per la costruzione dei personaggi. Per quanto le premesse siano molto interessanti, il risultato è un film poco incisivo.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

2.2/5

Perché ci piace

  • Karole Rocher e Garonce Marillier nei ruoli di Madame Claude e Sidonie sono piuttosto convincenti.
  • Scenografie e costumi estremamente curati.
  • Le premesse accattivanti di questa storia…

Cosa non va

  • …che però non vengono sviluppate al meglio risultando in un film poco incisivo.
  • I personaggi non vengono costruiti e sviluppati come meriterebbero.
  • La storyline thriller/crime non viene gestita al meglio.