Gli occhi degli altri: il potere del desiderio secondo il regista e i protagonisti. Intervista

Andrea De Sica, Filippo Timi e Jasmine Trinca raccontano il film, tra fascinazioni, personaggi, e contesto storico di un femminicidio inquietante.

Andrea De Sica, Filippo Timi e Jasmine Trinca

Sesso, potere, trasgressione. E uno spaccato che affronta il passato, ma parla in modo lucido e drammatico del mondo che ci circonda. Con Gli occhi degli altri il regista Andrea De Sica attinge al noto delitto Casati Stampa che ha segnato l'Italia degli anni '60, ma lo fa con un approccio libero, sia per la scarsità di dettagli a disposizione, sia per il doveroso rispetto nei confronti delle vittime.

Gli Occhi Degli Altri Jasmine Trinca Barca
Una scena del film di Andrea De Sica

Il risultato è un film solido, raffinato, che non tratta il caso con banalità ma lo sfrutta per raccontare anche altro, guardando al mondo che ci circonda. Anche grazie al lavoro di e con i due interpreti protagonisti, due straordinari Filippo Timi e Jasmin Trinca che sposano il progetto di De Sica e aiutano a elevarlo nella forma compiuta che abbiamo potuto apprezzare. Un film la cui costruzione abbiamo potuto approfondire proprio con i due protagonisti e il regista, per farci raccontare un'opera che scava nelle fragilità umane.

Andre De Sica: "Un passato che affonda le radici nel fascismo"

Gli Occhi Degli Altri Jasmine Trinca
Jasmine Trinca ne Gli occhi degli altri

Ma come nasce l'ispirazione per Gli occhi degli altri? Da cosa deriva la fascinazione per questa storia? Da un luogo reale, in prima battuta. "Sono stato affascinato la prima volta che sono stato sull'isola di Zannone" ci ha spiegato Andrea De Sica, "dalla casa abbandonata dei personaggi a cui ci siamo ispirati, perché sentivo che lì c'era ancora dentro qualcosa". Sensazioni che ha ritrovato anche nei racconti della gente di Ponza, "che hanno paura di andare su quell'isola", per un sentimento che si è "portato dietro a Roma" e che ha confluito nelle ricerche per cercare di realizzare questa storia.

"Mi piace pensare a questo film come a un'opera che parla del passato", ci ha detto ancora, "ma un passato che affonda le sue radici nel fascismo e in quell'atteggiamento bohémien, molto disinvolto, che però nasconde tante fragilità e paura del cambiamento." Il passato in cui si riflette il presente, sensazioni che restano sottopelle: "Si potrebbe parlare a lungo di cosa mi ha mosso nel realizzare questo film, però ecco, Gli occhi degli altri sono gli occhi nostri, che un po' vigliaccamente pensiamo di poter spiare le cose da una comfort zone e che in realtà poi rimaniamo travolti da quello che vediamo e per questo possiamo reagire in tanti modi."

Filippo Timi e Jasmine Trinca, tra ossessione e dinamiche di potere

Gli Occhi Degli Altri Filippo Timi Foto
Il Marchese di Filippo Timi

C'è una sproporzione emotiva travolgente nel personaggio di Filippo Timi, che si è concentrato sulla natura ossessiva del suo ruolo, dominato dal desiderio di raggiungere un'ideale quasi divino per fuggire alla solitudine. Una condizione "schiacciante". E da questa sproporzione è stato conquistato: "Tutta questa valanga, questa ossessione, questo desiderio di raggiungere un'idea non più da soli. Avere l'illusione di non essere soli in questo sentirsi Dio."

Gli occhi degli altri, recensione: la coltre erotica di un dramma profetico Gli occhi degli altri, recensione: la coltre erotica di un dramma profetico

Suggestioni potenti, accompagnate da Jasmine Trinca che rappresenta il motore del cambiamento. L'attrice si è sentita attratta dal rischio che accompagna questo racconto e della complessità di una donna che sceglie con consapevolezza di entrare in dinamiche pericolose, proponendo una chiave di lettura molto attuale su quelli che sono i rapporti di forza. "Il rischio che portava questo racconto e questa donna era un rischio che mi sollecitava" ci ha infatti spiegato, "è una donna molto complessa, controversa, che si ritrova dentro una dinamica di amore e potere che ha un esito terrificante."

Tra realtà e visione: l'ispirazione ai "potenti del mondo"

Gli Occhi Degli Altri Filippo Timi Scena
Un momento drammatico del film ispirato a una storia vera

Liberamente ispirato a fatti reali, si legge nel materiale promozionale del film. Ma come ci si muove in questo spazio di libertà? A cosa attingere fedelmente e dove distanziarsi dalla realtà? Sebbene il film sia liberamente ispirato a fatti reali (come i racconti legati all'isola di Zannone), De Sica ha scelto di procedere per immagini e visioni, distaccandosi dal realismo cronachistico per abbracciare una narrazione universale che evoca figure controverse della storia recente. Inoltre, ci ha detto, "mi piaceva l'idea di prenderla con un atteggiamento non realistico, procedendo per visioni, per immagini. Ecco, questo è un film dove penso che le immagini siano al centro del racconto. Ed è un racconto in cui emerge la realtà di oggi: "Oggi vengono fuori questi articoli su Jeffrey Epstein, ma come tutti i potenti del mondo: ecco, non sono così lontani dal mio Marchese. È stata una cosa importante lavorare su questo."