I viziati, la recensione: la nuova commedia francese su Netflix che riflette sui valori della vita

La recensione de I viziati: Nicolas Cuche porta sullo schermo l'adattamento del successo messicano Nosotros los Nobles, adeguandolo in perfetto humor francese e con un cast d'eccezione.

RECENSIONE di 30/11/2021
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I Viziati: Camille Lou in una sequenza

Adattamento della celebre pellicola messicana Nosotros Los Nobles di Gary Alazraki, I viziati è la nuova commedia francese appena entrata a far parte del catalogo Netlix che in pochi giorni ha scalato le classifiche dei film più visti sulla piattaforma. Spostando l'ambientazione da Città del Messico al Principato di Monaco, il regista Nicolas Cuche si avvale di un cast di tutto rispetto per portare sullo schermo le vicissitudini di una ricca famiglia composta da un padre estremamente dedito al lavoro (interpretato da Gérard Jugnot) e dei suoi tre figli, adulti ma solo all'anagrafe: i ragazzi infatti, sono capricciosi e scansafatiche, completamente dipendenti dal patrimonio di famiglia. Fino a quando il padre non deciderà di dar loro una lezione. Come vedremo nella recensione de I viziati, il film è una piacevole commedia corale che stimola una riflessione sulle complesse dinamiche familiari e sui veri valori della vita. Una visione leggera e godibile seppur piuttosto prevedibile e costellata di cliché.

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Lezione di vita

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I Viziati: Gérard Jugnot in un momento del film

Francis Bartek (Gérard Jugnot) è un ricco imprenditore estremamente dedito al lavoro e preoccupato per il futuro dei suoi tre figli. I ragazzi, infatti, nonostante l'età adulta, dipendono in tutto e per tutto dal denaro di famiglia, che sperperano come più ritengono giusto. Stella (Camilla Thorsson) trascorre le proprie giornate facendo shopping (con i soldi del padre) e organizzando feste, Philippe (Artus) perde tempo con progetti imprenditoriali inutili quanto irrealizzabili e Alexandre (Louka Meliava) si preoccupa solo di spassarsela con donne già sposate. La situazione precipita durante la festa per i 24 anni di Stella: la ragazza annuncia, contro la volontà paterna, di voler sposare il fidanzato argentino Juan Carlos (Tom Leeb), Alexandre viene colto in flagrante con le figlie del preside della sua scuola mentre Philippe non si presenta alla serata per fare baldoria altrove. Stremato dal comportamento dei figli, Francis prende una decisione: mettere in piedi un'astuta messa in scena per dare ai ragazzi una lezione di vita, costringendoli a prendersi le proprie responsabilità e guadagnarsi da vivere.

Una doppia riflessione

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I Viziati: Gérard Jugnot e Camille Lou in una scena del film

Pur trattandosi di una commedia che, soprattutto nella prima parte, regala momenti di sano divertimento in puro stile francese, il film di Nicolas Cuche ha come obiettivo principale quello di stimolare una riflessione nello spettatore. Anzi, una doppia riflessione. In primis, infatti, I viziati vuole mettere sotto la lente di ingrandimento (fino quasi a caricaturizzarlo) uno stile di vita privilegiato spesso molto lontano dalla realtà, contrapponendolo, invece, al valore di guadagnarsi ogni giorno la propria indipendenza, a costo di sopportare sacrifici e scendere a continui compromessi quotidiani. Evidenziando il fatto che la propria realizzazione non risiede nelle cose materiali ma nel lavorare per guadagnarsele. In secondo luogo la pellicola riflette sulle complesse dinamiche di un nucleo familiare abituato alle assenze reciproche, dove la mancanza di valori e momenti condivisi viene troppo spesso rimpiazzata da feste e vestiti nuovi. Non saranno solo i figli, infatti, a dover imparare una lezione, ma anche Francis ben presto comprenderà di aver un insegnamento da cogliere da tutta la faccenda da lui architettata.

Sceneggiatura debole

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I Viziati: una scena

Per quanto gli attori svolgano generalmente un buon lavoro, soprattutto per quanto riguarda il veterano Gérard Jugnot che ruba la scena con la sua recitazione, la sceneggiatura appare un po' debole, perdendo velocemente il carattere che sembrava possedere nella prima mezz'ora. I personaggi, nonostante sia chiara (soprattutto all'inizio) la volontà caricaturale, appaiono come dei cliché viventi, mentre il loro cambiamento avviene in maniera così veloce che non riusciamo a comprenderne le vere motivazioni alla base. Questo è particolarmente vero per quanto riguarda il personaggio di Alexandre, presentato in maniera così sbrigativa e stereotipata da rendere difficile decifrarne i comportamenti e l'approccio al mondo. Anche il divertimento e la leggerezza che caratterizzano la prima parte della pellicola va presto a perdersi, lasciando spazio a un film completamente diverso che, per quanto godibile, risulta più serioso di quanto ci saremmo immaginati.

Conclusioni

Come abbiamo visto nella nostra recensione de I viziati, il film di Nicolas Cuche adatta la celebre commedia messicana Nosotros Los Nobles covertendola al tipico umorismo francese che tutti noi conosciamo. Il divertimento e la leggerezza, però, la fanno da padrone solo nella prima parte della pellicola: subentra presto, infatti, il vero obiettivo della pellicola che è quello di stimolare nello spettatore una doppia riflessione sulla contemporaneità e sulle complesse dinamiche familiari. Un film perlopiù godibile, purtroppo non sempre sostenuto dalla sceneggiatura che spesso appare un po' debole, con una caratterizzazione superficiale dei personaggi.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

3.6/5

Perché ci piace

  • Piacevole commedia in pieno stile francese.
  • Stimola una riflessione nello spettatore.

Cosa non va

  • Sceneggiatura un po' debole.