God of War: il ritorno di Kratos è tanto epico quanto emozionante

Esce oggi il nuovo capitolo della straordinaria saga videoludica di God of War. Lo abbiamo giocato in anteprima e ne siamo rimasti estasiati: ecco le nostre impressioni.

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Eravamo abituati a vedere Kratos, il protagonista della fortunata saga di God of War, come una macchina da guerra inarrestabile, fatta di pura rabbia e ferocia. Lo abbiamo visto uccidere dei a mani nude pur di riuscire nella sua vendetta e compiere gesta inenarrabili. Eppure il Kratos che vediamo per la prima volta su PS4, in questo nuovo straordinario gioco realizzato da Sony Santa Monica, è un "uomo" diverso; non solo nell'aspetto o per la nuova arma, un'ascia magica che porta sempre con sè, ma apparentemente più saggio e meno avventato. Se lo troviamo così cambiato è perché nel frattempo ha deciso di lasciare la Grecia, mettere finalmente da parte il suo tormentato passato e crearsi una nuova identità. E una nuova famiglia.

Cosa sia stato degli anni che separano le avventure elleniche da quelle scandinave non ci è dato sapere, perché quando impugnamo il pad e osserviamo con stupore le meraviglie che ci circondano, in realtà Kratos è diventato nuovamente vedovo. Ed è proprio con la morte della moglie che comincia la sua avventura più difficile di sempre, quella di crescere ed educare un figlio, Atreus, che non sa nulla del passato del padre o della natura divina di entrambi. La storia prende le mosse con i due che si apprestano ad esaudire l'ultimo desiderio della donna scomparsa, quella di spargere le sue ceneri dal picco più alto dei nove regni. Ma se non per i due protagonisti, almeno per il giocatore è evidente fin da subito il vero scopo della missione: fare in modo che Kratos e Atreus trovino la forza e il coraggio di accettarsi l'un l'altro e diventare così una famiglia vera.

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The Last of (the) Gods

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Ci rendiamo conto che, messa così, si potrebbe pensare ad una storia minimalista, che abbia poco a che vedere con la spettacolarità dei titoli passati del franchise. Ma è proprio nell'unire l'epico e l'introspettivo che questo nuovo God of War si conferma come uno dei migliori videogiochi degli ultimi anni. E non è forse nemmeno un caso che sia proprio la presenza del rapporto padre/figlio (che era già al centro del capolavoro The Last of Us) ad esaltarne la narrazione: non è solo la presenza di un personaggio da proteggere e da far "crescere", ma anche proprio la curiosità intrinseca del ragazzo a rendere ancora più strabiliante tutto quello che ci circonda.

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Inconsapevole della vera natura del padre e della sua avversità per tutto ciò che è divino, Atreus è chiaramente affascinato dall'idea di lasciare Midgar ed esplorare gli altri mondi.
Così come è "elettrizzato" dalla possibilità di incontrare sulla sua strada Odino, Thor o altri celebri personaggi della mitologia norreana.
È proprio il contrasto tra l'indifferenza e preoccupazione di Kratos e lo stupore del figlio a rendere ogni nuovo incontro speciale, perché in qualche modo condiviso e filtrato da una seconda prospettiva.

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Lo stesso avveniva appunto anche nel capolavoro della Naughty Dog, perché riusciva a rendere un'avventura in solitaria (l'ormai tanto bistrattato e temuto single player) un'esperienza molto più completa ed emotivamente soddisfacente. Non si esplora o lotta per il solo piacere di farlo o di proseguire con il gioco, ma anche perché è il nostro "compagno" di avventure (seppur virtuale) a spronarci, a infastidirci, a stuzzicarci. Così come le battaglie e gli scontri sono esaltanti e soddisfacenti, anche i dialoghi acquistano grande rilevanza per la storia e per tutta l'esperienza di gioco.

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Un viaggio nel mito

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Dei meriti del nuovo ed esaltante gameplay e del grande divertimento che ne consegue ne hanno già parlato in tanti (e noi, come sempre, vi rimandiamo alla recensione più tecnica dei nostri cugini di Multiplayer.it), ma un gioco come God of War per essere, giustamente, definito un capolavoro praticamente da chiunque deve necessariamente avere tanti altri meriti. Oltre a consegnarci (almeno) due personaggi complessi e sfaccettati, questa esclusiva PS4 riesce anche a trasportarci all'interno di un universo familiare eppure nuovo; un universo che si fonda ovviamente su una mitologia ben nota e già rivisitata in mille e più occasioni, ma che comunque è in grado di stupire passo dopo passo.

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Non vogliamo rovinare le tante sorprese a nessuno e quindi non diremo nulla di più della trama o dei personaggi che popolano il gioco (ma almeno la spettacolare apparizione di Jörmungandr, il serpente di Midgard, non è più un segreto), ma poche volte, arrivati al termine di un gioco, ci siamo sentiti altrettanto appagati quanto alla fine di God fo War. E al tempo stesso desiderosi e pronti per nuove avventure. Perché è vero che la mitologia, a distanza di migliaia di anni, non ha mai perso nulla del suo fascino, ma poche volte è stata divertente e soddisfacente come quando l'abbiamo esplorata ed affrontata con Kratos.

God of War: il ritorno di Kratos è tanto epico...
Luca Liguori
Redattore
4.5 4.5
Cinecittà World
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