Che Dio perdona a tutti, recensione: la commedia romantica di Pif tra fede, ironia e ipocrisie

Fede e religione, tanti dolci, ironia e un Papa per amico: Pif torna al cinema accanto a Giusy Buscemi, per divertire e far riflettere.

Pif con Giusy Buscemi e Carlos Hipólito in Che Dio perdona a tutti

C'è una caratteristica di Pif che ci è sempre piaciuta: la capacità di essere leggero e ironico, ma allo stesso tempo lasciare spunti per stimolare la riflessione. Lo ha fatto in televisione con il suo testimone, su carta e su grande schermo. E lo fa anche nel nuovo lavoro ...che Dio perdona a tutti, una commedia romantica sui generis, che sfrutta l'ironia per raccontare il territorio a cui l'autore è così legato, la Sicilia, ma anche la religiosità e la fede, evidenziando le difficoltà, e inevitabili ipocrisie, in cui deve imbattersi chi sceglie di abbracciare in tutto e per tutto i dettami di un credo religioso.

Che Dio Perdona A Tutti Pif Primo Piano Photo Credits Valentina Glorioso
Pif è Arturo

Pif, o dovremmo dire Pierfrancesco Diliberto, ha scritto il film insieme a Michele Astori adattando il suo romanzo omonimo edito da Feltrinelli, riservandosi il ruolo del protagonista Arturo e scegliendo come compagni di avventura Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Maurizio Marchetti e Carlos Hipólito nel ruolo dell'amico Papa.

Tra passione per i dolci e amore, la storia dalla carta allo schermo

Siamo in Sicilia, dove Arturo opera come agente immobiliare con grande successo, per la capacità di vendere nel modo giusto anche i difetti più problematici delle case che cura. Non è altrettanto abile nella vita sentimentale, almeno fino a quando non conosce Flora, che è evidentemente la sua anima gemella. La donna non infatti è solo bella, dolce e divertente, è anche una pasticcera e quindi vicina a quella che è la più grande passione e croce di Arturo: i dolci.

Che Dio Perdona A Tutti Pif Giusy Buscemi Foto Photo Credits Valentina Glorioso
Che Dio perdona a tutti: Pif e Giusy Buscemi in una foto

Se però i dolci li uniscono, la religione di divide: Flora è molto cattolica, mentre Arturo ha smesso di credere sin da bambino. Non ha però intenzione di rinunciare a quella che vede come l'amore della sua vita e si mette in gioco, scegliendo di intraprendere un percorso spirituale che lo porta a confrontarsi con la sua religiosità e soprattutto adottare in modo letterale tutti i comandamenti e i dogmi del Cattolicesimo. Accompagnato da un confidente d'eccezione e inatteso: il Papa.

Una riflessione sulla fede, le sue incertezze, le sue ipocrisie

Ci siamo riconosciuti nelle incertezze, i dubbi e le riflessioni sulla fede che Pif mette in campo, iniziando dai dilemmi di Arturo bambino sullo sfondo dell'iconica Italia - Brasile dei mondiali dell'82 per iniziare un percorso da agnostico che viene ben tratteggiato lungo tutto il corso del film, fino a sfociare negli eccessi e le relative ipocrisie che derivano dal voler e dover seguire i comandamenti alla lettera. È il spunto per riflettere su cosa voglia dire realmente essere fedeli in generale e Cattolici in particolare, su quali margini di elasticità siano accettabili nel seguire i dettami di una fede religiosa.

Che Dio Perdona A Tutti Carlos Hipolito Photo Credits Valentina Glorioso
Carlos Hipólito è il Papa

Dubbi e considerazioni che emergono sia dallo sviluppo della storia di Che Dio perdona a tutti, che dai rapporti tra i personaggi, fino ai brillanti dialoghi tra Pif/Arturo e il Pontefice interpretato dal bravo Carlos Hipólito.

Pif e Giusy Buscemi in una ironica commedia romantica

Che Dio Perdona A Tutti Pif Photo Credits Valentina Glorioso
Arturo con la sua passione per i dolci

Se è questo riflessivo cammino sulla fede ci ha accompagnati in modo compiuto nel corso della visione, con la sua evoluzione da agnosticismo e iperreligiosità, va detto che anche la componente romantica funziona grazie alla chimica che Pif riesce a costruire con la sua co-protagonista Giusy Buscemi che dona alla sua Flora il giusto equilibrio tra dolcezza e indipendenza. I due riescono a dare alla storia di ...che Dio perdona a tutti quel tocco romantico di cui necessita, senza eccedere nel melenso, giocando con ironia con la passione dei due per lo zucchero.

L'arte pasticcera è anche veicolo per un'ulteriore interessante spunto sul concetto di tradizione ed evoluzione della stessa, che non è l'argomento principale del film, ma viene ugualmente ben introdotto tra un cannolo e una cassata. E non possiamo non confessare la voglia di pasticcini che ci ha accompagnati per tutta la visione, e oltre. Un pericolo per la linea, anche se siamo giustificati da Pif e dal suo Papa.

Conclusioni

Il nuovo film di Pif conferma la capacità dell'autore di parlare al pubblico con ironia, ma lasciando spunti di riflessione. In questo caso l'argomento è la fede con le sue difficoltà e conseguenti ipocrisie, ma sullo sfondo di una commedia romantica sui generis che funziona per la chimica tra lo stesso Pif e la sua compagna di avventura Giusy Buscemi. Bravo anche Carlos Hipólito nei panni del confidente Papa.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
5.0/5

Perché ci piace

  • La capacità di Pif di essere leggero e ironico, ma far riflettere lo spettatore. In questo caso sulla fede.
  • L'intesa tra il protagonista e la brava Giusy Buscemi, ma tutto il cast funziona.
  • I dolci siciliani!

Cosa non va

  • Lo stacco tra la prima e la seconda parte non è fluidissimo.