Divertente, tecnicamente superbo e ricco di trovate e spunti geniali, il nuovo film della Laika prosegue la strada di qualità impostata con Coraline e ParaNorman e propone un interessante mix di tecniche dal risultato originale.
Dramma storico che Fatih Akin tenta di caricare di una dimensione epica, The Cut soffre forse della poca dimestichezza del regista con tale registro; la messa in scena è corretta ma anche eccessivamente piana, e l'emozione finisce per latitare.
Una bufera si abbatte sulla Mostra del Cinema per punire gli accreditati al festival. Tra chi torna a casa completamente fradicio e chi si ritrova in autobus con la Gainsbourg, c'è tanto da raccontare. E non finisce qui, seguiteci perchè aggiorneremo il nostro diario fino a stasera.
Il quatro film di Saverio Costanzo racconta la storia di un uomo e una donna che si incontrano per caso a New York e si innamorano. Quando lei resta incinta, qualcosa scatta nella sua testa. Il piccolo che porta in grembo è un 'bambino indaco', protetto da un'aura speciale, e farà di tutto per proteggerlo. Fino alle estreme conseguenze.
Affascinante, impegnato e poliglotta, il bel Viggo rievoca l'esperienza nel deserto algerino per raccontare un paese che cambia insieme al regista David Oelhoffen.
Un episodio anomalo, che fa un passo indietro per mostrarci alcuni dei personaggi nella giornata precedente alla sparizione di massa.
Il regista turco-tedesco ci racconta la sua urgenza artistica di raccontare il genocidio armeno e le minacce che ha già ricevuto per via del tema scottante.
Il nostro incontro con il regista capitolino di nuovo in lizza per il Leone d'Oro con un film liberamente tratto dal romanzo di Marco Franzoso, Il bambino indaco, storia di una coppia profondamente trasformata dalla nascita del primo figlio; "Volevo guardare a questi tre personaggi con dolcezza e tenerezza e riuscire a guardare me stesso, nel ruolo di padre, in maniera meno giudicante e con passione", ha detto l'autore.
Gli ingredienti dell'ultima produzione di David Gordon Green, in Manglehorn, sono tutti presenti. L'attenzione ai luoghi e al paesaggio, gli squarci lirici, la splendida fotografia, l'ironia che permea l'opera di Green, le composizioni delicate ed evocative degli Explosions in the Sky e David Wingo.
Cosa ci aspetta oggi a Venezia? E' tutto da scoprire, seguite la nostra 71esima Mostra del Cinema tra segnalazioni, riflessioni semi-serie, aggiornamenti fino a tarda serata, foto e altro ancora. Per chi vuole vivere il Festival dietro le quinte insieme a noi!
Il nostro incontro con la doppiatrice americana di Dora l'esploratrice, a Venezia per Before I Disappear, lungometraggio de Le giornate degli autori tratto dal corto vincitore di Oscar Curfew, da lei stessa interpretato.
Prodotto da Ulrich Seidl e co-diretto dalla moglie Veronika Franz con Severin Fiala, Goodnight Mommy è un film da brividi, un horror sensoriale presentato nella sezione Orizzonti della 71ª Mostra di Venezia, incentrato sul rapporto conflittuale che si instaura tra due gemellini e la loro madre, tornata a casa dopo un intervento di chirurgia plastica che non l'ha cambiata solo fisicamente ma anche emotivamente, tanto da renderla irriconoscibile.
La star, protagonista assoluta della giornata, riflette sulle differenze tra le grandi produzioni hollywoodiane a cui è abituato e il cinema libero ed emozionale di David Gordon Green.
Nove grandi registi di differenti nazionalità si confrontano con il tema della religione, del rapporto fra l'essere umano e la dimensione trascendentale e del dialogo con Dio, attraverso nove cortometraggi che rappresentano un ideale "viaggio intorno al mondo".
Traendo spunto da un romanzo di Philip Roth, Barry Levinson confeziona un film che vuole essere una riflessione sull'arte del recitare, sui confini tra palcoscenico e vita e sulla natura della percezione: ma a farsi ricordare, soprattutto, è l'interpretazione virata al grottesco (un po' autoreferenziale) del protagonista Al Pacino.
Dal corto vincitore di Oscar, Shawn Christensen sviluppa la storia emozionante di una famiglia che si ritrova e di una vita che ne è cambiata.
Cast al completo per presentare l'opera prima di Michele Alhaique immersa in una Roma criminale e interpretata da Ninetto Davoli, Adriano Giannini, Greta Scarano e Claudio Gioè.
