Sherlock - L'abominevole sposa: un uomo fuori dal suo tempo

Dopo un'attesa di quasi due anni, la coppia formata da Benedict Cumberbatch e Martin Freeman torna con "L'abominevole sposa", episodio speciale delle serie BBC che approderà nei cinema italiani il 12 - 13 gennaio.

Sherlock - L'abominevole sposa: un uomo fuori dal...
Sherlock - L'abominevole sposa

2015 – Poliziesco
4.1 4.1

Dovevamo aspettarcelo. Steven Moffat e Mark Gatiss ci hanno gabbato per l'ennesima volta. Il tira e molla di anticipazioni-ganci-bugie-strizzate d'occhio tra gli autori di Sherlock e il loro fedele pubblico prosegue con Sherlock - L'abominevole sposa, speciale natalizio a lungo atteso. Il film - perché di film vero e proprio si tratta, con tanto di release cinematografica (in Italia lo vedremo nelle sale il 12 e 13 gennaio grazie a Nexo Digital, ma sarà dura per i poveri spettatori italiani tapparsi occhi e orecchie fino ad allora per evitare di rovinarsi la sorpresa) - è stato preceduto da un battage pubblicitario che svelava l'ambientazione ottocentesca.

Sherlock: Benedict Cumberbatch nello speciale The Abominable Bride

Ebbene sì, per una volta Moffat e Gatiss sembravano seriamente intenzionati ad accantonare l'ingrediente essenziale del loro Sherlock, la perfetta fusione tra tradizione e modernità raggiunta calando il nucleo dei romanzi di Arthur Conan Doyle in un contesto contemporaneo. E' mai possibile ciò? A giudicare dalle foto promozionali diffuse, che ritraevano Benedict Cumberbatch e Martin Freeman in un tripudio di tweed, poltrone di pelle, cappelli da caccia al cervo, soprabiti mantellati con contorno di pipa e baffoni d'ordinanza, Sherlock - L'abominevole sposa avrebbe dovuto essere uno speciale di Natale "classico". Un'avventura più canonica rispetto al contesto ipermoderno della serie, dunque, dove agli onnipresenti taxi si sarebbero sostituite le carrozze, ai cellulari su cui Sherlock digita freneticamente i ben più lenti telegrammi, dove John Watson non avrebbe tenuto un blog, ma avrebbe pubblicato i suoi avventurosi racconti sullo Strand Magazine e dove non avremmo visto l'atletico Cumberbatch con indosso gli stilosi cappotti Belstaff (al pensiero già provavamo una fitta di nostalgia).

Ma si sa che il mefistofelico duo di sceneggiatori britannici non ama risultare prevedibile e non mantiene mai ciò che promette. Sherlock - L'abominevole sposa è, dunque, lo speciale natalizio ambientato nel passato che attendevamo, ma è anche molto, molto di più.

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Benvenuto déjà vu

Sherlock: Benedict Cumberbatch e Martin Freeman in posa per lo speciale natalizio

In un perfetto gioco di specchi, Sherlock - L'abominevole sposa si apre esattamente come, sei anni fa, si apriva Uno studio in rosa, primo episodio dello show targato BBC. All'epoca il pubblico rimase deliziato dai rimandi tra i romanzi di Arthur Conan Doyle e il nuovo contesto - una Londra livida, moderna e ipertecnologica. Oggi che Sherlock stesso si è trasformato in canone, il gioco si è capovolto ancora una volta e l'incipit vittoriano vede il Dottor John Watson che, in voice over, racconta il dramma della campagna in Afghanistan (quello della guerra anglo-afghana del 1880, stavolta) e la difficoltà di reinserirsi nel tessuto sociale londinese da reduce ferito nel corpo e nello spirito. L'incontro fortuito con un conoscente - guardacaso il solito rubicondo Mike Stamford, interpretato ancora una volta da David Nellist - gli darà l'opportunità di entrare in contatto con l'eccentrico Sherlock Holmes il quale lo inviterà a condividere con lui l'affitto al numero 221B di Baker Street.

Quando Watson fa la conoscenza di Sherlock, nel passato come nel presente, il detective è impegnato nella stessa raccapricciante attività: percuotere violentemente un cadavere per determinare per quanto tempo dopo il decesso continuano a formarsi lividi. Anche stavolta Holmes lascerà a bocca aperta il futuro coinquilino fornendo informazioni dettagliatissime sulla sua identità e sul suo passato. Difficile rinunciare alle "buone abitudini".

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La sposa cadavere spara

Sherlock - L'abominevole sposa: un primo piano di Natasha O'Keeffe

In perfetto stile vittoriano, il caso che Sherlock Homes e John Watson si trovano a dover affrontare si rivela essere una ghost story. E' un affannato Lestrade, con improponibili basettoni, a fare la sua comparsa in Baker Street per invocare l'aiuto (e l'arguzia) di Holmes. A quanto pare una donna vestita di sposa, nel giorno del suo anniversario di matrimonio, ha sparato sulla folla centrando diversi uomini per poi suicidarsi con un colpo alla testa. La stranezza sta nel fatto che, poche ore più tardi, la donna in questione è ricomparsa davanti al marito uccidendolo con una fucilata per poi dileguarsi nel nulla. Inspiegabilmente, mentre la sposa metteva a segno la serie di delitti, il suo cadavere se ne stava sdraiato su una tavola nell'obitorio pubblico di Londra (luogo, questo, in cui ritroveremo una vecchia conoscenza). Qualche mese più tardi la sposa abominevole, ormai abbondantemente sepolta, ricomparirà minacciando di morte un lord amico di Mycroft. Toccherà a Sherlock Holmes e al fido Watson cercare di proteggere l'uomo dalla minaccia che proviene dall'aldilà (o no?). Tutto secondo copione, ma qualcosa non quadra.

