Star Wars: Il risveglio della saga e la Forza della nostalgia

E' arrivato il momento di svelare - senza spoiler - le nostre impressioni a caldo sul film più atteso dell'anno. Bentornati a casa!

Star Wars: Il risveglio della saga e la Forza...
Star Wars: Il risveglio della forza

2015 – Fantascienza
3.9 3.9

Tanto tempo fa, in un cinema lontano lontano, faceva il suo esordio un film su cui pochi, pochissimi avevano scommesso, un film che il suo ideatore e regista George Lucas era riuscito a realizzare con enormi sforzi ed una visionarietà che probabilmente non ha più avuto eguali. Il successo strabiliante di Guerre stellari nel 1977 è qualcosa di inimmaginabile oggi, perché non si trattò soltanto di grandissimi incassi o della nascita di una vera e propria saga dall'impatto anche culturale immenso, ma di uno tsunami che investì Hollywood, si allargò in tutto il mondo e cambiò per sempre il panorama cinematografico di molti e molti anni a venire. Per esempio dire che, nel bene o nel male, gran parte del cinema fantastico degli anni '80 non avrebbe mai visto la luce senza il lavoro di Lucas non è certamente un'esagerazione.

Fare un film nel 2015 e poter pensare di poter ottenere un risultato anche lontanamente simile è assolutamente impensabile, d'altronde la trilogia prequel di Lucas sul finire degli anni '90 lo ha dimostrato chiaramente. I tempi sono cambiati, il cinema è andato avanti e gli spettatori di una volta sono cresciuti. Eppure, come abbiamo già detto in altre occasioni, questo Star Wars: Il risveglio della forza non è un film come tanti altri, ma un sequel che più di qualsiasi altro film rappresenta la volontà, anzi la necessità del cinema hollywoodiano di guardarsi alle spalle e di rigenerare filoni solo apparentemente consumati, cercando di restituire al pubblico quella sensazione di magia che sembra aver ormai perduto.

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Star Wars: Il risveglio della forza, una scena del film

Allo stesso modo, cercare nel 2015 un novello George Lucas non ha alcun senso, soprattutto nel momento in cui è stato Lucas stesso a rinnegare più volte l'origine più artigianale della saga, cercando costantemente di aggiornarla e "migliorarla". Così facendo, Lucas ha tolto molto di quell'alone magico ai ricordi di coloro che con la trilogia classica erano cresciuti e ha semplicemente confuso le idee di quelli che, invece, a questi film così amati e chiacchierati volevano avvicinarsi per la prima volta.

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Star Wars: Il risveglio della forza, il casco di Darth Vader in una scena del film

Per rilanciare la saga serviva, quindi, un regista che avesse nel cuore e negli occhi quella stessa magia che per quasi 40 anni ha continuato ad ammaliare uomini e donne di ogni età, persone che, come dicevamo, sono andate avanti con la loro vita ma non hanno mai dimenticato la prima volta che è comparso il logo di Star Wars sullo schermo e che hanno ascoltato le note di John Williams. La prima volta che hanno visto Darth Vader. La prima volta che hanno sentito parlare della Forza.

"è vero, è tutto vero"

Lucas, io sono tuo figlio!

Star Wars: Episode VII - La prima immagine di J.J. Abrams sul set di Abu Dhabi

La scelta di J.J. Abrams come primo regista per questo nuova trilogia ha sollevato all'inizio qualche perplessità, ma soprattutto entusiasmo, soprattutto per il suo status di fan storico della saga. Le immagini presenti nei vari trailer che si sono susseguiti non hanno fatto altro che confermare le buone sensazioni di chi si era detto molto fiducioso, ed ora che il film finalmente l'abbiamo visto possiamo dirlo con assoluta certezza: Abrams è riuscito a realizzare un blockbuster moderno che rimane fedele allo spirito della trilogia originale in tutti i suoi aspetti, oltre che un film piacevolissimo e dal grande ritmo.

