L'edizione 2026 del Sundance ci è parsa un po' sottotono. Naturalmente la nostra è una visione parziale, avendo seguito la manifestazione unicamente on line e avendo, quindi, accesso solo ad alcune sezioni. Ma il sapore di ultima volta che precede il trasferimento della storica manifestazione in Colorado dopo oltre 40 anni nello Utah, in quella Park City che Robert Redford aveva scelto come sua dimora elettiva, si è fatto sentire anche a distanza di migliaia di chilometri.
La morte di Redford, fondatore e patron del festival dedicato al cinema indie, naturalmente ha pesato nel processo di una manifestazione che muta per adeguarsi al presente inserendo in programma film a tematica AI, consolidando la scelta di aprire alla fruizione on line e provando a rispondere ai costi esorbitanti della location, uniti alla cronica mancanza di alloggi, con un trasloco.
Per quanto riguarda la scelta dei titoli, le linee guida di quest'anno si sono concentrate sulla drammatica situazione internazionale, dando spazio alla guerre del passato e del presente sia tra i documentari che nella fiction, e sull'indagine del malessere giovanile. La scuola è tornata in più occasioni al centro della riflessione come luogo fondamentale per la crescita dell'individuo, ma anche come spazio per la catarsi.
Tra i titoli del concorso nazionale Run Amok, opera prima della regista e sceneggiatrice NB Mager, ha sviscerato le conseguenze sulla lunga distanza di una strage scolastica contando anche sulla presenza di volti noti come Patrick Wilson e Molly Ringwald. Stessi temi e toni in un'altra pellicola di ambientazione scolastica come The Musical dove, a sviluppare un'idiosincrasia verso l'umanità, è un insegnante d'inglese e a giudicare dal subdolo e mellifluo preside - interpretato da un divertito Rob Lowe - con cui deve competere tutti i torti non li ha.
Sundance 2026: un'edizione interlocutoria che ha il sapore di un commiato
La provincia americana con tutte le sue magagne fa da sfondo ai tentativi di Will Poulter e Noah Centineo di lasciarsi alle spalle la dipendenza dalle droghe nel drammatico Union County, realizzato con la partecipazione di veri ex tossicodipendenti e associazioni che si occupano del loro recupero. Ma anche un titolo meno riuscito come Carousel, che segna una svolta romantica per Chris Pine dopo tanta azione e fantascienza, ha inserito il romance con Jenny Slate in un contesto di depressione e ansia giovanile che si tramuta in attacchi di panico costanti per la figlia del personaggio. La madre coraggio di Hot Water arriverà a farsi chilometri e chilometri attraverso gli States solo per accompagnare il figlio problematico dal padre in Messico per evitare che perda l'anno scolastico e arginare così il malessere che impera.
I 5 film che abbiamo amato
In un panorama più cupo del previsto l'unica via di fuga possibile sembra essere il sesso. E così un'attrice (e regista) coraggiosa e anticonformista come Olivia Wilde ha tenuto banco comparendo in ben due titoli "hot": I Want Your Sex di Gregg Araki, dove interpreta una mistress pronta a sedurre e sconvolgere un giovane ammiratore che ha il volto di Cooper Hoffman, e The Invite, da lei diretto, audace dramedy da camera che vede la coppia infelice composta da Wilde e Seth Rogen invitare a cena i "focosi" vicini di casa Penelope Cruz ed Edward Norton.
Il sesso, ma inteso in maniera giocosa e surreale, è anche al centro della commedia on the road Gail Daughtry and the Celebrity Sex Pass in cui Zoey Deutch decide di vendicarsi della "scappatella pre-matrimoniale con celebrità" del fidanzato recandosi a Hollywood per fare sesso con Jon Hamm. E perfino la vedova inconsolabile di Rinko Kikichi nel surreale Ha-Chan, Shake your Booty! si butta tra le braccia del primo bellimbusto che insegna danza per scacciare il dolore della perdita abbandonando (suo malgrado) ogni inibizione. Scopriamo allora, in questo turbine di miseria e seduzione, cinque titoli presentati al Sundance 2026 meritevoli - a nostro parere - di visione che, ci auguriamo, trovino al più presto distribuzione nel nostro paese.
