Blood, la recensione: un horror sull'amore di una madre pronta a tutto

In Blood, Michelle Monaghan veste i panni di una donna il cui figlioletto, morso da un cane rabbioso, comincia a manifestare sintomi di un inspiegabile vampirismo. Su Rai4 e RaiPlay.

Blood: i protagonisti

L'infermiera Jess Stokes è una madre in via di separazione che ha appena riottenuto la custodia dei figli Tyler e Owen, determinata a lasciarsi alle spalle un periodo difficile. Nella speranza di ricominciare davvero da zero e ricostruire un fragile equilibrio familiare, si trasferisce con i bambini nella vecchia fattoria di famiglia, immersa nelle brulle e desolate campagne dell'Illinois. Una dimora isolata, lontana dai centri abitati e da qualsiasi forma di vita sociale, ma allo stesso tempo l'unica soluzione finanziariamente sostenibile per una donna che deve fare i conti con risorse limitate.

Terrore Puro In Blood
La mutazione ha inizio in Blood

In Blood, pochi giorni dopo il loro arrivo nella nuova casa, il cane di famiglia fugge improvvisamente nei boschi circostanti. L'animale fa ritorno soltanto qualche notte più tardi, visibilmente alterato e in preda ciò che sembra una violenta forma di rabbia, finendo per aggredire il piccolo Owen e morderlo al collo. Salvato per miracolo, il bambino inizia però a sviluppare una misteriosa e inquietante infezione che altera progressivamente il suo comportamento, portandolo a nutrirsi esclusivamente di sangue umano. Jess decide di nascondere quella scoperta terrificante a chiunque, anche alle autorità e ai medici, ma ben presto la dipendenza del figlio rischia di diventare sempre più difficile da controllare, oltre che impossibile da celare.

Blood: sangue chiama sangue. La trama

Il film richiama per certi versi un grande classico dell'horror del nuovo millennio come Lasciami entrare (2008) - continuiamo a preferire l'originale svedese rispetto al pur notevole remake in lingua inglese - con qualcuno che arriva a compiere l'indicibile, pur di garantire la sopravvivenza della persona che ama più di ogni altra cosa al mondo. In Blood quello che inizialmente appare come un dramma domestico dai toni realistici scivola gradualmente verso un territorio sempre più oscuro e sovrannaturale.

Un Immagine Di Blood
Blood: un'immagine del film

La parola vampiro non viene mai pronunciata esplicitamente nel corso della storia, ma è esattamente ciò che Owen sembra lentamente diventare, e il pubblico non impiegherà molto tempo a comprendere la scelta disperata di questa madre. Jess, travolta dalla paura di perdere nuovamente il figlio, si ritrova progressivamente trasformata anche lei. Intrappolata tra un istinto materno primordiale e la consapevolezza terrificante di stare smarrendo la propria umanità, la donna scivola verso una spirale sempre più tetra. Il racconto procede fino a un punto di rottura che incupisce ulteriormente i toni della narrazione, destinata apparentemente a un unico epilogo possibile, anche se la scena inserita tra i titoli di coda apre comunque a nuove - per quanto prevedibili - suggestioni narrative.

Recensione The Babadook (2014) Recensione The Babadook (2014)

I volti dell'orrore: le metafore del film

Brad Anderson, regista noto agli appassionati di cinema di genere per aver firmato due horror psicologici diventati cult come Session 9 (2001) e L'uomo senza sonno (2004), prova anche in questo caso a mantenere un delicato equilibrio tra realismo drammatico e tensione. Tuttavia la sceneggiatura - non scritta da lui, va sottolineato - rimane spesso in superficie, senza riuscire a scavare davvero nei non detti e nelle implicazioni più profonde della storia. La metafora della dipendenza, che sulla carta risulta particolarmente interessante anche per i risvolti legati al passato della protagonista, non viene sviluppata fino in fondo, mentre la narrazione risulta a tratti più pesante e meno incisiva di quanto ci si potrebbe aspettare.

Michelle Monaghan In Una Scena Di Blood
Michelle Monaghan madre disperata

A sostenere il film è comunque l'intensa interpretazione di Michelle Monaghan, capace di restituire con credibilità il tormento interiore di questa madre disperata. L'attrice riesce a trasmettere tutta la fragilità e la determinazione di una donna pronta a tutto, anche ad abbracciare il lato più oscuro di sé stessa, pur di salvare l'erede e compensare quelli che percepisce come errori e colpe del passato. In questo senso, la tragedia che travolge Jess assume anche il significato simbolico di un'ultima possibilità per tentare di ricostruire i cocci di un nucleo familiare ormai profondamente segnato.

Un film dal poco mordente

Le cause autentiche del Male che si cela dietro gli eventi del film vengono soltanto accennate, lasciando volutamente spazio all'interpretazione dello spettatore. Blood suggerisce infatti l'esistenza di una mitologia più ampia che, però, rimane sostanzialmente inesplorata. Questa ambiguità narrativa, chiaramente calcolata, rischia di lasciare molti spettatori con una sensazione di incompiutezza e con un certo amaro in bocca.

Una Scena Di Blood
Blood: una scena del film

Ciò che ilm film perde in solidità strutturale lo recupera tuttavia sul piano dell'atmosfera, con un'inquietudine costante e palpabile lungo tutto il racconto, e quando si verificano gli eventi più traumatici la tensione cresce ulteriormente, rendendo l'insieme ancora più disturbante. Il sangue scorre a fiotti - sia quello degli animali, sia quello umano - ma non in una chiave splatter. Anzi agli antipodi, sotto una dimensione molto più perturbante, dove l'angoscia si avviluppa lentamente intorno ai personaggi e a chi assiste al loro inferno in terra, tra chi il sangue lo necessita per fame e chi lo versa per amore.

Conclusioni

Un vampirismo carnale e sovrannaturale che finisce quasi per assumere una dimensione psichica, dal momento che a mutare non è soltanto il piccolo e sfortunato protagonista, vittima inconsapevole di una maledizione ancestrale, ma anche sua madre - una straordinaria Michelle Monaghan - disposta a oltrepassare qualsiasi limite pur di placare quella fame sempre più incontrollabile. Blood è un horror che affonda le radici nel disagio familiare, nei vuoti affettivi da colmare e nei segreti che si scelgono di nascondere pur di proteggere chi si ama. La metafora alla base del racconto rischia però a tratti di diventare fin troppo esplicita, appesantendo la narrazione con passaggi didascalici e soluzioni narrative talvolta gratuite.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Un'ottima Michelle Monaghan, alle prese con un personaggio respingente.
  • Atmosfera a tratti decisamente angosciante...

Cosa non va

  • ...altrove non priva di cadute di tono.
  • La miccia sovrannaturale rimane inesplorata.