Recensione Beloved Sisters (2014)

Tre ore di passione, palpiti, amori segreti, relazioni fedifraghe, tuffi in laghi gelati e lunghe passeggiate in campagna in perfetto stile Sturm und Drang. L'accurata fotografia e il taglio pittorico di molte sequenze rendono la pellicola elegante e piacevole da seguire.

Recensione Beloved Sisters (2014)

Tutto su mia sorella

Un melodramma tedesco fiume racconta l'amore di due sorelle, complici e solidali, per il poeta tedesco Friedrich Schiller. Tre ore di passione, palpiti, amori segreti, relazioni fedifraghe, tuffi in laghi gelati e lunghe passeggiate in campagna in perfetto Sturm und Drang style. Come tradisce il titolo del progetto, Beloved Sisters, focus del film non è la vita del giovane Schiller, fine pensatore, appassionato poeta, spiantato amante delle donne, ma quella delle due sorelle von Lengefeld. Charlotte von Lengefeld, moglie ufficiale del poeta, gli diede quattro figli e gli fu accanto fino alla morte, avvenuta nel 1805 per tubercolosi. Il regista e sceneggiatore Dominik Graf, basandosi su lettere perdute e stralci di composizioni, ipotizza una passionale e sofferta relazione tra Schiller e la sorella maggiore di Lotte, Caroline von Lengefeld, giovane dall'intelligenza vivace, sposa infelice per interesse, che abbandonerà il marito per diventare scrittrice pubblicando anonimamente un feuilleton di successo. Dopo un incontro fortuito col giovane Schiller, interpretato dal tedesco Florian Stetter, Lotte comincia a provare un certo interesse per l'uomo, coinvolgendo ben presto nel legame la sorella Line che si invaghisce di lui. Col passare del tempo la relazione tra i tre si fa più ambigua dando vita a un vero e proprio triangolo sentimentale. Da una parte la timida Lotte fatica a lasciarsi andare, dall'altra Line dà segni di volere Fritz (questo il soprannome di Schiller) tutto per sé e convince la sorella a sposarlo per poterlo frequentare liberamente mettendo a tacere le voci sulla loro relazione. Dopo il matrimonio, però, il legame tra le due sorelle vacilla e Lotte comincia a capire di voler vivere appieno la relazione col suo Fritz, senza dividerlo con altre donne.

Passioni brucianti

Beloved sisters: Henriette Confurius e Hannah Herzsprung in un momento del film
In Beloved Sisters si possono distinguere chiaramente due fasi della storia. La prima, quella giovanile, è incentrata sulla complicità tra le due sorelle. Lotte e Line (rispettivamente, Henriette Confurius e Hannah Herzsprung) stipulano giuramenti sotto impetuose cascate, si confessano ogni minimo segreto e fanno progetti amorosi. In opposizione alla loro vis romantica, Schiller viene rappresentato come un uomo in balia degli eventi, attirato nella rete amorosa tessuta dalle due sorelle e incapace fare una scelta. Tra gli corteggiamenti galanti e i codici segreti del trio si colloca una delle scene più significative del film, il salvataggio di una bambina caduta in acqua da parte di Schiller che, pur non sapendo nuotare, si getta nelle acque gelide del fiume minando per sempre la propria cagionevole salute. A questa scena ne segue una seconda in cui Lotte e Line riscaldano l'uomo seminudo col proprio corpo, suggellando l'inizio di quella passione devastante che segnerà il corso delle loro esistenze. La seconda fase del film, più cupa e matura, segue le vicende matrimoniali di Schiller e Lotte, il divorzio e le peripezie di Line e l'acuirsi della malattia che porterà Schiller alla morte. A questa cesura tematica, dovuta alla natura ibrida del progetto, nato per la TV e portato al cinema in versione ridotta, corrisponde un mutamento stilistico e visivo. Gli incontri tra Schiller e le sorelle von Lengefeld avvengono nel corso di due estati tedesche trascorse tra prati soleggiati e location naturalistiche di grande impatto visivo, mentre nella seconda fase del film, con il trasferimento del poeta a Jena in seguito all'atteso incarico all'università, prevalgono interni angusti spogli e semibui.

Il triangolo no

Beloved sisters: Hannah Herzsprung in una scena del film
L'amore al centro di Beloved Sisters rispecchia in pieno i canoni romantici diffusi dalla letteratura e dalla pittura ottocentesca. La madrina di Lotte, che accoglie la giovane alla corte di Weimar nella speranza di trovarle un marito benestante, si strugge di passione per Goethe, di cui è l'amante. Tutte le figure femminili sono invase da questa tensione sentimentale che si concretizza nel personaggio di Line, figura che si emancipa dal contesto per intelletto, vivacità e senso pratico, risultando il personaggio più magnetico e indipendente del film. La lunga durata e l'argomento melodrammatico viziano a tratti una pellicola che, pur avendo un'origine televisiva, si distingue per cura formale. Alcune trovare registiche si rivelano stridenti, una per tutte la scelta di mostrare i personaggi declamare, sguardo in macchina, le lettere appartenenti al carteggio tra Schiller e le sorelle. A livello globale, però, l'accurata fotografia e il taglio pittorico di molte sequenze rendono la pellicola elegante e piacevole da seguire.
L'ambizione di Dominik Graf è alta. Affrontare un periodo storico così tumultuoso, seppur da una prospettiva interamente parziale e personale, è operazione delicata. A tratti la Storia fa capolino nelle vicende private dei personaggi, così intravediamo un simbolico incontro tra Goethe (di ritorno dal suo viaggio in Italia) e Schiller sulle sponde del fiume, diveniamo partecipi delle appassionate idee di quest'ultimo, che animeranno gli ideali della Rivoluzione Francese, e veniamo a conoscenza delle devastanti conseguenze della violenza esplosa in Francia con i moti rivoluzionari. Numerosi spunti accennati, ma mai approfonditi, che contribuiscono a definire lo sfondo storico del dramma sentimentale, ma che vengono inevitabilmente sacrificati a favore della turbolenta passione che infiamma l'animo dei tre protagonisti.

Valentina D'Amico
Redattore
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