Il sentiero dei fantasmi - Ghost Trail, recensione: uno spy-movie sugli spettri del passato

Rifugiato siriano, il protagonista de Il sentiero dei fantasmi - Ghost Trail è sulle tracce di colui che ritiene sia stato il suo aguzzino durante il periodo della guerra civile. Su Rai4 e RaiPlay.

Un'immagine promozionale de Il sentiero dei fantasmi

Vi è una sequenza ne Il sentiero dei fantasmi - Ghost Trail che raccoglie in pochi secondi tutto ciò che il film vuole e riesce ad essere: il protagonista Hamid si trova in fila dietro colui che sospetta essere il suo aguzzino, arrivando così vicino da poterne sentire l'odore. In quell'avvicinamento millimetrico si racchiude il senso profondo di un racconto che altro non è che l'invito ad affrontare finalmente i propri spettri, qui coincidenti con quelli di un popolo intero.

Una Scena Di Il Sentiero Dei Fantasmi
La caccia è aperta per il protagonista de Il sentiero dei fantasmi

Vittime e carnefici in un crudo gioco di vendette e rimorsi, di rimpianti e dolore che scava nei recessi della guerra civile siriana, argomento quanto mai caldo dato la sempre più complessa situazione mediorientale e che soltanto pochi anni fa costò migliaia e migliaia di vittime in un Paese letteralmente e metaforicamente in fiamme.

Il sentiero dei fantasmi è irto di ostacoli: la trama

Non è perciò casuale che la premessa narrativa sia ispirata a fatti reali, con al centro della vicenda la rete di rifugiati siriani che in Europa, a partire dalla metà degli anni Dieci, ha iniziato a raccogliere prove e testimonianze atte ad incolpare gli agenti del regime di Bashar al-Assad che avevano trovato clandestinità all'estero.

Un Immagine Di Il Sentiero Dei Fantasmi
Un primo piano del protagonista Adam Bessa

Hamid, un passato da professore universitario e reduce dalla tragica morte di moglie e figlio, si unisce a uno di questi gruppi due anni dopo essere stato rilasciato dalla prigione di Sednaya, il famigerato carcere militare siriano dove venivano praticate torture sistematiche ed esecuzioni sommarie. La sua missione ha luogo a Strasburgo, dove un uomo che si fa chiamare Sami Hanna si è costruito una vita ordinaria come membro della comunità locale. Hamid è fermamente convinto che sia proprio lui il suo carnefice, ma per compiere la sua vendetta e sentirsi giustificato ha bisogno di riscontri certi.

La cospirazione del Cairo, la recensione: un raffinato thriller esplora le contraddizioni dell'Egitto di oggi La cospirazione del Cairo, la recensione: un raffinato thriller esplora le contraddizioni dell'Egitto di oggi

A caccia della verità in una rete di inganni

La scelta più coraggiosa, che mantiene costante la tensione dall'inizio alla fine, da parte del regista Jonathan Millet e della sua co-sceneggiatrice Florence Rochat è quella di insistere sull'ambiguità, sul confine tra sospetti e verità. Non sappiamo con sicurezza se il potenziale criminale di guerra sia davvero chi Hamid pensa che sia. La memoria del trauma è per definizione poco affidabile, alterata dalla sofferenza e dalla rabbia, distorta da anni di catarsi mai del tutto compiuta.

Un Mistero Da Svelare In Il Sentiero Dei Fantasmi
Indagini su indagini per arrivare alla verità

Non ci troviamo perciò a un intrigo da spy-movie di stampo classico, con doppi giochi e documenti falsi, e nemmeno davanti ad un accumulo forsennato di prove per comprovare la tesi risolutiva. Assistiamo invece alla lenta, ansiosa ma inesorabile, operazione di scoperta, con pedinamenti continui atti a comprendere se quel volto corrisponda all'origine di quella ferita impossibile da guarire.

Stile, sostanza e attori

La macchina da presa dimostra una notevole padronanza nell'instillare un senso di opprimente paranoia, con movimenti fluidi, montaggio secco e sound design che trasforma ogni ambiente, anche quello apparentemente più placido, nel teatro di una potenziale e improvvisa resa dei conti.

Il Protagonista Di Il Sentiero Dei Fantasmi
Il sentiero dei fantasmi: Adam Bessa in una sequenza

Un film che si affida per larghi tratti esclusivamente sulla percezione sensoriale come fonte di informazione più o meno attendibile, sull'ascolto e sull'olfatto più che sulla visione diretta, sull'evidenza data per tale. Millet opera in un registro sobrio ma ad alto tasso di suspense, sfruttando al meglio l'intensità drammatica dei suoi antagonisti. Adam Bessa, attore franco-tunisino che aveva vinto il premio per la miglior interpretazione nella sezione Un Certain Regard di Cannes per Harka (2022), si conferma attore ormai maturo, mentre Tawfeek Barhom dona al suo presumibile villain la giusta dose di compiacente mistero.

Quando Il sentiero dei fantasmi - Ghost Trail si abbandona ciecamente all'atmosfera e ai silenzi, nell'attesa che l'illuminazione spazzi via quel mare di dubbi nel quale si rischia di annegare, trova una forza primigenia, amara e dolorosa, unendo al cinema di genere un impegno civile pronto a rispecchiarsi in una tragica realtà fin troppo recente e attuale.

Conclusioni

La storia di un sopravvissuto siriano sulle tracce del proprio torturatore, o almeno di colui che ritiene tale. Servono prove e altrettante certezze per mettere in atto quella vendetta tanto agognata, e Il sentiero dei fantasmi - Ghost Trail inscena questo gioco di pedinamenti con un innegabile fascino tensivo, lavorando di ambiguità e di atmosfera. Gli spettri della primavera araba in un film che prova a riempire i vuoti, a dissezionare i punti di vista e ad indagare in traumi vividi e senza fine che necessitano di risposte, prima che la giustizia - terrena o divina che sia - piombi su chi di dovere con tutto il peso della colpa.

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Atmosfera e tensione ad alti livelli.
  • Una vicenda che affonda le sue radici nella tragica e recente realtà storica.
  • Un cast perfetto nei relativi ruoli.

Cosa non va

  • Chi cerca uno spy-movie dal taglio classico potrebbe restare spiazzato.