In modo analogo a quanto accade nel film, l'attore è stato assoluto protagonista nella presentazione alla stampa della prima delle due opere con cui è presente al Lido; mettendo quasi del tutto in ombra un Barry Levinson che ha ritagliato, per sé, gli ultimi minuti dell'incontro.
Un uomo si innamora all'istante di una sconosciuta che poi perde di vista; ripiegherà, senza saperlo, sulla sorella della donna e metterà la sua vita a repentaglio in una situazione claustrofibica. L'amore secondo Jacquot, in concorso a Venezia 71, è un sentimento mellifluo e inappagante.
In lizza per il Leone d'Oro, il film dell'autore francese è un giro di valzer tra cuori feriti, uomini e donne che si incontrano, si amano e si perdono di vista; 'Non è sbagliato vedere nel film i grandi melodrammi di Hollywood. Più John Stahl e Leo McCarey che non Douglas Sirk, però. In ogni caso, c'è chi ha voluto vederci anche Francois Truffaut, ma sono solo congetture', ha spiegato Jacquot.
I fratelli Safdie continuano il loro percorso di cineasti indipendenti e fortemente radicati nella loro città, New York, questa volta portando sullo schermo la storia vera di una ragazza tossicodipendente che ha vissuto per anni sull'orlo del baratro.
Dal primo settembre su Fox il thriller Crisis: Gillian Anderson e Dermot Mulroney insegnano allo spettatore che anche i peggiori villain sono disposti a qualsiasi sacrificio per l'incolumità dei propri figli.
Una coppia di Zagabria viene colpita dal dolore più grande, la perdita del figlio. Da quel momento inizia per loro un percorso infernale fatto di burocrazia e porte chiuse in faccia. La vendetta "solitaria" sembra essere l'unica soluzione. Ecco come Ognjen Svilicic racconta la Croazia di oggi, una nazione relativamente "giovane", vittima di vecchie deformazioni.
L'irresistibile fascino della commedia brillante garbata e arguta torna al Lido di Venezia con Bogdanovich e il suo protagonista Owen Wilson.
Seguite la quarta giornata della Mostra di Venezia insieme a noi: un diario semi-serio aggiornato fino a tarda serata sul nostro Festival. Un'avventura che potrebbe riservare grandi sorprese.
L'intricata spy-story firmata da Alfred Hitchcock arriva in alta definizione con un video buono ma non esente da difetti. Discreto l'audio, buoni gli extra.
E' così. Questo è (ahinoi) il genere di film che Woody Allen non sa più fare. E così dopo ben dodici anni di assenza dal grande schermo dietro la macchina da presa ci ha pensato Peter Bodganovich, regista che negli anni '70 ha donato nuova linfa al cinema omaggiando grandi classici degli anni '30 e '40, a regalarci un gioiellino di commedia.
Il maestro statunitense, primo documentarista a vedersi assegnato il Leone d'Oro alla Carriera, ha incontrato la stampa presente al Lido per parlare del suo lavoro, del suo rapporto col cinema, e dei suoi futuri progetti.
L'appassionato Ramin Bahrani ringrazia i due straordinari interpreti del suo film dedicato a Roger Ebert incitando i giornalisti a sostenere il potere dell'arte.
Ritorna al documentario il cineasta austriaco Ulrich Seidl che con questo lavoro esamina in maniera spietata cosa si nasconde nelle cantine delle case rispettabili e sono storie che difficilmente possono lasciarci indifferenti.
In concorso a Venezia 71, il film del regista romano, tratto dal romanzo di Giocchino Criaco, racconta la profonda crisi di tre fratelli di una cosca calabrese; "La faida è intorno a loro, ma la guerra che combattono è interna. Ho accantonato l'immaginario classico delle pellicole dedicate ai criminali e semplificare il racconto", ha detto l'autore in conferenza.
Che fine ha fatto il moderno sogno americano? Bruciato in pochi click con il crollo delle borse e con lo scandalo dei mutui subprime. Con la sua opera feroce, Bahrani provoca malessere fisico mostrando gli effetti della speculazione sui cittadini condannati a perdere la propria casa.
Film di apertura della Settimana della Critica di Venezia 71, e già acquistato per l'Italia da Microcinema che lo porterà presto in sala, l'opera prima di Nima Javadi è un "thriller dell'anima" che colpisce a fondo ed un esempio perfetto di quello che il nuovo straordinario cinema iraniano è diventato in questi ultimi anni.
