Meno male che ci sei

2009, Commedia

Prieto, Claudia Gerini e Chiara Martegiani per Meno male che ci sei

Regista e protagoniste raccontano il film tratto dal romanzo di Maria Daniela Raineri e portato sul grande schermo da Cattleya e Universal Pictures.

Reduce dal successo al botteghino ottenuto con Ho voglia di te, lo spagnolo Luis Prieto torna alla regia con un altro film in cui le tematiche adolescenziali fanno da padrone, ma si accompagnano questa volta anche a temi più adulti. Non a caso la protagonista Allegra, interpretata da una Chiara Martegiani nata all'ombra degli Amici di Maria De Filippi, è affiancata da Claudia Gerini in un rapporto sulla carta molto inusuale: quello tra una figlia e l'amante di suo padre. E' un evento luttuoso che unisce queste due donne per molti aspetti diverse ma che, in comune, hanno altrettante fragilità: ovvero la morte dei genitori di Allegra in un incidente aereo, che rappresenta per Luisa anche la fine di quello che lei considerava il suo più grande amore. Dovranno quindi, insieme, far fronte alla loro perdita, ma anche aiutarsi nella quotidianità quando, dopo il primo momento doloroso, la vita per loro ricomincerà, e con essa anche gli amori. Meno male che ci sei è tratto dall'omonimo romanzo di Maria Daniela Raineri, che ricopre anche il ruolo di sceneggiatrice, ed è prodotto da Cattleya, che ancora una volta si dimostra attentissima a cogliere la scia dei fenomeni editoriali. Attraverso una chiacchierata con il regista e i protagonisti, abbiamo scoperto il loro punto di vista su una storia che si propone di realizzare un connubio tra due universi oggi più che mai problematici: quello degli adolescenti e quello dei trentenni, eterni bambinoni.

Claudia Gerini e Chiara Martegiani nel film Meno male che ci sei
Perché una ragazza come Allegra, che soffre per la perdita dei genitori, va a cercare proprio la causa dei loro continui litigi? E come mai è assente una qualsiasi figura maschile positiva?

Claudia Gerini: Io non sono la causa, sono solo un effetto dei problemi del loro matrimonio. La figura maschile positiva c'è, invece, ed è Gabriele, il ragazzo di Allegra.
Luis Prieto: Questo film racconta una storia, e non possiamo raccontare tutto. Qui raccontiamo di una relazione tra due donne. Non tutti i maschi sono figure negative, come diceva Claudia Gabriele non lo è, nonostante stia vivendo il suo momento più debole e complicato rimane comunque una figura positiva. E' anche vero poi che anche le donne passano circostanze difficili e si comportano altrettanto male, non ci sono personaggi buoni e cattivi.
Maria Daniela Raineri: La figura di Gabriele rappresenta proprio la speranza nei maschi del futuro. Io ho voluto scegliere un punto di vista prettamente femminile, e in quest'ottica è anche bello parlare male dei maschi. Secondo me poi non fanno una così brutta figura, sono personaggi simpatici, veri. Anche le femmine, nonostante noi siamo dalla loro parte, ne combinano delle belle. Ad Allegra vogliamo bene, ma certe volte sarebbe da prendere a schiaffi. Allegra va a conoscere Luisa perché lei è veramente sola al mondo, non le resta nessuno, e poi inizialmente va a conoscerla giusto per vedere com'è.
Claudia Gerini: E anche per capire meglio chi fosse suo padre, e poi trova una donna accogliente, aperta, e le si affeziona.

Come ha deciso Cattleya di dare spazio a questo libro?

Francesca Longardi: Ci è stato innanzi tutto segnalato dalla casa editrice. E' sì una storia di ragazzi, ma ha anche un taglio originale, che ci mostra due donne alla ricerca di qualcosa, in un percorso di crescita e conoscenza di due generazioni che nutrono forti pregiudizi l'una verso l'altra. Il libro poi aveva anche una scrittura molto originale che noi abbiamo cercato di rendere nel film. Noi siamo sempre attenti a quello che esce in libreria, e siamo contenti di aver portato ancora una volta su schermo un bel romanzo.

Chiara, questo è il tuo debutto da protagonista. Te lo aspettavi dopo la tua partecipazione ad Amici?

