Poseidon

2006, Azione

Wolfgang Petersen presenta Poseidon

Il regista è a Roma per presentare il suo nuovo, scintillante disaster movie, remake del classico del '72

Luciana Criscuolo

In occasione della conferenza stampa di Poseidon, tenutasi alla Casa del Cinema di Roma, abbiamo incontrato il regista del film Wolfgang Petersen e alcuni degli interpreti quali Kurt Russell, Josh Lucas, Mia Maestro, Jacinda Barrett, Mike Vogel e Emmy Rossum.
Petersen ha aperto la conferenza ricordando due suoi precedenti lavori che avevano sempre come soggetto "l'acqua": Das Boot e La tempesta perfetta, per il primo dei quali ha ottenuto la candidatura agli Oscar del 1981 per la regia e la sceneggiatura.

Come mai affronta per la terza volta un tema "acquatico"? Wolfgang Petersen: Forse perché sono cresciuto in Germania dove ho potuto vedere la potenza sorprendente dell'acqua. L'immenso potere dell'acqua è affascinante ma vi prometto che questa è l'ultima volta che ne parlo. Tutto è stato reso in modo molto realistico, gli spettatori dovevano dimenticare Hollywood e vedere solo la tragedia.

Titanic ha in parte influenzato il suo film? Wolfgang Petersen: Titanic è un gran film ma la storia è diversa. Lì c'è una storia d'amore, nel mio c'è una storia corale, poi Titanic ha già nove anni, ora ci sono più effetti speciali.

Ne La tempesta perfetta i personaggi sono più caratterizzati perché si tratta di una storia vera, in Poseidon la coralità li ha resi meno caratterizzati, quindi la differenza è negli effetti speciali? Wolfgang Petersen: Gli effetti speciali sono importanti, tutta la prima sequenza si basa su questi ma tutto è reso in modo molto realistico e umano.

Kurt Russell: Ogni regista lavora in modo differente ma Wolfgang da al film un tono di sensibilità che è difficile trovare altrove. Io ho lavorato in molti film, ho fatto questo film proprio perché volevo lavorare con lui, lo ricordavo dai tempi di Das Boot.

Perché ha scelto questa situazione claustrofobia per raccontare una metafora della vita? Wolfgang Petersen: Avevo la sensazione che ci fosse nel mondo una paura generale dopo 11 settembre, la gente è molto preoccupata così ho voluto trasformare un film degli anni '70 in una paura odierna. Le catastrofi colpiscono la gente comune, queste persone si divertono e nel giro di pochi attimi tutto cambia, tutto si capovolge, il soffitto diventa il pavimento, tutto è sottosopra e la cosa importante è sopravvivere. Poi la cosa di cui sono più orgoglioso è il cast.

Mia Maestro: In questi film si sa che gli effetti speciali sono importanti ma renderli in modo così realistico ha avvicinato la gente.

Josh Lucas: Questo film si è basato molto anche sugli sguardi, sulle cose non dette

Jacinda Barrett: Sono d'accordo. E' sul set che si sono sviluppati i personaggi. Wolfgang ci ricordava ogni giorno le scene precedenti e ci lasciava spazio per l'improvvisazione.

Mike Vogel: Alla volte è stato come una reazione spontanea di fronte agli eventi.

Quale è stato il rapporto delle attrici con un film così maschile? Emmy Rossum: Io ero spaventata, volevo dimostrare che le donne sono all'altezza degli uomini, sanno affrontare gli stessi rischi.

Jacinda Barrett: Eravamo tutti allo stesso livello, non ho mai avuto la sensazione che ci fossero differenze tra uomini e donne.

Mia Maestro: Le scene sono state dure per tutti, è questa la bellezza di un film corale.

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