La star di The Vampire Diaries ha presentato al Lido il film di cui è coprotagonista, Before I Disappear, raccontando qualcosa di sé e le sue passioni.
Tre fratelli calabresi, con visioni differenti della vita, si ritrovano dopo mesi di silenzio per fronteggiare una crisi familiare che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla loro esistenza; Munzi adatta per il cinema il romanzo di Giocacchino Criaco, consegnandoci il ritratto desolante di un'umanità ferita dalla violenza della criminalità.
Seppur con tutti i difetti del caso, il film riproduce un pizzico della magia del cinema e anche se non riesce mai a decollare, in uno struggente monologo finale ci ricorda che la nostra fragilità è la stessa della straordinaria galleria di outsider chapliniani.
Dopo la proiezione, alla settantunesima Mostra del Cinema di Venezia, del suo sconvolgente documentario The Look of Silence, abbiamo incontrato Joshua Oppenheimer per alcune considerazioni sul suo film e sui drammatici eventi che racconta.
Il film di Peter Chan, presentato fuori concorso al Lido, trae spunto da un recente fatto di cronaca per narrare l'odissea di due genitori che si sono visti rapire il figlio di tre anni; il loro dramma si intreccia, in una prospettiva priva di manicheismo, con quello dell'incolpevole "madre" adottiva del bambino.
La terza giornata della 71esima Mostra del Cinema di Venezia raccontata attraverso un diario semi-serio, il Festival raccontato attraverso un punto di vista diverso, come se foste qui con noi. Seguiteci!
Ecco il nostro incontro con l'autore sudcoreano che ci presenta la sua ultima opera, il durissimo One on One, e ci rivela il tormento interiore che lo spinge a produrre arte per placare il suo animo inquieto.
Primo film in concorso nella categoria Orizzonti alla 71ª Mostra del Cinema di Venezia, La vita oscena è il quinto film diretto da Renato De Maria, un'opera coraggiosa che porta sul grande schermo la poetica e dolente autobiografia dello scrittore e poeta Aldo Nove.
Un terzo episodio coeso ed equilibrato ci introduce a uno degli elementi inevitabili del conflitto tra la "donna del futuro" Claire Beachamp e la Scozia del 1743, in cui è stata misteriosamente catapultata.
Presentato il film di Renato De Maria ispirato al romanzo autobiografico di Aldo Nove, il racconto del percorso autodistruttivo di un adolescente dedito ad eccessi di ogni tipo; 'Sono stato rapito dalla bellezza della lingua e dal coraggio di Aldo. Non pensavo potesse mai uscirne un film, ma valeva la pena provarci', ha raccontato De Maria.
Storie, come dice il titolo, che si intrecciano per raccontare una realtà iraniana con problemi che vanno al di là dei confini ed appaiono universali.
Seguito ideale del precedente The Act of Killing (ma pensato precedentemente a quest'ultimo) il documentario di Joshua Oppenheimer torna a raccontare, alternando i punti di vista di vittime e carnefici, una delle più sconvolgenti tragedie rimosse della storia dello scorso secolo.
Dopo la nostra prima giornata di Venezia71 - tra furti accidentali, proteste e allarmi antincendio - ci prepariamo alla seconda con rinnovato entusiasmo e sprezzo del pericolo. Cosa ci aspetta oggi?
L'interessante film di Frédéric Fonteyne che ottenne una menzione speciale a Venezia 2012, è approdato in homevideo con un ottimo video. Meno convincente l'audio, deludenti gli extra.
Alberto Barbera raffredda le polemiche sulla decadenza della mostra e sull'assenza di titoli di richiamo internazionale dedicando due sedie vuote all'iraniana Mahnaz Mohammadi e all'ucraino Oleg Sentsov, entrambi oppressi dai governi dei loro paesi.
Il film - che torna in sala l'8 e 9 giugno - offre un ritratto commovente, divertente ed eccentrico e, come nella migliore tradizione del cineasta di Bilbao, fuori da ogni schema, che ci restituisce senza pietismi né ruffianeria l'immagine di un uomo prima che di un campione sportivo, di un calciatore anziché di una 'figurina'.
L'apertura della Mostra del Cinema ha coinciso con l'esordio nella commedia di Alejandro Gonzalez Iñárritu: nell'affollata conferenza stampa di presentazione, il regista ha introdotto il film insieme a parte del cast, tra cui spiccano i protagonisti Micheal Keaton ed Edward Norton.