Quello che risalta di più è la bellezza di alcune immagini e la cura dei tanti dettagli: i vari pianeti che vediamo nel film sono suggestivi e spettacolari ma comunque coerenti con quelli che già conoscevamo, e lo stesso vale per la grande quantità di creature che popolano la galassia e che, in alcuni momenti, non possono che far ripensare a quegli incredibili incontri che, da bambini, avevamo fatto nella Cantina del primo Guerre stellari o nel palazzo di Jabba de Il ritorno dello Jedi. Inutile, poi, indugiare sulla bellezza di una scenografia storica come quella del Millennium Falcon; difficile dire se sia solo la nostalgia a parlare, ma di certo il risultato è assolutamente all'altezza di quello dei primi film, e, anzi, ancora più incredibile se consideriamo i 32 anni passati dall'episodio VI.

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Star Wars: Il risveglio della forza, una foto dal set con Harrison Ford, John Boyega, Daisy Ridley e Chewbecca
Star Wars: Il risveglio della forza, il temibile e malvagio Kylo Ren in un'immagine tratta dal film

J.J. Abrams non è Lucas, non vuole e non potrebbe esserlo. Checché si possa pensare di Lucas adesso, il creatore della saga è stato un vero visionario, un uomo che ha sempre avuto il coraggio di rischiare e che non si è mai tirato indietro quando c'era da rimettersi in gioco e dimostrarsi sempre più ambizioso, più incontentabile, più desideroso di stupire e stupirsi come fosse un bambino. Il regista de Il risveglio della Forza, e con lui tutta la nuova Lucasfilm/Disney, è l'esatto opposto: decide di rischiare pochissimo ma di capitalizzare al meglio quanto di buono già proviene dalla trilogia originale e di ripartire proprio da lì. Abrams non è quindi l'erede che tutti si potevano aspettare, ma è sicuramente un nuovo punto di partenza perfetto. Abrams è colui che può riportare l'equilibrio nella Forza, quell'equilibrio necessario per ricominciare.

Un risveglio pacato

Star Wars: Il Risveglio della Forza - Gwendoline Christie, Domhnaal Gleeson e Adam Driver in una foto del film

Se da un punto di vista tecnico ci sentiamo di promuovere a pieni voti il lavoro di Abrams che è riuscito a riproporre ed aggiornare lo stile vincente di 40 anni fa, abbiamo invece alcune perplessità sulla sceneggiatura. Dal punto di vista dei dialoghi il film funziona più che bene, evitando lungaggini o spiegoni, ma scegliendo sempre la strada della semplicità e dell'immediatezza e inframezzando il tutto con battute e momenti divertenti tipici da blockbuster ma che non risultano mai forzati o troppo banali; il problema però è la onnipresente sensazione di deja vu - soprattutto per quanto riguarda la struttura narrativa, praticamente identica a quella degli episodi IV e VI - che parte fin dalla primissima scena con alcuni espedienti tipici della saga, ma che cresce col trascorrere dei minuti fino ad avvicinarsi quasi al limite del reboot/remake più che del sequel.

Star Wars: Il Risveglio della Forza - Carrie Fisher e Harrison Ford interpretano Leia e Han

Si tratta ovviamente di un problema che riguarda solo chi ha già visto i film precedenti e non i nuovi spettatori a cui la Disney sembrerebbe volersi rivolgere con una certa decisione, ma è effettivamente un qualcosa che lascia perplessi più sull'operazione in sé che sulla qualità del film stesso: in fondo non è diverso da quanto già fatto da Jurassic World qualche mese fa, con la differenza però che nella saga di Star Wars la scrittura e la mitologia hanno sempre avuto una importanza preponderante rispetto alla componente action, e quindi la formula dei "più denti, più wow" che funzionava più che bene nel film di Trevorrow qui lascia parecchio con l'amaro in bocca, soprattutto a caldo.

Star Wars: Il risveglio della forza, un'immagine di combattimento aereo
Star Wars: Il risveglio della forza, Daisy Ridley e John Boyega in una concitata azione del film

