Shark

2012, Azione

Recensione Shark (2012)

Un film senza pretese, che rimescola le carte di genere senza offrire alcunché di innovativo e incapace di sfuggire ai cliché ma che alla fine dei conti non deluderà quelli che si recheranno in sala per godersi un'ora e mezza di relax e svago a cervello spento.

Squali al supermercato

Un mostruoso tsunami si abbatte sulla costa australiana radendo al suolo tutto quello che incontra sul suo cammino. Nello sfacelo globale viene inondato anche un supermercato e i suoi sotterranei imprigionando in una trappola mortale un gruppo di persone tra cui anche Josh e Tina, due ragazzi che solo un anno prima stavano per sposarsi ma che dopo la tragedia della morte in mare del fratello di lei, assalito da un branco di squali, si sono lasciati. Distrutto dal senso di colpa per non essere stato in grado di fare al meglio il suo lavoro di guardaspiaggia e di salvare l'amico, Josh non si è più ripreso ma avrà presto l'occasione di rifarsi. Già, perché a rendere la vita difficile al gruppetto di sopravvissuti non saranno solo le conseguenze del maremoto che fa salire il livello dell'acqua con una velocità impressionante, ma anche la presenza di un branco di squali bianchi rimasto a sua volta prigioniero nei sotterranei dell'edificio. Guidato da Josh, il gruppo dovrà tentare di riemergere dalla melma e dai detriti e di mettersi in salvo da cavi elettrici penzolanti e da denti affilatissimi...

Video-recensione Shark


Bait: Xavier Samuel alle prese con uno degli squali assassini del film in una scena subacquea
Con soggettive a filo d'acqua, un 3D che non riesce di certo a soddisfare i palati più fini ma che si lascia guardare con gusto e qualche simpatico tocco di ironia ad alleggerire i momenti più drammatici, il primo film australiano in tre dimensioni (prima co-produzione Australia/Singapore della storia) sfoggia una regia di buon livello ed effetti in CGI apprezzabilissimi per regalare allo spettatore un discreto spargimento di sangue e un'esperienza catastrofica di grande impatto visivo ed emotivo. Grazie ad un interessante spunto narrativo action, che non viene però portato avanti in maniera convincente, il film intreccia le vicende sentimentali dei protagonisti, tra cui spiccano le figure carismatiche del giovane Xavier Samuel e del tenebroso Julian McMahon, e la devastazione dello tsunami riuscendo ad intrattenere e coinvolgere lo spettatore in maniera piacevole mantenendo però a stento l'equilibrio tra il serio, il profondo trash ed il faceto.

Bait: Cariba Heine e Lincoln Lewis in preda allo sconforto in una scena del film
Film di puro intrattenimento Shark 3D che inizia come il più classico degli shark movie per poi prendere una deriva verso il disaster movie ed arrivare ad assumere i contorni di un survival movie interamente ambientato tra le corsie e i sotterranei di un supermercato. Un film ibrido diretto con sagacia dall'australiano Kimble Rendall, regista della seconda unità di film come Matrix, Io Robot e Ghost Rider alla sua seconda regia dopo l'horror studentesco Cut - Il tagliagole, che è bravo nel sorprendere lo spettatore con sfiziose soggettive e rocambolesche scene d'azione. Un film senza pretese Shark 3D, che rimescola le carte senza offrire alcunché di innovativo e incapace di sfuggire ai cliché ma che alla fine dei conti non deluderà quelli che si recheranno in sala per godersi un'ora e mezza di relax e svago a cervello spento.

Recensione Shark (2012)
Luciana Morelli
Redattore
3.0 3.0
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