Below

2002, Fantascienza

Recensione Below (2002)

Il soggetto di Below nasce dalla fervida fantasia di Darren Aronofsky, che ha dovuto però abbandonare il progetto nelle braccia di qualcun altro per realizzare il suo capolavoro Requiem for a Dream.

Federico Gironi

Un thriller che non emerge

Bisogna essere onesti: recandoci alla proiezione di Below, eravamo davvero pieni di aspettative. D'altronde, queste erano legittime, considerando che il film nasce dall'incontro tra due delle personalità più interessanti del cinema indipendente americano: il Darren Aronofsky regista e sceneggiatore di film inquietanti e bellissimi come Pi -il teorema del delirio e Requiem for a Dream, e quel David Twohy che nel 2000 ha diretto Pitch Black, b-movie di fantascienza cupo e claustrofobico che si è attirato consensi in tutto il mondo.
Il soggetto di Below nasce infatti dalla fervida fantasia di Aronofsky, che ha dovuto però abbandonare il progetto nelle braccia di qualcun altro proprio per realizzare il già citato Requiem for a Dream. E quel qualcuno era Twohy, regista quindi di un film che il nostro Darren ha voluto comunque produrre e co-sceneggiare.

La trama è in effetti abbastanza originale: un sommergibile americano durante la II Guerra Mondiale riceve l'ordine di recuperare 3 sopravvissuti al naufragio di una nave ospedale britannica. Uno di loro è una donna, e si sa, per i lupi di mare le donne a bordo portano sfortuna. Sfortuna che arriva puntuale: braccato da un cacciatorpediniere tedesco, il vascello non riesce più tornare in superficie per far scorta di ossigeno. E contemporaneamente accadono strani incidenti, si odono rumori inquietanti e alcuni sono testimoni di orrende apparizioni. Che il tutto sia legato ai naufraghi recuperati? O invece allo strano incidente che ha ucciso poco prima il comandante del battello?

Pur ricordando un po' nella storia quel prodotto terrificante - e in questo caso,pur trattandosi di un horror, NON è un complimento - che è stato Nave fantasma - Ghost Ship, va riconosciuto che Below è decisamente originale ed effettivamente inedito nel tentativo di ibridare in un'unica pellicola gli elementi tematici e gli stilemi tipici del film di sommergibili con altri provenienti invece dal thriller di stampo sovrannaturale. Il nodo del film è appunto tutto racchiuso nel dilemma che attanaglia i protagonisti: quello che avviene a bordo del sommergibile è realmente qualcosa di sovrannaturale o si tratta solo di suggestioni causate da una serie di strane coincidenze?
Una domanda che però non riesce ad intrigare fino in fondo gli spettatori, visto che il film - pur ben realizzato dal punto di vista tecnico - non sempre riesce mantenere viva la suspense e l'attenzione, e il colpo di scena che verso la fine getta luce sulla relazione tra l'equipaggio del sommergibile e i naufraghi non è poi così sorprendente come si vorrebbe.

Le ambiziose premesse del progetto - Twohy ha addirittura parlato del tentativo di realizzare un "noir sottomarino" - non sempre quindi sono sostenute e supportate dalla realizzazione pratica. L'andamento narrativo sembra quasi ricalcare le difficoltà del sottomarino: come questo affronta problemi su problemi, che gli impediscono volta dopo volta di arrivare in superficie, così il film procede a strappi, stentando costantemente ad ottenere il suo risultato primario, quello di suscitare prima e di mantenere poi la curiosità e la tensione in chi guarda. E per quanto il regista si sia sforzato di evitare la caduta negli stereotipi dei due generi prima citati, non sempre è riuscito nell'operazione, specie per quanto riguarda il lato "film di sommergibili".
Il cast nel suo complesso svolge con dignità il suo dovere, e curiosamente le caratterizzazioni dei personaggi secondari e le prove dei loro interpreti sono superiori a quelle offerte dai protagonisti principali, a partire dal poco espressivo Matthew Davis passando per una scarsamente incisiva Olivia Williams, arrivando ad un Bruce Greenwood che commette il solo errore nel cadere a tratti nella macchietta. Ma Twhoy in fondo sembra più interessato a caratterizzare e a dare personalità gli ambienti attraverso l'uso della luce e delle ombre e dei suoni interni ed esterni al sottomarino che non ad studiare i suoi protagonisti.

Below è un film irrisolto, che non è riuscito a giungere a quel perfetto punto di sintesi tra estetiche e tematiche differenti cui mirava arrivare, originale solo nello spunto e non nello svolgimento. Anche depurato da tutto questo, il film di Twohy comunque non mantiene le aspettative che aveva suscitato: è un thriller di media fattura, non particolarmente inquietante o spaventoso, buono forse per una serata disimpegnata fatta di pizza e birra.
Ci rimane solo un dubbio: come sarebbe stato il film nelle mani di quell'Aronofsky che l'ha originariamente ideato?

Recensione Below (2002)
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