Recensione The English Teacher (2013)

Diverte il modo in cui è strutturata la storia, che è tutta un contravvenire alle regole (tema su cui si gioca amabilmente) e un riscrivere finali; il film si contraddistingue per un certo brio nella scrittura e appena sembra andare nella direzione consueta, arriva una svolta che, se non proprio inaspettata, riesce a catturare l'attenzione.

Recensione The English Teacher (2013)

Linda Sinclair sa quanto possa essere piacevole la solitudine, una dolce prigionia che la porta a passare le serate in compagnia degli amati libri o di qualche film romantico, mangiando cibo sano. Questa donna dai lineamenti delicati e i colori di un quadro preraffaellita è la più ammirata insegnante del liceo di Kingston. Gli allievi la venerano, adorano il modo in cui li spinge a pensare con la propria testa, preparandoli a diventare uomini e donne pieni di sogni da realizzare. Esattamente come Jason Sherwood, talentuoso alunno fuggito a New York per diventare un drammaturgo di successo. Obbligato dal padre a tornare alla base e ad intraprendere dei più solidi studi di legge, Jason cerca conforto dalla vecchia professoressa Sinclair, sottoponendole la lettura della sua prima piece, La crisalide, opera che in maniera nemmeno troppo velata affronta le tragedie di una famiglia disfunzionale.

Incantata dalla lettura del testo e convinta della genialità del suo pupillo, Linda preme affinché la scuola possa mettere in scena il dramma, chiedendo e ottenendo l'aiuto del professore di teatro, Carl Kapinas. L'entusiasmo iniziale si smorza strada facendo quando sopraggiungono una serie di problemi tecnici non indifferenti: l'impennata delle spese, coperte tutte da Linda, e soprattutto le discussioni per cambiare il finale, giudicato troppo perturbante dalla preside. Quando Linda finisce tra le braccia di Jason, poi, l'inizio della catastrofe è segnato.

Pensieri (molto) pericolosi

The English Teacher:  Julianne Moore insieme a Nathan Lane in una scena del film

Aver diretto svariati episodi di alcune delle serie televisive più amate come Streghe, Weeds, United States of Tara, non bastava più a Craig Zisk che con sprezzo del pericolo ha deciso di mettersi alla prova al cinema in un genere insidioso. The English Teacher, infatti, è un film che non rinuncia a ostentare gli stilemi di un certa commedia sentimentale, incentrata su protagoniste solitarie, romanticamente imprigionate in un mondo perfetto, mai deludente rispetto a quello reale. La voce fuori campo che dettagliatamente ci illustra dall'inizio le azioni della nostra compassata eroina, interpretata da Julianne Moore, ci introducono 'classicamente' nel mondo di una donna che sembra non aver più nulla da chiedere alla vita, pacificata dal solo desiderio di essere d'ispirazione per i suoi studenti, ma ancora abbastanza generosa con sé stessa per aspettarsi il grande amore (anche se il vero romantico vive da solo). E' un gioco a carte scoperte da subito, quindi, che non risulta affatto fastidioso; anzi, il film si contraddistingue per un certo brio nella scrittura e appena sembra andare nella direzione tradizionale, consueta, subito arriva una svolta che se non proprio inaspettata, riesce a catturare l'attenzione.

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Cercasi principe azzurro

The English Teacher: un primo piano di Julianne Moore

Così, mentre si ipotizza una furente (e canonica) love story con il padre di Jason (Greg Kinnear), arriva l'amplesso focoso con il ragazzo (Michael Angarano) a a sparigliare tutto e la crisi di gelosia successiva, dovuta ad un flirt tra Jason e la prima attrice, Lily Collins, è la miccia che innesca la trasformazione di Linda, un cambiamento che non vuol dire solo passare dal petto di pollo e riso integrale al junk food. Un mondo di desideri fino a quel momento inespressi finisce per esondare, immergendola in un vorticoso fiume di passione, con tutte le conseguenze che questo porta con sé.

Diverte, insomma, il modo in cui è strutturata la storia, che è tutta un contravvenire alle regole (tema su cui si gioca amabilmente) e un riscrivere finali. Con leggerezza, anche se senza quel mordente che avrebbe reso il film degno di essere ricordato, Zisk riscrive la storia di una donna che smette di considerarsi la protagonista di un romanzo dalla fine incerta, consegnandoci un prodotto godibile, anche grazie all'interpretazione misurata di tutto il cast. In tal senso, la parte più divertente della pellicola è quella che la vede la Moore nei panni della mecenate illuminata, la Peggy Guggenheim dell'High School, supportata in questa story line da una spalla d'eccezione come Nathan Lane, performer a tutto tondo, caratterista riconoscibile e molto amato.

In cattedra, ma non troppo

New York, ovvero Broadway, e il mondo che rappresenta diventa nel film di Craig Zisk il simbolo di una vitalità esagerata, troppo mitizzata e posticcia, contrapposta invece all'esuberanza sostanziale che si vive nella quieta Pennsylvania, ben più dinamica della Grande Mela nei suoi incroci sentimentali; "Questa non è Broadway", sbotta il professore che tenta in tutti i modi di boicottare il progetto di portare in scena La crisalide. Per questo il 'geniale' Jason Sherwood finisce ironicamente a lavorare in un teatro per bambini, forse il palcoscenico più adatto alla sua tempra. Anche in questo va segnato un punto a favore dello script di Zisk che racconta realisticamente Jason, mostrandocelo come il ragazzo problematico e puerile che è.

Per lui non si profila nessuna grande lezione da imparare, anche se la professoressa Sinclair qualcosa riesce a fargli comprendere. Miss Sinclair è solo l'ultimo carattere di un lunghissimo elenco di professori che hanno reso meravigliosa la scuola (almeno al cinema). L'eroico John Keating, docente di letteratura di L'attimo fuggente è il capostipite dei moderni ispiratori delle giovani generazioni, seguito dalla professoressa Watson interpretata da Julia Roberts in Mona Lisa Smile, che si misurava in un mondo frustrante per le donne. Citiamo solo loro, senza spingerci oltre (ma la lista sarebbe lunghissima), perché ci sembrano i due modelli più vicini all'indole della Sinclair che, in ogni caso, non diventa mai l'oggetto di uno studio dettagliato sulle tecniche pedagogiche. Il film è soprattutto il racconto di una femminilità nuova che sboccia, anche se in età non più giovane, a dispetto dei vestiti dai colori tristi. Che lasciano comunque intravedere la radiosa bellezza di Julianne Moore.

Francesca Fiorentino
Redattore
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