Chiara Martegiani: Quella di Amici per me è stata un'esperienza breve ma molto positiva, lì ho capito che volevo fare l'attrice, e infatti subito dopo mi sono iscritta al Centro Sperimentale.

Un primo piano di Chiara Martegiani nel film Meno male che ci sei
Claudia, com'è lavorare con un'attrice così nuova?

Claudia Gerini: Si vedeva che era il suo primo film, ma lei era molto in parte, e in più Luis le stava molto addosso, l'ha diretta molto e anche molto sostenuta. Siamo andate d'accordo, mi divertiva la nostra diversità anche fisica: io così morbida, con questo chiffon rosa, e lei così alta e scura. Sul set io cercavo di rassicurarla, e con la mia esperienza riuscivo a dirle se era andata bene.
Chiara Martegiani: Claudia è stata per me come una guida, mi ha aiutato tantissimo e per questo la ringrazio.

Claudia, c'è molto di te in questa donna. Cosa ti ha colpito di più in questo film come madre?

Claudia Gerini: Luisa ha molta fiducia negli altri, vede sempre il bicchiere mezzo pieno anche se ha una vita per molti aspetti irrisolta. Io invece ho preso una direzione più strutturata. Quello che mi è piaciuto di più è stato interpretare una donna così accogliente, che si mette in gioco anche in modo naif, che prende Allegra con sé senza alcun sospetto o malignità. Allegra si può capire con Luisa, e insieme diventano una famiglia anche se non sembra, all'inizio, che abbiano nulla in comune. C'è voglia di prendersi cura l'uno dell'altra, c'è affetto sincero, si proteggono a vicenda, e quindi c'è una vera famiglia. Come madre penso che sia giusto che una ragazza di diciassette anni cerchi una guida.

Luis, il suo primo film ha incassato tantissimo. Le ha pesato questo confronto?

Luis Prieto: Non tanto, io sono rimasto la stessa persona di prima. Essendo spagnolo, poi, non ho dovuto fare i conti con questo successo come avrei dovuto fare se fossi vissuto in Italia. La parte più bella di quella esperienza è che mi ha permesso di realizzare questo altro film, un progetto in cui ho messo tutto il mio amore e la mia sincerità, e quando si fa una cosa con tanto impegno non ci si ricorda nemmeno più tanto il passato.

Uno dei protagonisti del film Meno male che ci seim, di L. Prieto
Alessandro, con il ruolo di Gabriele sei tornato al cinema. Ma preferisci il grande schermo, la televisione o il teatro?

Alessandro Sperduti: Sono esperienze molto diverse, quella che sto facendo adesso in teatro con Est Ovest della Comencini è la mia prima esperienza teatrale ed è bellissima, c'è il contatto con il pubblico e un'emozione pazzesca. E' molto diverso dal cinema e dalla televisione, il film forse è più intimista, ti permette di scavare più a fondo all'interno anche di te stesso. Sono due modi di affrontare la stessa arte, e mi piacerebbe poter continuare a fare un po' di tutto, a spaziare.

Clotilde, com'è lavorare con Teresa Mannino, che conosciamo per il suo personaggio comico in Zelig?

Clotilde Sabatino: Teresa è fantastica, in più anche con Claudia ci siamo divertite tanto, e siamo diventate amiche anche al di fuori del set. Siamo diverse tipologie di donne che in video creano un'esplosione brillante. Teresa non è soltanto una comica ma anche un'attrice molto brava, e io sono molto contenta di aver lavorato con lei, come anche con Claudia e Luis, per questo film.

Il questo film alle tematiche adolescenziali se ne affiancano anche altre, più adulte. Pensate che agli adolescenti questo piacerà?

Luis Prieto: Come regista, questo aspetto per me forse è troppo complicato da analizzare. Qui ci sono due protagoniste, e il rapporto è più che altro tra di loro, e in più ci sono le loro rispettive relazioni. Il mondo adolescenziale c'è, ma c'è anche quello di Claudia.
Francesca Longardi: Non possiamo saperlo, volevamo fare non tanto un teen movie ma una storia umana. La sfida è capire se i giovani lo accetteranno, se si identificheranno in questa storia. Noi siamo con Arianna nel suo percorso, che grazie a Claudia è anche un percorso di crescita. Volevamo fare sì una storia di giovani, ma che fosse anche vera.

Locandina del film Meno male che ci sei
Avete scelto di fare una campagna di lancio particolare proprio per questo?

