Il plot
Il team S.H.I.E.L.D. è a Greenwich subito dopo gli eventi visti alla fine di Thor: The Dark World, impegnati in una missione di... pulizia. Dopo il titanico scontro con gli Elfi Scuri occorre infatti assicurarsi che niente di potenzialmente alieno (e pericoloso) sfugga al controllo e causi altri danni. Ironia della sorte vuole che proprio un artefatto asgardiano diventi fonte di problemi, ma l'oggetto in questione viene ritrovato ben nascosto in una foresta norvegese, dove una coppia recupera un bastone metallico da un tronco millenario.
Toccare questo bastone conferisce una forza sovrumana e grazie a questo la donna abbatte facilmente una guardia forestale per poi mettere a ferro e fuoco il centro di Oslo. Il team inizia ad indagare e scopre che i due sono a capo di un violento culto neopagano, diventati particolarmente attivi dopo il "ritorno" degli asgardiani. Per scoprire il mistero dietro il bastone Coulson contatta un esperto di mitologia nordica, il professor Eliot Randolph (la guest star Peter MacNicol). Randolph rivela agli agenti che il bastone è uno dei tre pezzi del "Bastone del Berserker", un'arma lasciata sulla terra da un antico soldato asgardiano che aveva deciso di stabilirsi sul nostro mondo e vivere in pace. Per questo, il soldato aveva spezzato il bastone in tre parti e le aveva nascoste in varie parti d'Europa. Grazie alle indicazioni del professore, il team raggiunge una chiesa a Barcellona dove, con loro grande sorpresa, lo stesso professor Randolph li ha preceduti. Ward tocca il bastone e viene così posseduto dalla furia del Berserk, che fa riaffiorare un trauma infantile particolarmente doloroso e intenso. Randolph fugge, ma viene intercettato dai neopagani che riescono a recuperare anche il secondo frammento. A bordo del Bus, viene fatta un po' di luce: Randolph è in realtà un asgardiano, proprio quel soldato di cui parla la leggenda. In realtà era solo un modesto muratore, arruolatosi per poter cambiare vita e che, una volta sulla Terra, ha disertato, preferendo godersi la pace e la bellezza del nostro mondo. Ma ora che i neopagani stanno per mettere le mani sull'ultimo pezzo del bastone, Randolph e la squadra di Coulson dovranno unire le forze per impedire una catastrofe. Come se la situazione non fosse già abbastanza critica, inoltre, Ward è ancora sotto l'influsso del Bastone del Berserk, e i suoi scatti di ira sono sempre più difficili da tenere a freno.
Cosa ci è piaciuto

-
Ward. Il tronco di legno non è uno dei nostri personaggi preferiti, ma in questa puntata sono riusciti a dargli spessore e caratterizzazione. Il trauma infantile (che sembra anche bello bastardo), il disperato, eroico tentativo di autocontrollo e, soprattutto, lo svelamento del suo lato più rissoso e insofferente... alla fine ci si rende conto che il suo lato più sincero e pericolosamente umano è anche quello più intrigante, almeno dal punto di vista narrativo.
-
May: incredibile come una caratterizzazione "in sottrazione", fatta di pochissime battute, sguardi intensi e pose d'effetto, abbia reso Cavalleria May il personaggio più kick-ass dello show (e non solo). Le bastano una dozzina di secondi per stendere i cattivoni, riunire il Bastone del Berserk e domare il suo potere. Wow. Ora però urge una puntata dedicata a lei. Vi prego.
-
May & Ward. Finale di puntata. Uuuh.
-
Tahiti. "Did I fall asleep?" "For a little while..." Dove l'ho già sentita, questa? (Indizio: c'entra una casa di bambole...)
Cosa non ci ha convinto

-
Mostro della settimana. La struttura narrativa del "monster/artifact of the week" è datata e, alla lunga, stancante. Soprattutto in uno show che può fare affidamento su una mitologia consolidata ed in continua espansione come il Marvel Cinematic Universe. Allo stato attuale, visto che ormai i personaggi e le loro relazioni iniziano ad essere ben delineati, che l'antagonista principale e la sovrastruttura S.H.I.E.L.D. da cui i nostri eroi si distaccano sono stati presentati, uscire da questa impasse è la sfida maggiore dello show.
-
Simmons. L'avevamo già detto "petulante"? Sigh.
Note a margine
-
A different road. Il temuto quanto atteso cross-over con il nuovo lungometraggio Marvel poteva essere un'arma a doppio taglio per lo show, con il concreto rischio di risultare solo un mega-spot per il film o, peggio, di privare AoS della sua autonomia ed identità narrativa. Ma la strada intrapresa è stata del tutto diversa e sorprendentemente la mossa, per quanto azzardata, si è rivelata vincente. Fedeli alla linea dello show ambientato "ai margini" dell'Universo Marvel, su quello che succede una volta che i pezzi grossi hanno finito di radere al suolo le città, questa puntata si concentra su due elementi: i contraccolpi per così dire "minori" del ritorno degli Asgardiani sulla Terra, e un maggiore approfondimento psicologico di Ward. Che, francamente, ne aveva un gran bisogno. A questo gli autori hanno aggiunto una figura realmente sorprendente ed interessante come il professor Randolph che, con i suoi scambi con Coulson, diventa l'incarnazione perfetta dell'identità di AoS rispetto ai blockbuster-movie: Randolph non è di certo Thor, è piccoletto, modesto, simpatico più che eroico, ma alla fin fine si è ritagliato il suo spazio e... funziona.
-
Trivia of the week. Il regista dell'episodio è Jonathan Frakes, ovvero il "Numero Uno", William Ryker di Star Trek: The Next generation, ormai stabilmente passato dietro la macchina da presa.
What's Next
Ratings in aumento, anche se di poco. Merito del film o del fatto che lo show ha finalmente iniziato a ingranare? Lo scopriremo solo dopo le prossime due o tre puntate, sperando che nel frattempo gli autori capitalizzino la presenza di Thor: The Dark World nelle sale.
Movieplayer.it
4.0/5