"Dead is the new sexy" - Moriarty

A volte ritornano

Sherlock - L'abominevole sposa: Rupert Graves in una scena dell'episodio tv speciale

"I fantasmi non esistono" tuona il razionale Holmes a un intimorito John Watson. E' così che, nel passato come nel presente, lo abbiamo conosciuto. Lucido, razionale, meticoloso. Mentre tutti intorno a lui si lasciano trascinare dall'ebrezza dell'idea dello spettro che esce dalla tomba in cerca di giustizia, l'investigatore di Baker Street analizza ogni indizio per trovare una risposta logica ai delitti dell'abominevole sposa. La risposta non tarda a giungere e ha le fattezze della nemesi di cui tanto attendevamo il ritorno. I morti non possono tornare indietro...

Andre Scott in Sherlock - L'abominevole sposa

...eppure è Moriarty in persona quello che ritroviamo nel salotto di Miss Hudson. Interpretato da un Andrew Scott in grandissima forma, Moriarty è la scossa che fa cambiare passo all'episodio. E' la presenza che dà senso ai numerosi anacronismi disseminati ad arte nella Londra vittoriana immaginata da Moffat e Gatiss (come potrebbe essere plausibile, altrimenti, un Mycroft che usa termini come "virus nei dati"?). E' il segreto che si nasconde dietro l'abominevole sposa, il cui suicidio non è altro che un doppione del plateale gesto compiuto da Moriarty sul tetto del St.Bartholomew's Hospital. Nell'universo di Sherlock i morti non restano tali a lungo, ma anche da defunti riescono a compiere azioni terribili. Dobbiamo ammetterlo, Moriarty ci era mancato e rivederlo flirtare spudoratamente con Sherlock mentre mastica chewingum e lecca la sua pistola è l'ennesima strizzata d'occhio omoerotica introdotta dai pestiferi Moffat e Gatiss.

Sherlock - L'abominevole sposa: i profili di Benedict Cumberbatch e Martin Freeman

Non paghi, i due autori continuano a seminare ammicchi omosessuali (vedremo Moriarty vestito perfino da sposa) per la gioia dei fan, alimentando l'universo parallelo delle fanfiction dedicate allo show. In questa stessa direzione va la scomoda conversazione "intima" che precede la comparsa della sposa a casa di Eustace Carmichael in cui John Watson tenta di mettere alle strette Holmes, facendogli confessare la ragione della sua ostinata singletudine e riesumando addirittura Irene Adler (in vista di un possibile suo ritorno nella quarta stagione, sospettiamo). Il tutto in preparazione del gran finale in cui ci attende un triangolo sentimentale omo.

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Ti sono mancato?

Sherlock: Martin Freeman e Benedict Cumberbatch in un'immagine promozionale dello speciale The Abominable Bride

La comparsa di Moriarty è il preludio del ritorno al presente. Conoscendo Sherlock e i suoi autori, da tempo sospettavamo il ricorso a un ponte narrativo che fungesse da collegamento tra passato e presente, ma il modo in cui Mark Gatiss e Steven Moffat sbrigano la faccenda è geniale. Nelle mani delle due vecchie volpi uno degli espedienti narrativi più banali e abusati (quanti trilioni di volte abbiamo assistito al fatidico risveglio di un personaggio, seguito dal classico "Era tutto un sogno") assume una forma inedita e sorprendente. E' ancora una volta Moriarty a suggerire la verità sibilando una delle sue caustiche battute: "E' abbastanza sciocco per te? Abbastanza gotico, abbastanza folle perfino per te? Non ha senso, Sherlock, perché non è reale". Ecco che le carte in tavola si rimescolano ancora una volta, il ritmo dell'episodio subisce un'improvvisa accelerazione e il pubblico si trova catapultato tra passato e presente, tra esterno e interno. L'interno in questione è il Palazzo Mentale di Sherlock, il luogo in cui il detective torna a rifugiarsi grazie all'abuso di sostanze stupefacenti per scoprire la verità. E' qui che tutto ha inizio e fine. Il "Napoleone dei criminali", come si definisce Moriarty stesso, è la debolezza di Sherlock, è la sua metà oscura, è tutto ciò che Sherlock non troverà mai il coraggio di ammettere. E' il peggior nemico di cui non riesce a fare a meno.

Sherlock - L'abominevole sposa: un primo piano di Una Stubbs

Dietro l'apparente divagazione femminista che permea l'episodio, portando ancora una volta alla ribalta figure come Molly Hooper, Mary Morstan e l'irresistibile Miss Hudson, a cui ancora una volta vengono regalate alcune delle battute migliori, Sherlock - L'abominevole sposa è un viaggio enigmatico e stupefacente nella mente di Sherlock Holmes lungo 90 minuti. Questa folle cavalcata si conclude, però, lasciando aperto un quesito. Se Moriarty si è realmente suicidato, quale nuovo nemico sta sfruttano la sua immagine per minacciare il detective di Baker Street? Lo scopriremo nel 2017, quando la quarta stagione di Sherlock farà ritorno sulla BBC. Dopo questo brillante assaggio, dover aspettare ancora un anno sarà una sofferenza.

Valentina D'Amico
Redattore
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