Francesca Longardi: Abbiamo fatto due poster diversi, uno con Arianna e Gabriele e uno con Arianna e Luisa proprio per rispondere ai nostri due diversi pubblici: il romanzo infatti è piaciuto molto sia ai ragazzi che alle donne.

Se il libro è stato così apprezzato dalle donne, vuol dire che gli uomini vengono davvero visti così male?

Maria Daniela Raineri: Il romanzo a dire la verità è piaciuto anche agli uomini, e lì sono ancora peggio che nel film! Evidentemente un po' ci si saranno riconosciuti, anche se io continuo a pensare che non ne escano poi così male.
Claudia Gerini: E' una rappresentazione variegata, per esempio il personaggio del mio fidanzato, Giovanni, è un uomo che non fa fronte alle proprie responsabilità, che non se la sente, ma sono cose che accadono anche nella realtà. Esistono tanti colori di personalità: c'è Yuri, che è un ragazzo totalmente sconsiderato, e poi c'è Gabriele che invece pensa al futuro, vuole costruire qualcosa. E' anche Luisa che sceglie sempre l'uomo sbagliato, come ad esempio il padre di Allegra che alla fine è un donnaiolo come tanti, che tradisce per sport come fanno tanti uomini, mentre invece le donne tendono di più a tradire se vengono trascurate.
Luis Prieto: Anche se Guido Caprini, Giovanni, fa una cosa negativa, non lo fa per cattiveria, ma più per debolezza. Noi rappresentiamo un uomo che sta comunque soffrendo per la sua incapacità.
Maria Daniela Raineri: D'altronde le storie più divertenti da raccontare sono quelle più sfortunate, non c'è nulla di più noioso delle storie in cui va sempre tutto bene.

Anche il matrimonio esce piuttosto male dal film. E' una storia da single quindi?

Maria Daniela Raineri: Si è vero, di matrimoni non se ne salva uno, e l'unica unione che dà speranza è quella tra i giovani. Non ho pensato a questo aspetto mentre scrivevo, però è anche vero che è molto presente il senso della famiglia, c'è anche tanta quotidianità. E quelle sono le scene che nel film mi sono piaciute di più.
Luis Prieto: L'istituzione del matrimonio qui non funziona, ma il concetto di famiglia si, ci sono relazioni sincere.

Una sequenza del film Meno male che ci sei, diretto da L. Prieto
Chiara, cosa credi che penseranno le tue coetanee di fronte alle scene anche un po' dure di questo film?

Chiara Martegiani: E' una storia reale, di due ragazzi che si incontrano e del loro primo rapporto. Credo ci si possa identificare in questo, il primo amore è un'esperienza che vivi sempre a mille, e penso che questo possa piacere.

Il personaggio più negativo in assoluto è quello di Giovanni, che non solo lascia Luisa incinta ma si approfitta anche di Allegra in un momento per lei difficile.

Maria Daniela Raineri: Io sono affezionata a tutti i miei personaggi, e non era nelle mie intenzioni farne uno completamente negativo. In quel personaggio poi ci sono anche tante cose di me, è un bambinone, non è un malvagio, semplicemente si trova in una situazione più grande di lui. Lui, come anche Luisa, a volte si trova ad agire come un diciassettenne.
Luis Prieto: Chiara sta cercando in quel momento un padre, ma Giovanni è troppo debole per capirlo. E' un fatto che questo sia un aspetto molto diffuso tra i quarantenni,
Claudia Gerini: Ultimamente si è allungata l'età della ragione, qualche quarantenne penso proprio farebbe esattamente come Giovanni, avendo di fronte un'adolescente come Allegra che si vuole autodistruggere, che vuole vedere fin dove possono arrivare i suoi limiti e poi pentirsene. E' vero che tanti uomini si spaccano la schiena e lavorano, ma una parte che vuole avere questo tipo di libertà c'è. Per me un'idea come questa è una galera, il matrimonio invece ti fa crescere, ti stimola, e so che anche tanti uomini la vedono così.

Una storia come questa poteva anche diventare un melodramma sullo stile di Almodòvar.
Luis Prieto: Almodòvar è un grande, lui ha un'estrema facilità nelle storie di donne. Per me è stato un riferimento, come lo sono state le donne stesse, hanno una sensibilità che ti ispira.

Prieto, Claudia Gerini e Chiara Martegiani per...
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