D'altronde è inutile nasconderci, lo sappiamo tutti, nel caso di un film-evento come questo Star Wars: Il risveglio della Forza a condizionare il giudizio sono quasi sempre le aspettative altissime, addirittura vertiginose in questo caso. Noi siamo ancora convinti del fatto che questo episodio numero 7 sia (stato) uno degli eventi cinematografici più importanti di sempre e quindi è giusto ammettere che sì, in effetti ci aspettavamo di più. Ci aspettavamo che ampliasse l'universo che conosciamo e amiamo, che ci proponesse avventure nuove ed originali piuttosto che "semplici" riproposizioni di situazioni già viste, ma è anche vero che, andando oltre l'immancabile - seppure parziale - delusione, siamo perfettamente consapevoli che questo Risveglio è soltanto l'inizio di una nuova trilogia e di una nuova storia, e che se si è scelto di volare basso e osare poco probabilmente non è solo per riavvicinare i fan e creare un nuovo pubblico ancora più vasto, ma anche per gettare le basi di un qualcosa che possa essere più ampio e ambizioso nel prossimo futuro.

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Una nuova, splendida speranza

Star Wars: Il risveglio della forza, Daisy Ridley e BB-8 in una scena del film

Le basi per un futuro davvero roseo non mancano, soprattutto perché le novità introdotte sono comunque significative e di grande impatto. Parliamo ovviamente dei nuovi personaggi, veri protagonisti della nuova trilogia che - sebbene affiancati da veterani del calibro di Harrison Ford, Mark Hamill e Carrie Fisher che ovviamente si prendono applausi a scena aperta al loro arrivo - non solo non sfigurano di fronte alla vecchia guardia ma addiritura riescono a bucare lo schermo come e quanto i loro predecessori. A brillare più di tutti c'è Daisy Ridley, splendida scoperta made in UK che ricorda nei tratti Keira Knightley (anch'essa, in fondo, lanciata da Star Wars ep. I - La minaccia fantasma) ma dai primi piani ben più intensi ed espressivi: ogni singola scena in cui la sua Rey è sullo schermo corrisponde, non a caso, ai momenti migliori del film, non solo per la grazia della sua interprete, ma anche per il fascino del suo personaggio.

Star Wars - Il risveglio della Forza: Rey minacciata da Kylo Ren nel trailer giapponese
Star Wars: Il Risveglio della Forza - Il character poster di BB-8

A seguire c'è il fedelissimo droide BB-8, da oggi nuovo migliore amico dei bambini e non solo: se anche voi siete cresciuti con una passione per R2-D2 sappiate che l'adorabile palla bianco-arancione ne è l'erede perfetto. Qualche parola la dobbiamo spendere anche per uno dei cattivi del film, il Kylo Ren interpretato da Adam Driver, anche se, per ovvi motivi, dobbiamo limitarci nella nostra analisi e tralasciare alcuni aspetti del suo personaggio che forse rappresentano una delle sorprese e novità del film: ma il carisma e la bravura dell'attore sono certamente indubbi e la sua presenza è legata alle sequenza d'azione e di tensione più riuscite dell'intera pellicola. Insieme a Rey, poi, è il personaggio che ha più potenzialità anche per i capitoli successivi.
Buona anche la prova di John Boyega nei panni dello stormtrooper pentito Finn, mentre risultano un po' più sacrificati due attori di grande livello come Oscar Isaac e Domhnall Gleeson, soprattutto perché più legati ad elementi fin troppo classici della saga.
Irriconoscibili invece, quantomeno nella versione doppiata, Andy Serkis e Lupita Nyong'o.

È veramente questo il film che stavamo cercando?

Star Wars: Il risveglio della forza, una scena dal set del film

Probabilmente no, probabilmente non esiste e non esisterà mai il nuovo Star Wars che possa riuscire nell'impossibile: offrire nuove avventure e nuova linfa vitale all'immaginario che popola la nostra mente da quasi 40 anni senza scalfirne la memoria. Soltanto i prossimi anni ci potranno dire se i nuovi personaggi riusciranno ad imbarcarsi in avventure intergalattiche davvero degne del mito da cui provengono, ma quantomeno il film di Abrams ha già avuto l'importante merito di essere riuscito a giocare con la nostalgia, e sfruttarla al meglio. Perché non capita tutti i giorni di poter riabbracciare compagni di una vita come Han, Leia, Luke, quel meraviglioso tappeto ambulante che è Chewbecca o gli indivisibili C-3PO e R2-D2. Ma quando capita, fidatevi, una lacrimuccia è assicurata, perché in fondo quella galassia non è mai stata poi veramente lontana.

Luca Liguori
Redattore
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