Osservando la Walt Disney Company con fare superficiale, una persona potrebbe essere portata a pensare che l'attività principale di questa compagnia sia la realizzazione di film e serie tv capaci, a volte sì e altre no, di entrare nell'immaginario collettivo dell'intero pianeta. Una cosa, questa, che avviene da più di cento anni.
La realtà dei fatti è ben diversa. L'azienda fondata da "Zio Walt" potrà essere naturalmente associata a tutto ciò che è arrivato sul grande e sul piccolo schermo dal giorno in cui le persone hanno visto un fischiettante topo al timone di un battello a vapore (che sarebbe poi diventato IL topo per antonomasia), ma nei fatti c'è molto altro. Disney è un colosso che regala esperienze d'intrattenimento a tutto tondo che passano attraverso il gigantesco giro d'affari delle navi da crociera tematizzate e dai parchi a tema in giro per il mondo.
Poi, da poco meno di vent'anni, si è aggiunto a tutto ciò un settore, quello dell'analisi dei dati e dei comportamenti dei suoi clienti, che è diventato improvvisamente "più facile" grazie al tracciamento che può essere effettuato con le varie App di proprietà della Casa di Topolino che molti di noi hanno installate nello smartphone.
Non c'è nulla di male in linea di massima, sia chiaro. Però è di certo qualcosa che, col passare del tempo, ha contribuito a mutare il modo in cui "l'esperienza Disney" sia percepita dalle persone. Soprattutto quelle che popolano i suddetti parchi sparsi qua e là per il mondo. Che da esperienza popolare sono finiti per trasformarsi in qualcosa di quasi elitario.
Come è cambiata l'esperienza dei Parchi Disney
Nel video che trovate più in basso, parliamo proprio di come, da quel fatidico 17 luglio del 1955, il giorno in cui Disneyland ha aperto i battenti ad Anaheim, la filosofia alla base sia stata completamente stravolta. In peggio e per via di decisioni deliberate che non sono necessariamente legate a quella cosa con cui tutti abbiamo purtroppo a che fare chiamata inflazione.
Grazie alle informazioni contenute in svariati approfondimenti, Time magazine, Bloomberg, Yahoo Finance, abbiamo realizzato un video che vi accompagnerà proprio in questo percorso. Una strada inaugurata - appunto - dallo stesso Walt Disney negli anni '50 del secolo scorso che si basava su un principio nobilissimo esplicitato proprio dal padre di Topolino: "Stendiamo il tappeto rosso per la famiglia Jones di Joliet esattamente come faremmo, con qualche ornamento in più, per gli Eisenhower di Palm Springs".
Tradotto in termini pratici: a Disneyland una famiglia della classe operaia americana valeva come quella appartenente a una qualche élite. Chi arrivava in una Cadillac nuova faceva la stessa coda, mangiava lo stesso cibo e andava sulle stesse giostre della famiglia che arrivava con una vecchia Chevy. Un vero e proprio fondamento ideologico del parco, non solo un dettaglio operativo.
Nel video ci concentriamo, principalmente, sugli Stati Uniti perché è soprattutto lì che la cultura dei parchi Disney è più radicata, ma si tratta di cambiamenti che hanno coinvolto anche quelli posti al di fuori del territorio nordamericano. Ad esempio, anche a Disneyland Paris il FastPass è scomparso, lasciando spazio a un (costoso) Premier Access.