Josephine
Scuote le coscienze l'opera seconda di Beth de Araújo, sollevando domande che continuano a ronzare a lungo nella testa dello spettatore dopo la visione. Il dramma interpretato magistralmente da Channing Tatum, Gemma Chan e dalla piccola Mason Reeves è un'acuta riflessione sulla famiglia contemporanea, sul ruolo dei genitori nella crescita e protezione dei figli, ma è anche un thriller che getta uno sguardo sulla giustizia americana (e non), sul ruolo della donna e sul senso del dovere. La piccola Jo, bambina super sportiva così come l'atletico padre, assiste casualmente a un crimine sessuale. Il tentativo di fare la cosa giusta getterà la famiglia in una spirale di orrore, angoscia e preoccupazione. Meritatissimo premio del pubblico per un film profondamente moderno, disturbante, un horror contemporaneo capace di scavare a fondo nella psiche dei personaggi lasciando spazio, al tempo stesso, a un inquietante non detto che apre scenari inediti allo spettatore. Ma la misura del talento di Beth de Araújo si nota soprattutto dalla direzione impressa all'interpretazione della piccola protagonista, che non può lasciarci indifferenti.
The Incomer
Humor britannico della miglior specie per una commedia vivace e scatenata ambientata su una gelida isola scozzese. Qui un fratello e una sorella vivono isolati dal mondo, costretti a bastare a se stessi e a procacciarsi il cibo con le proprie mani. Selvaggi, violentemente complici, i due coltivano sogni, visioni mitiche e sensi di colpa che provano a sedare difendendo strenuamente la loro dimora dalle minacce esterne. E la "minaccia" arriva sotto le sembianze di un allampanato impiegato del governo (Domhnall Gleeson) che ha il compito di convincere i due a lasciare la loro amata dimora per trasferirsi sulla terra ferma, trasformando di fatto l'isola in una riserva naturale. Tra gag nonsense, scambi di persona, scontri esilaranti e personaggi irresistibili ci sarà spazio anche per momenti di tenerezza in quella che si candida a diventare una delle migliori commedie dell'anno.
How To Divorce During War
Mai dramma fu più attuale di quello diretto dal lituano Andrius Blaževičius. Il film racconta l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia da un punto di vista inedito, quello degli abitanti della Lituania, ex repubblica socialista sovietica pericolosamente vicina alle zone calde, raccontando in parallelo la crisi di una coppia di Vilnius. Marija, brillante dirigente di un'emittente televisiva, non poteva scegliere momento peggiore di questo per lasciare il marito, sceneggiatore/casalingo che cucina, stira, pulisce e cresce la figlia della coppia mentre attende l'ispirazione per ultimare il suo script. Mentre Marija, finalmente libera, esplora le possibilità di una vita da single, entrambi i coniugi, dichiaratamente filo-ucraini ed europeisti, si scontrano con l'opposto punto di vista. Una riflessione arguta sulla famiglia contemporanea si intreccia al tentativo del regista di dar voce al pluralismo nell'interpretazione dei fatti politici in una commedia pungente ed efficace.
Ha-Chan, Shake Your Booty!
Quando la passione per il ballo e il musical incontra l'eccentrico immaginario nipponico, il risultato non può che essere folle. Ed è con quest'opera coloratissima, fantasiosa e fiammeggiante che l'interprete di Babel e Pacific Rim Rinko Kikuchi si è messa in gioco in duplice veste di attrice e produttrice. Ma il film è anche l'omaggio del regista Josef Kubota Wladyk alle sue origini miste e alla passione della madre per la danza e per il cinema. E così, dopo aver perso il marito all'improvviso durante una gara di ballo, l'inconsolabile vedova Haru ritrova la voglia di vivere e amare dopo l'incontro con un sensuale maestro di ballo latino sostenitore della coppia aperta. In perfetto japanese style, abbondano momenti imbarazzanti e trovate bizzarre, ma uno degli ingredienti più divertenti del film è la scansione in capitoli il cui titolo viene scandito rigorosamente in duplice idioma inglese/giapponese. Non mancano omaggi alla settima arte, ma i momenti più coinvolgenti sono, senza dubbio, le sequenze musicali coronate da un finale travolgente.
Union County
Il terreno in cui si muove Union County è lo stesso di serie come Dopesick e Omicidio a Easttown o dei drammi operai come Il fuoco della vendetta ambientati nella Rust Belt, la provincia americana industriale emarginata e desolante. Will Poulter e Noah Centineo sono figli di questa assenza di prospettive e tentano faticosamente di lasciarsi alle spalle la dipendenza da alcool e droga grazie a un programma governativo volto a reintrodurli nella società. Ma non tutto andrà per il verso giusto in questa pellicola cruda e verista, forte di una manciata di performance convincenti - Will Poulter in primis - che si avvale della presenza di veri partecipanti al programma e assistenti sociali per aumentare il senso di autenticità.